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La Moviola | Un Doveri rivedibile per un Cagliari-Inter con poca storia

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La sfida della Unipol Domus tra Cagliari e Inter non è quasi mai stata in bilico nel risultato finale, ma nonostante ciò non sono mancati alcuni episodi che hanno lasciato qualche dubbio. Ad arbitrarla Daniele Doveri della sezione di Roma, internazionale alla gara numero 196 in Serie A.

Da manuale

Il fischietto nato a Volterra ha impostato la partita cercando di fermare fin da subito l’agonismo e la tensione dei primi minuti. Solo due i cartellini mostrati, la carica del Cagliari si è presto spenta facilitando il compito del direttore di gara classe ’77. Il primo episodio all’undicesimo minuto quando il VAR Di Bello annulla il gol di Skriniar per fallo di mano. Giusta le decisione così com’è normale l’assenza di chiamata alla revisione video per Doveri. Situazione oggettiva, con il difensore slovacco che dopo aver colpito il palo mette il pallone in rete con l’aiuto dell’avambraccio destro. Tocco del tutto involontario e senza l’aumento del volume corporeo, ma che da regolamento non può che portare alla cancellazione del gol appena realizzato.

Gol dubbio

L’episodio chiave della sfida arriva al 25′ in occasione della rete del vantaggio dell’Inter siglata da Darmian. Sul cross dalla sinistra di Perisic, l’esterno nerazzurro prende il tempo a Lykogiannis battendo con un colpo di testa Alessio Cragno. Tante le proteste rossoblù per un presunto colpo di Darmian sul difensore greco al momento dello stacco. Proteste che hanno ragione d’essere, perché il giocatore dell’Inter effettivamente colpisce con il gomito sulla nuca il numero 22 del Cagliari. Un intervento che, se accaduto in mezzo al campo, nove volte su dieci porta al fischio del direttore di gara, ma che in questo caso non è stato ritenuto falloso da parte di Doveri. Impossibile l’intervento del VAR nonostante il check, quando si parla di intensità di un’entrata resta sempre valida la decisione del campo. Check che peraltro non ha riguardato il gomito di Darmian sul collo di Lykogiannis, bensì la posizione di partenza di Perisic a inizio azione.

Rigore sì, rigore no

Il resto della gara scorre senza particolari problemi con pochi episodi da segnalare. La prima ammonizione arriva al 37′, quando Darmian ferma Rog con un’entrata in scivolata dura, ma non particolarmente cattiva. Il nerazzurro prende il pallone, ma l’intervento è abbastanza pericoloso. Giallo forse eccessivo. Regolare il due a zero siglato da Lautaro, Altare pur se di poco tiene in gioco l’argentino. Così come è regolare il 3 a 1 sempre di Lautaro, né Gagliardini a inizio azione né il numero 10 nerazzurro sono in posizione irregolare. Pochi minuti prima proteste rossoblù per un presunto braccio di Gagliardini in area interista. Il centrocampista di Inzaghi è fortunato, la palla colpisce di poco la spalla ed è giusto non assegnare il rigore del possibile 2 a 2 – siamo all’81’ – da parte di Doveri. All’87’ il secondo e ultimo giallo ai danni di Calhanoglu reo di aver fermato in scivolata – in ritardo – il tentativo di ripartenza di Grassi. Infine dubbi al 90′ per un intervento con il braccio in area nerazzurra da parte di Dumfries. È vero che sulla conclusione di Ceppitelli c’è una deviazione ravvicinata di D’Ambrosio prima del tocco dell’olandese, ma quest’ultimo ha il braccio decisamente largo e in posizione non congrua. Se da un lato è comprensibile non assegnare il rigore, dall’altro manca il richiamo al VAR di Doveri da parte di Di Bello non essendo una situazione oggettiva.

In generale non una delle migliori prestazioni di Doveri, la cui direzione non ha portato tante discussioni solo per via del risultato finale e per la situazione contingente in casa Cagliari. Ma dal fischietto più importante della Serie A assieme a Orsato ci si sarebbe aspettato di meglio.

Matteo Zizola

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