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L’ANALISI | Cambi ed estro, contro il Cittadella i primi segnali del Cagliari di Liverani

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Un’altra rimonta. tre punti fondamentali per continuare la strada intrapresa senza l’ansia di una classifica negativa fin da subito. Il Cagliari di Liverani vittorioso sul Cittadella ha messo in mostra alcuni progressi, ma anche i soliti problemi difensivi nonostante il rientro di Altare dalla squalifica. In attesa che il mercato possa dare una mano al tecnico rossoblù, dopo che l’arrivo di Mancosu ha già dato risposte oltre ogni più rosea aspettativa.

Palla scoperta

La partenza ad handicap non ha sorpreso. Non tanto per il gol in sé, comunque grave per gestione della giocata avversaria, quanto per l’approccio che fin dai primissimi secondi aveva fatto suonare il campanello d’allarme. La prima occasione del Cittadella con il tiro di Baldini respinto da Radunovic, le difficoltà di Zappa e Obert in uscita e anche in chiusura, Deiola che non ha trovato le misure tra le linee per contrastare le combinazioni tra Antonucci e Baldini.

Dopo aver sofferto a lungo, il gol di Asencio è stata la logica conseguenza di una retroguardia apparsa ancora una volta in apnea. Frenesia nelle respinte, distanze, marcature. Quando poi la mediana ha lasciato giocare i centrocampisti avversari, ecco che i movimenti della difesa non sono stati la giusta reazione a quelli del Cittadella. L’azione che ha portato al vantaggio dei veneti nasce da un lancio di Vita, lasciato libero di pensare la verticalizzazione da un Makoumbou troppo leggero nella pressione. Con palla scoperta, però, tutta la linea arretrata esegue il movimento corretto scivolando all’indietro. Tutti tranne uno, Giorgio Altare, che resta con il corpo rivolto verso il pallone e perde di vista il diretto avversario. Solo quando la sfera termina tra i piedi di Asencio, il centrale ex Olbia – ormai tagliato fuori dal movimento della punta – prova a recuperare il terreno perduto. Da segnalare l’atteggiamento di Liverani (in basso nell’immagine) che fin dal momento in cui Vita sta per lanciare fiuta il pericolo e vede l’errore del suo difensore.

Senza palla

Il Cittadella ha messo in campo una gestione perfetta per quasi un’ora, mentre il Cagliari ha iniziato a sciogliersi soltanto nella parte finale del primo tempo. Per lunghi tratti i rossoblù hanno vissuto più di giocate individuali o di errori degli avversari che di una manovra fluida. Soltanto quando sono iniziati i movimenti senza palla ad attaccare lo spazio e un giro palla più veloce, gli uomini di Liverani hanno creato pericoli agli avversari.

La prima vera occasione arrivata da una giocata costruita – e non da situazioni estemporanee come nelle due di Lapadula – è figlia di una sovrapposizione di Zappa ben assecondata da Nández. Il terzino vede lo spazio verticale e lo attacca in piena velocità, per poi arrivare sul fondo e servire con un cross Mancosu che di testa colpisce la traversa.

Situazione simile, pur se con cross dalla trequarti, quella che ha portato al colpo di testa sul secondo palo da parte di Nández. Makoumbou è bravo nel gestire il pallone scaricando su Obert, mentre il León sfrutta lo spazio creato da Pereiro largo a destra per inserirsi senza palla tra le linee avversarie.

Sempre i movimenti ad attaccare lo spazio sono il grimaldello per entrare nella difesa di un Cittadella che con il passare dei minuti prova ad alzare il muro. Zappa – cresciuto con il passare dei minuti e senza più compiti di copertura – chiede il triangolo lungo al duo Lapadula-Mancosu e solo per poco non riesce a controllare davanti al portiere veneto. In questo episodio si inizia a intravedere un diverso atteggiamento degli interni di centrocampo, entrambi propositivi e pronti a inserirsi in avanti. Non è un caso che in campo sia entrato Rog.

Cambi decisivi

L’ingresso di Luvumbo – assieme a quello di Rog – è la chiave per aprire la difesa del Cittadella. Gli uno contro uno dell’angolano assieme agli strappi del croato e di Mancosu creano superiorità numerica e soprattutto consentono ai compagni di attaccare l’area quasi indisturbati.

La prima occasione per il giovane attaccante rossoblù nasce da un’incursione centrale di Mancosu, ma è il movimento senza palla di Lapadula a favorire l’apertura dello spazio sul lato destro d’attacco. Il centravanti italo-peruviano non ha messo il proprio nome a tabellino, ma il suo lavoro di attacco della profondità e la sua intelligenza tattica nel liberare campo ai compagni sono stati la chiave di diverse occasioni.

Il gol del pareggio è l’esempio perfetto della combinazione tra estro di Luvumbo e verticalità degli interni di centrocampo, ma anche del lavoro senza palla di Mancosu apparso in grande condizione anche dal punto di vista fisico. L’azione parte dalla solita cavalcata palla al piede del classe 2002 che mette in apprensione tutta la difesa del Cittadella. Sul lato opposto Mancosu legge la giocata e parte dritto per dritto con l’obiettivo di attaccare l’area avversaria. Al centro del campo fa altrettanto Rog, che risulterà decisivo nell’attirare la difesa e lasciare così campo aperto a Mancosu sul lato sinistro dei sedici metri.

Nel momento in cui Luvumbo prepara il successivo cross di trivela, Rog e Mancosu sono in superiorità dentro l’area. Lapadula attacca il lato destro, mentre i due compagni hanno campo libero per ricevere il pallone sul secondo palo. Evidente anche in questo caso il cambio di atteggiamento offensivo di una squadra maggiormente orientata in avanti e più propositiva, con anche Obert e Makoumbou pronti a supportare l’azione d’attacco e dunque più uomini a puntare l’area avversaria.

Non solo Luvumbo e Rog, ma anche Millico e Carboni sono risultati cambi decisivi ai fini del risultato finale. Il gol vittoria, infatti, conferma quanto nel 4-3-3 di Liverani siano fondamentali gli uno contro uno degli attaccanti esterni e il supporto dei laterali difensivi alla fase offensiva, senza il quale difficilmente Luvumbo e Millico avrebbero potuto creare la superiorità sulla fascia. Inoltre gli inserimenti senza palla degli interni completano il quadro di una squadra che se dovesse aumentare l’intensità e la continuità di questi sincronismi, avrebbe sicuramente meno difficoltà nel trovare la porta avversaria. Il gol vittoria nasce appunto da una sovrapposizione di Carboni alle spalle di Millico che può così puntare l’area cercando l‘uno-due con l’accorrente Makoumbou. Quest’ultimo, favorito dal taglio dell’ex Torino, riesce a superare l’avversario diretto per poi poter concludere a rete da ottima posizione.

La reazione con conseguente ribaltamento del risultato è la vera nota positiva della vittoria contro il Cittadella. L’obiettivo di Liverani, ora, è quello di registrare le difficoltà della fase difensiva – giocare alti presuppone maggiore reattività nello scappare all’indietro – e soprattutto quello di dare continuità a movimenti offensivi che, almeno nell’ultima mezz’ora, hanno dato un primo esempio dell’ampio ventaglio di possibilità che il Cagliari ha a disposizione sia come individualità che come collettivo.

Matteo Zizola

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