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L’analisi | Cagliari, dov’è il cambio di mentalità chiesto da Semplici?

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La sconfitta del Cagliari a San Siro non è stata solo ampia nelle proporzioni, con il punteggio finale di 4 a 1 fissato già al minuto 43 del primo tempo. Una partita che ha messo in mostra diverse difficoltà strutturali, da quella di un’impostazione farraginosa fino a un centrocampo che è mancato nel filtro e nella lettura delle situazioni di gioco.

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Equilibrio assente

Fin dai minuti iniziali, partendo dall’occasione di Leao sventata da Carboni, i rossoblù hanno messo in mostra due problematiche sostanziali che si sono ripetute in tutto l’arco della prima frazione.

In occasione del primo pericolo è Tomori a impostare l’azione del Milan. La palla in verticale per Giroud mette in difficoltà Godín, spesso chiamato fuori dalla linea dai movimenti del centravanti francese. A quel punto si aprivano gli spazi per gli inserimenti degli esterni d’attacco – Leao soprattutto – e per le incursioni di Theo Hernandez. Quello che risalta, inoltre, è l’assenza di Kevin Strootman nella posizione di mediano di supporto al trio di centrali difensivi. Ceppitelli, l’uomo più vicino a Leao, resta in mezzo a due fuochi, Diaz che tra le linee è libero di ricevere l’eventuale appoggio e l’attaccante esterno portoghese che attacca la profondità. Fuori immagine Nández deve occuparsi di Theo Hernandez sulla sinistra. Bravo Carboni nella diagonale lunga, anche se sul suo lato resta libero Saelemaekers, ignorato dal compagno al momento dell’affondo decisivo.

Il gol del 3 a 1 siglato da Giroud vede nuovamente il Cagliari subire gli attacchi verticali senza palla. L’azione parte da un errore di Carboni in impostazione, ma pur considerando questo aspetto appare chiara la disposizione tutt’altro che ottimale delle linee di difesa e centrocampo. Diaz riceve palla da Theo Hernandez e a quel punto può puntare l’area in campo aperto con ben quattro (più una) soluzioni di giocata. Andare in solitaria verso la porta, allargare sull’esterno destro o su quello sinistro, andare da Giroud o assecondare il movimento di Hernandez in sovrapposizione centrale. La distanza tra i due reparti rossoblù è notevole e anche in questo caso spicca l’assenza di Kevin Strooman come mediano davanti alla difesa.

Il diavolo ci mette la coda

Leonardo Semplici e Luca Ceppitelli nel post partita hanno provato a mettere in risalto i lati positivi nonostante la sconfitta. Ed è vero che il Cagliari ha avuto anche una certa sfortuna negli episodi. Il gol del raddoppio rossonero arrivato su deviazione casuale di Diaz sul tiro di Leao, il rigore con l’ausilio del Var per un gomito galeotto di Strootman sulla linea dei 16 metri, il vantaggio su punizione di Tonali che, con un arbitro più attento ai particolari, non sarebbe forse arrivato.

Per sgombrare il campo dagli equivoci va detto che il VAR non avrebbe potuto annullare il gol del numero 8 rossonero. Il gioco è ripreso perché l’arbitro ha valutato come regolare la disposizione di tutti gli elementi in campo e l’arbitro davanti al video, a quel punto, non aveva più alcun marigine d’intervento. Va però sottolineato come sia il punto di battuta che soprattutto la posizione della barriera offensiva del Milan hanno lasciato più di qualche dubbio. Nonostante l’utilizzo dello spray, Tonali è furbo nel spostare più centralmente il pallone che calcerà in rete poco dopo, guadagnando quei centimetri utili ad avere una posizione di battuta più congeniale. Ma è la barriera aggiuntiva a mettere in risalto la distrazione dell’arbitro Serra. Considerando come ultimo del muro rossoblù Joao Pedro, è soprattutto Salaemaekers in posizione irregolare, ampiamente sotto il metro di distanza dalla barriera del Cagliari.

Lampo

Episodi che hanno tagliato le gambe a una squadra già abbastanza in difficoltà. Unico aspetto positivo la reazione immediata al primo svantaggio, con il pareggio di Deiola arrivato solo tre minuti dopo il gol di Tonali.

Sul gol del centrocampista di San Gavino sono due le considerazioni da mettere in risalto. La prima è la quanità di giocatori rossoblù in fase offensiva e pronti ad attaccare l’area ancora prima che Joao Pedro riceva il pallone sulla trequarti. Cinque elementi disposti su tutto il fronte dei sedici metri, da Nández sulla destra a Pavoletti e Marin centralmente, fino a Carboni di supporto sulla sinistra. C’è poi Deiola che è bravo nell’inserimento senza palla, pronto a entrare verticalmente nelle spazio già prima che il numero dieci brasiliano sia in possesso della sfera.

Una gara che ha regalato spunti nei primi 45 minuti, mentre la ripresa ha detto poco tra un Milan più dimesso e in controllo e un Cagliari che provava a evitare ulteriori reti al passivo. Unico particolare del secondo tempo è stata la scelta di Semplici di spostare Deiola davanti alla difesa, con Strootman sul centro destra e Marin sul centro sinistra. Una disposizione che potrebbe tornare dopo la sosta viste le difficoltà dell’olandese nel tenere la posizione di mediano. Senza dimenticare che Deiola, proprio davanti alla difesa, ha reso al meglio nell’ultima parte dello scorso campionato. Non solo il mercato come necessario per migliorare le soluzioni in casa Cagliari, ma anche tanto lavoro da fare dal punto di vista dell’organizzazione. Il tempo, almeno per questo secondo compito, non manca.

Matteo Zizola

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