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L’ANALISI | Cagliari: Carboni e Nainggolan le chiavi della vittoria a Udine

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Una novità importante come chiave anche per il futuro, un secondo tempo di lotta e di governo del risultato, accorgimenti estemporanei, la personalità del più giovane utilizzata anche nelle scelte di gioco. Questo quanto ha raccontato la vittoria del Cagliari a Udine dal punto di vista tattico.

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Un Ninja al centro
Regista, mezzala, finalmente trequartista. Radja Nainggolan ha avanzato il proprio raggio d’azione, questa la mossa chiave di Leonardo Semplici. L’antipasto contro il Parma, ma con compiti di rientro nella linea mediana in fase di non possesso. A Udine il cambio, il numero 4 belga è stato liberato dei compiti prettamente difensivi per diventare uomo chiave anche una volta recuperata palla.

In fase di possesso il Cagliari ha giocato con un 3-4-1-2 atipico. Questo perché i due mediani giostravano più bassi, con Deiola a fare da equilibratore e Marin pronto a salire sulla linea di Nainggolan. Asamoah e Nández, invece, erano disposti sulla linea proprio del Ninja che, da numero 10, è stato il vero e proprio catalizzatore della manovra rossoblù nel primo tempo. Pavoletti e Joao Pedro, invece, hanno giocato più vicini e in linea rispetto alla gara contro il Parma, anche se il brasiliano era più libero di svariare.

Anche in fase di non possesso Nainggolan, come detto, restava nella posizione intermedia tra centrocampo e attacco. Gli esterni di fascia scalavano per creare una sorta di linea a 5, Marin recuperava la posizione di fianco a Deiola, ma il belga non si abbassava come nella sfida contro i ducali di D’Aversa. Controllo di Walace, ma soprattutto attenzione alla fase di transizione sul recupero palla dei compagni della mediana, pronto ad attaccare lo spazio tra le linee.

Aspetto diventato evidente in occasione del gol di Joao Pedro poi annullato dopo On Field Review. Marin recupera palla, Deiola la porta in avanti, Nainggolan è pronto tra le linee a far partire la fase conclusiva della giocata. Da un lato le qualità del Ninja, bravo nel liberarsi con un tunnel di Nuytinck per poi attaccare lo spazio sulla destra. Bravo anche Joao Pedro a sfruttare il movimento con la palla del compagno per poi chiamarne il pallone in mezzo all’area.

Beata gioventù
Andrea Carboni ha confermato il momento di grazia anche a Udine. Semplici ne asseconda le caratteristiche, sfruttandone anche il passato da terzino sinistro. Il classe 2001 di Tonara ha così preso pieno possesso del ruolo di braccetto della difesa a tre, pronto a impostare e a portare su il pallone appena possibile. Godín si affida a Carboni spesso e volentieri, anche a Udine l’uso del giovane rossoblù come grimaldello per portare fuori il centrocampo avversario ha funzionato in alcune occasioni.

Al minuto 36 Nainggolan va vicinissimo al gol dopo un’azione personale, culminata con il sinistro incrociato finito largo alla sinistra di Musso. L’azione però parte dall’area rossoblù con Ceppitelli che cambia gioco in orizzontale su Carboni. Quest’ultimo, da braccetto di sinistra, porta palla fino quasi alla metà campo confermando l’ormai nota personalità.

La sua giocata porta la mezzala dell’Udinese a lasciare la propria posizione, mentre Nainggolan sfrutta il momento di confusione degli avversari per attaccare lo spazio sulla trequarti. A questo punto entrano in gioco anche le qualità tecniche di Carboni che con un pallone morbido trova il compagno tra le linee, lì dove si è aperta una prateria tra difesa e centrocampo friulano. A quel punto, con Pavoletti e Joao Pedro ad attirare i tre centrali difensivi, Nainggolan ha la possibilità di puntare in verticale e guadagnare metri e velocità per arrivare fino alla conclusione.

Cambio estemporaneo
Al minuto 87, quando è chiara la sofferenza sulla destra difensiva e soprattutto quando Gotti aggiunge Llorente a Okaka, Semplici decide di passare per pochi minuti al 4-4-1-1.Indicazioni chiare al momento del cambio tra Marin e Zappa, con l’ex Pescara che entra in campo come terzino destro, Godín e Ceppitelli restano centrali, Carboni scala nel ruolo di terzino sinistro. Nández e Asamoah salgono come esterni di centrocampo, Duncan e Nainggolan davanti alla difesa, Simeone a supporto di Pavoletti.

Tre minuti nei quali il Cagliari si schiera con una sorta di uno contro uno di fronte alle 4 punte friulane. Zappa su Braaf, Ceppitelli e Godín su Llorente e Okaka, Carboni su Nestorovski. I rossoblù non soffrono, ma è curiosa la scelta di Semplici di abbandonare la difesa a tre proprio quando gli avversari mettono dentro due torri. Passano infatti solo tre minuti e l’allenatore del Cagliari decide di ritornare sui propri passi con l’ingresso di Rugani per Pavoletti e la chiusura dei cinque minuti di recupero con il 5-4-1.

In vista della Roma, quando sarà assente Nainggolan, difficilmente il canovaccio tattico dei rossoblù si discosterà da quanto visto nelle ultime settimane. Difesa a tre, resterà da capire se sarà un centrocampo con o senza trequartista. Da questa decisione dipenderanno anche le scelte di uomini, senza dimenticare un avversario che si dispone con un 3-4-2-1 che richiederà cura soprattutto degli esterni in fase difensiva.

Matteo Zizola

 

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