L’ANALISI | Cagliari: spiragli di rinascita, ma quel gol preso…

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Ultimo respiro, il momento in cui la sofferenza dei minuti precedenti può trasformarsi in gioia per i tre punti o in delusione per l’occasione sfumata. Il coltello tra i denti, le marcature strette, la palla in tribuna come soluzione per portare a casa la vittoria.

Poca pazienza – Partiamo dalla fine, dal gol di Boga arrivato come una pugnalata alle spalle di Di Francesco. Il Cagliari era sì in sofferenza, ma dopo il vantaggio firmato Joao Pedro il Sassuolo non aveva portato veri pericoli dalla porta di Cragno.

Tutto nasce da una rimessa laterale sul lato sinistro della difesa rossoblù. Il primo errore è di Christian Oliva. Il mediano uruguaiano, forse per la stanchezza mentale o per la troppa generosità, non temporeggia, ma cerca di rubare palla all’avversario che lo supera senza difficoltà. Un classico caso da o palla o gamba, aspettare l’azione più logica da compiere, ma in caso di intervento il giocatore del Sassuolo non può uscire palla al piede pronto al cross.

Ahi Sottil – Ci sono errori dettati dall’eccesso di volontà come quello di Oliva, poi ci sono quelli che nascono da un problema di atteggiamento mentale. Staccare la spina all’ultimo minuto non può avere giustificazioni, soprattutto dopo quasi tre mesi senza vittoria, quando i tre punti sono vicini, quando la scossa psicologica è davvero a un passo.

Si può notare fin da quando il cross di Oddei sta per partire dal lato opposto. Sottil ha lo sguardo completamente rivolto a ciò che accade dall’altra parte del campo, la postura poco “attiva”, l’uomo alle sue spalle ignorato. Quell’uomo è Boga, colui che segnerà il pareggio pochi istanti dopo.

C’è un attimo specifico nel quale l’ivoriano del Sassuolo prende il tempo a Sottil. In quel momento il destino è segnato, anche se il classe ’99 rossoblù ha ancora modo di recuperare e di disturbare l’avversario. Boga, però, riesce a prendergli circa 5 metri in pochissimo tempo, situazione figlia sia della velocità del neroverde sia di un Sottil che non reagisce nemmeno in ritardo all’errore in marcatura.

Conferma Marin – Nel pareggio contro il Sassuolo una delle note positive è stata senza dubbio la conferma di Marin e del suo rendimento da mezzala. Sono diversi gli esempi che ne descrivono la gara, ma va da sé che il gol di Joao Pedro è perfetto per rimarcarne le caratteristiche di appoggio alla manovra offensiva.

Intanto il lavoro di Nainggolan che pur se non al 100%, è riuscito a sprazzi a dare aria al gioco del Cagliari. In occasione del gol è una sua sventagliata ad aprire il campo su Sottil a creare i presupposti, così come è da notare la posizione di partenza di Marin.

Una volta che Sottil ha ricevuto palla, il centrocampista romeno chiama la verticalizzazione attaccando lo spazio. Bravo il compagno ad assecondarne il movimento, bravo Marin a non restare fermo in attesa del pallone ma piuttosto a creare l’occasione di colpire. In alto nell’immagine si possono notare le posizioni di partenza di Joao Pedro e Pavoletti che con il loro movimento saranno decisivi per portare il Cagliari al gol.

Nel momento in cui Marin va a ricevere il pallone da Sottil, Joao Pedro è più lontano di Pavoletti rispetto al punto di partenza della sfera. Bravi i due attaccanti a dividersi l’area incrociandosi, il livornese prende il secondo palo mentre il brasiliano attacca lo spazio tra dischetto e primo palo trovando la posizione giusta per colpire Consigli.

Una partita che nonostante il pareggio sul finale ha dato spunti positivi per un Cagliari ancora moribondo, ma che è apparso in via di guarigione. Certo, il punto di partenza – le sei sconfitte consecutive – è basso e pertanto difficile fare peggio e giocoforza un punto è un miglioramento, ma la valutazione tattica della gara è più da bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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