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L’ANALISI | Cagliari: non solo Ronaldo, con la Juventus un passo indietro da dimenticare

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Due partite in una tra Cagliari e Juventus alla Sardegna Arena. C’è l’aspetto arbitrale con l’espulsione mancata di Cristiano Ronaldo al 13′ minuto con il punteggio sullo 0 a 1 per i bianconeri. C’è poi l’aspetto della prestazione rossoblù che, a prescindere dall’episodio principale della serata ha dato risposte più negative che positive.

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Accoppiamenti – Il primo dei diversi dettagli messi in campo da quando sulla panchina del Cagliari c’è Leonardo Semplici è quello della marcatura a uomo sui calci d’angolo. Un cambiamento necessario, ma che funziona sia se non c’è un’evidente disparità fisica tra i giocatori delle due squadre sia se gli accoppiamenti non favoriscono ulteriormente questa disparità. Le assenze di Pavoletti e di Lykogiannis si sono fatte sentire proprio su questo aspetto visto che entrambi sono abili nel gioco aereo.

Il gol del vantaggio siglato da Ronaldo su colpo di testa da azione d’angolo arriva proprio grazie a un accoppiamento sbagliato. Già pochi istanti prima, nel corner battuto dalla Juventus senza creare pericoli, era evidente come la marcatura di Nández sul portoghese fosse un invito a nozze per i bianconeri. Rugani su Morata, Godín e Ceppitelli su Chiellini e De Ligt, Zappa su Rabiot. Resta Ronaldo, ma Semplici ha preferito abbinare a lui Nández piuttosto che Joao Pedro. Il risultato è quasi automatico, il portoghese sovrasta il numero 18 del Cagliari e la partita inizia in salita per i rossoblù.

Gestione – C’è lo svantaggio, c’è poi l’episodio dell’espulsione mancata al numero 7 juventino, poi però c’è anche un Cagliari che torna quello pre Crotone e che non capisce il momento emotivo della gara. Reparti sfilacciati, difensori che attaccano alti i bianconeri, centrocampo con ampi vuoti. A posteriori provare a controllare, anche se in svantaggio, avrebbe dato forse più possibilità al Cagliari. La Juventus stanca della ripresa – e i rossoblù più pimpanti – hanno dimostrato che con meno fretta e più lucidità non si sarebbe fatta chiudere la partita agli uomini di Pirlo già nella prima mezz’ora.

La premessa si ha già in occasione del tiro di Morata calciato su Cragno. Zappa è alto, Nández nemmeno presente nell’immagine, Duncan e Nainggolan sono già a inizio azione in ritardo e sulle gambe. Godín deve accorciare sul taglio di Chiesa, Rugani è preoccupato da Kulusevski sul lato opposto, il Ninja avrebbe il compito di coprire su Morata ma non riesce a recuperare il terreno perso in partenza.

L’azione che porta al rigore del raddoppio bianconero è sulla stessa falsariga, ma se possibile con un atteggiamento ancora più azzardato della retroguardia rossoblù. Rugani è altissimo su Kulusevski, Godín legge male il pallone lungo di Cuadrado e si fa superare da Morata, Ceppitelli deve recuperare sullo spagnolo per compensare l’uscita del faraone e infine Zappa, che dovrebbe così scalare su Ronaldo, è troppo in ritardo per poter recuperare. Cragno forse avrebbe potuto leggere meglio questa situazione e uscire fuori dalla propria area con qualche frazione di secondo in anticipo.

Il gol del tre a zero è ancora una volta un’azione pressoché fotocopia delle precedenti. Zappa e Nández altissimi, uno dei centrali – in questo caso Ceppitelli – che va alto a prendere la punta e perde il duello, Duncan e Nainggolan sono sulle gambe e più che fare muro davanti alla difesa la lasciano scoperta. Simeone è il più vicino a Chiesa, ma non ha nelle corde quella marcatura preventiva che sarebbe servita sullo stacco di Morata.

Di nuovo Cholito – Non segnava dal 31 ottobre, quattro mesi e mezzo di astinenza salutati con il gol della bandiera nella sfida contro la Juventus. Un gol che ha più valore per il futuro dell’attaccante argentino che per il risultato della partita contro i bianconeri e che ha anche dato la sensazione di un Cagliari che avrebbe potuto mettere in difficoltà gli avversari da prima.

L’azione vede Ceppitelli altissimo a destra, Zappa che detta il passaggio e il difensore che dà un ottimo pallone in profondità. Una classica giocata del primo Cagliari di Di Francesco, il taglio dell’esterno ex Pescara – con Ceppitelli a fare il Nández – e la palla messa dentro rasoterra per la punta che aspetta agli 11 metri. Bravo anche Joao Pedro a fare il movimento a tagliare sul primo palo portando via così i difensori dalle grinfie del Cholito.

Un Cagliari dunque dai due volti, un approccio e una reazione nel primo tempo insufficienti per una squadra che dovrebbe lottare su ogni pallone, una ripresa decisamente migliore che ha lasciato un po’ di amaro in bocca per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. L’espulsione mancata a Ronaldo ha giocato una parte importante, restano però gli errori mentali di una squadra che avrebbe dovuto gestire meglio le difficoltà della prima frazione e soprattutto alcuni dettagli – leggasi le marcature sugli angoli – che hanno indirizzato la partita. Contro lo Spezia i punti varranno doppio, l’attenzione dovrà quindi essere ugualmente doppia.

Matteo Zizola

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