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La moviola | Le scelte chiave di Ghersini in Lazio-Cagliari

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La gara tra Lazio e Cagliari, terminata sul punteggio di 2 a 2, non ha prodotto grosse difficoltà per arbitro e assistenti. Nessun intervento da parte del VAR, pochi i dubbi e una conduzione che è apparsa abbastanza in controllo da parte di Ghersini della sezione di Genova.

Primo tempo
Il primo episodio di rilievo avviene al sesto minuto. Felipe Anderson va via sulla destra della difesa rossoblù, supera Caceres sul lato corto dell’area e finisce a terra. Punizione e conseguente giallo per il numero 4 del Cagliari. Dubbi legittimi sul fischio del direttore di gara, Caceres appoggia sì la mano sulla spalla sinistra dell’avversario, ma non appare un contatto così importante da portare alla punizione. Felipe Anderson si lascia andare, il fischio dell’arbitro è al limite, ma una volta sanzionato l’intervento il giallo è inevitabile. Non per l’entità del fallo, piuttosto per aver interrotto un’azione promettente della Lazio con Felipe Anderson che, se non fermato, avrebbe avuto l’occasione di mettere in mezzo un pallone pericoloso per i compagni (in gergo si tratta della cosiddetta SPA).

Il secondo episodio al 10′ quando Milinkovic Savic cade all’interno dell’area di rigore del Cagliari. Il serbo supera Marin, il centrocampista rossoblù si sposta per evitare il contatto mentre quello biancoceleste si lascia cadere. Fa bene Ghersini a non fischiare il rigore non essendoci alcun tocco di Marin sull’avversario, ma mancano il calcio di punizione per il Cagliari e il giallo per simulazione al biancoceleste. Poco dopo, al minuto 13 di gioco, è Ceppitelli a fermare Milinkovic Savic poco fuori dai sedici metri. Intervento in ritardo, giusto il fischio di Ghersini e non sarebbe stato sbagliato il giallo al numero 23 rossoblù. In questa occasione qualche protesta di troppo di Caceres, invitato dall’arbitro a calmarsi anche con l’aiuto del capitano Joao Pedro. Una costante della gara dell’uruguaiano, sempre sul filo del rasoio del secondo giallo.

Al 34′ minuto è ancora Caceres protagonista. Felipe Anderson lo punta e prova a superarlo in area, il difensore rossoblù lo ferma con il corpo e il brasiliano chiede il rigore. Bravo Ghersini a lasciar correre e bravo Caceres a chiudere con esperienza, ma senza fallo, sull’avversario.

Al 42′ giallo per Luiz Felipe per un intervento in ritardo su Joao Pedro quasi all’altezza del volto. Ghersini fa proseguire per il vantaggio e successivamente ammonisce il difensore della Lazio, giusto il provvedimento ma meno corretto il vantaggio dato al Cagliari nell’occasione nella quale manca la punizione per gli uomini di Mazzarri.

Da segnalare nel primo tempo anche una svista, poi corretta, quando sul tiro dal limite di Luis Alberto è Acerbi a deviare con la schiena sul fondo. Ghersini assegna prima il calcio d’angolo alla Lazio, poi torna sui suoi passi e concede la giusta rimessa dal fondo al Cagliari.

Secondo tempo
Nella ripresa la gara scorre senza grossi problemi. Regolare il gol del pareggio di Joao Pedro, in gioco sul passaggio di Marin, così come sono da manuale i due cartellini gialli comminati a Gabriele Zappa. Nel primo caso l’esterno rossoblù ferma un contropiede promettente poco prima della metà campo, nel secondo entra in ritardo su Zaccagni facendosi anticipare dall’ex Verona.
L’unico episodio con qualche problema per Ghersini avviene al 56′ minuti. Pedro tira in porta, Cragno respinge senza trattenere e Immobile prova a sfruttare l’indecisione del portiere rossoblù. Dalle immagini non è chiaro se Cragno fosse in pieno possesso del pallone quando l’attaccante della Lazio interviene con il piede, resta il dubbio per un intervento potenzialmente falloso non fischiato comunque da Ghersini.

Infine, come nella prima frazione, il direttore di gara non vede il tocco di Acerbi sulla conclusione di Nández. In questo caso Ghersini non rivede la propria decisione, poco aiutato dell’assistente, e assegna una rimessa dal fondo alla Lazio invece del giusto corner per il Cagliari.

Una prestazione tutto sommato sufficiente quella dell’arbitro di Genova, con qualche sbavatura ma senza nessun errore di particolare rilevanza. Forse rivedibile la gestione della gara in certi frangenti, ma nel complesso la direzione di Ghersini si può ritenere positiva.

Matteo Zizola

 

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