Dinamo sconfitta da Brindisi | Foto Luigi Canu

La Dinamo Sassari funziona ancora a corrente alternata

La seconda sconfitta consecutiva della Dinamo Sassari in campionato fa scattare qualche campanello d’allarme; sofferenza a rimbalzo e un rendimento altalenante sono i problemi più evidenti di una squadra che ha comunque il 50% di vittorie in classifica in campionato e un 2/2 in Champions League.

Eppure nella stagione 2019-2020 poi annullata le cose dal punto di vista dei risultati andavano meglio: contando le prime 8 partite giocate nella scorsa Serie A (sarebbero 9 vista l’anomalia della giornata di riposo della passata stagione) i biancoblù di Pozzecco avevano incassato le sole due sconfitte con Trieste in casa e a Venezia. Le stesse bestie nere già affrontate in questa stagione e che hanno visto i sardi alzare la bandiera bianca ancora una volta: a queste però si sono aggiunte le ultime due partite giocate a Trento e con Brindisi. Due “referti gialli” che si differenziano tra loro: il primo caratterizzato da una squadra stanca e ai minimi termini dopo l’impresa di coppa con Tenerife, mentre il secondo ha fatto emergere chiaramente alcuni limiti di cui sopra.

18 + 21 = KO sicuro – Diciotto rimbalzi offensivi concessi all’Happy Casa Brindisi sono un’enormità, ma il problema, come sottolineato da Pozzecco nel post-partita, sono i 21 punti concessi da seconda occasione che pesano come un macigno sul risultato finale. Una situazione che forse non avrebbe mai immaginato lo staff e il GM Pasquini nella costruzione della squadra che vanta un 3 atletico ed esplosivo come Burnell, oltre alle qualità dei lunghi e all’altezza non comune per una guardia di Filip Kruslin (ci sarebbe anche quella di Pusica, ma il povero Vasa sarà costretto a un lungo stop).

Crisi d’identità – La duttilità e l’adattabilità del gruppo in questo momento si sta rivelando un’arma a doppio taglio: tutti in grado di fare quasi tutto e con un minutaggio sempre diverso, sembra avere fatto perdere la bussola ai biancoblù nella partita contro Brindisi. Detto degli indiscutibili meriti dei pugliesi di Vitucci, la Dinamo ha staccato la spina troppo spesso nel corso della gara; fatale le volte in cui l’ha fatto nel quarto finale dove l’Happy Casa ha approfittato delle battute a vuoto sassaresi per chiudere la contesa. Ma non tutto è da buttare per Pozzecco: ancora una volta il rientro deciso dagli spogliatoi ha fatto vedere la vera forza di una squadra su cui c’è ancora da lavorare. In soccorso al coach e allo staff potrebbe arrivare la sosta per le nazionali quando, seppur privato di qualche elemento impegnato con la propria selezione; si potrà recuperare completamente Gentile (apparso comunque in grande spolvero a tratti con Brindisi) e i negativizzati Treier e Kruslin che hanno pagato l’inattività. Un periodo utile per cementare ancora di più il gruppo che ancora deve inserire negli schemi il neo-arrivato Toni Katic, non ancora tesserato per la gara di ieri. Prima però c’è da stringere i denti, all’orizzonte ci sono due partite da vincere: mercoledì in Champions League in Danimarca contro i Bakken Bears per continuare il filotto continentale, poi a Cremona in un altro lunch match della Serie A.

Matteo Porcu

 

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