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La Moviola | Sassuolo-Cagliari: Baroni pignolo ma con il braccino

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Il pareggio del Cagliari in trasferta contro il Sassuolo può essere salutato con il sorriso. Non solo per una prestazione finalmente positiva, ma anche per un arbitraggio che, guardando gli episodi, ha dato più che tolto a Joao Pedro e compagni. Il direttore di gara Niccolò Baroni di Fiesole è stato protagonista di una gara abbastanza discontinua, con alcuni cartellini mancati e altri fin troppo severi. Il culmine è arrivato con il rigore concesso al Cagliari, episodio chiave del match.

Rischio Keita
La partita si apre con un episodio dubbio all’ottavo minuto. Toljan entra sulla destra d’attacco dei neroverdi, supera di slancio Keita che lo insegue alle spalle. Il terzino del Sassuolo frena mentre l’attaccante senegalese non riesce a fermare la propria corsa. L’arbitro Baroni appare coperto e lascia correre tra le proteste di Berardi e compagni. Rigore che non c’è, giusto dunque non fischiare così com’è corretto il mancato richiamo del VAR richiesto dall’allenatore degli emiliano Dionisi. Baroni, forse, è stato aiutato dall’assistente, unico con la visuale libera e a pochi metri dal punto dell’episodio.

Gialli fiscali
La gara va avanti senza troppi sussulti, le reti di Scamacca e Keita non lasciano spazio a dubbi. Arrivano però le prime ammonizioni, entrambe ai danni dei centrocampisti rossoblù. La prima al 33′, Baroni sventola il cartellino giallo a Marin per una leggera trattenuta ai danni di Frattesi. Intervento a metà campo, con difesa del Cagliari schierata e una SPA, ovvero interruzione di un attacco promettente, che si può definire molto al limite. Arbitro fiscale, così come è fiscale quando ammonisce al 42′ Grassi per un’entrata su Raspadori. Intervento duro, ma genuino e sul pallone e che non blocca una giocata pericolosa degli avversari. Baroni severo e che, peraltro, appare forse più nervoso dei giocatori in campo in una gara pressoché tranquilla dal punto di vista disciplinare e agonistico.

Rigori
La ripresa parte con la massima punizione assegnata al Sassuolo dopo sei minuti. Rigore netto, l’intervento di Lykogiannis è in ritardo e sull’avversario appena entrato in area. Breve silent check per la punto esatto del fallo e conferma da parte del VAR Mazzoleni. Il difensore greco non viene giustamente ammonito per l’ormai nota depenalizzazione degli interventi genuini, il rossoblù cerca il pallone e per questo la doppia sanzione rigore più cartellino giallo non viene applicata. Passano quattro minuti e Baroni assegna la battuta dagli undici metri al Cagliari per un contatto tra Frattesi e Joao Pedro. Il brasiliano anticipa l’avversario che tocca senza particolare vigoria il piede del numero dieci rossoblù. Tocco che è evidente e pertanto esclude qualsiasi revisione al VAR, ma l’intensità è davvero minima e Joao Pedro si lascia cadere con qualche istante di ritardo. Un rigore che, sulla base di quanto successo in altre occasioni, potrebbe anche essere considerato legittimo, ma che di fatto è il classico “rigorino”, uno di quelli che ha creato il problema numerico della Serie A rispetto agli altri campionati europei. Troppi contatti puniti dentro i sedici metri, quello subito da Joao Pedro, senza i precedenti come quello di San Siro tra Inter e Juventus, non sarebbe rigore. E, come spesso si dice, due errori non si cancellano l’un l’altro ma restano due errori.

Tensione
La partita resta in bilico e proprio quando sale di tono Baroni rinuncia ad alcune ammonizioni che sarebbero state opportune. Al contrario del primo tempo, quando alcuni cartellino sono apparsi fin troppo fiscali, nella ripresa il direttore di gara grazia Lykogiannis al 67′ dopo un intervento in ritardo su Berardi. Il greco prende sì anche il pallone, ma l’ammonizione sarebbe stata più corretta. Pochi minuti prima sempre gli stessi due giocatori avevano intrapreso una discussione, in quel caso ben risolta da Baroni che ha richiamato a sé Berardi e Lykogiannis e calmato gli animi. Al 71′ manca il giallo a Raspadori che disturba il tentativo di rimessa laterale rapida di Zappa. Infine giusto il cartellino ai danni di Ayhan per un fallo ai danni di Joao Pedro, pronto a partire sulla fascia in solitaria. Intervento in ritardo, duro ma non cattivo, bravo Baroni a punirlo con il giallo.

Una partita in chiaroscuro per il direttore di gara di Fiesole, più scura che chiara contando la decisione più importante del rigore assegnato al Cagliari. Anche dal punto di vista disciplinare, della gestione degli umori e del posizionamento in campo Baroni non si è fatto piacere. Unica nota positiva la gestione da parte del VAR dell’episodio chiave, in altre occasioni si sono viste on field review non da protocollo per situazioni simili a quelle occorse al Mapei Stadium.

Matteo Zizola

 

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