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L’ANALISI | Cantiere Cagliari, a Como tante ombre e poche luci

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Un pareggio nel finale e tanti elementi sui quali lavorare già in vista dell’esordio casalingo in Serie B contro il Cittadella domenica 21 agosto alle 20 e 45. La partita giocata al Sinigaglia di Como ha messo in mostra alcune novità del Cagliari di Liverani, ma anche diverse criticità da risolvere il prima possibile.

Tra esterni e Cerri
I rossoblù si sono presentati in campo con il classico 4-3-3 del tecnico romano. Alcune sorprese nell’undici iniziale – Zappa terzino sinistro, Desogus titolare con Pereiro in panchina – contro una squadra schierata con un 4-4-2 che ha messo in difficoltà e non poco il Cagliari. Soprattutto sugli esterni, con Di Pardo che ha sofferto in fase difensiva e Zappa che è stato poco aiutato da Desogus in fase di non possesso.

La prima occasione per il Como è un’avvisaglia di quanto è poi successo durante i 90 minuti. In difesa il Cagliari si è spesso trovato in un uno contro uno, con Blanco e Parigini a creare problemi a Di Pardo e Zappa, mentre al centro il duo Mancuso-Cerri ha dato da torcere alla coppia di centrali rossoblù. Soprattutto l’ex di turno ha sovrastato spesso e volentieri dal punto di vista fisico sia Goldaniga che Obert.

Le sovrapposizioni di Ioannou a sinistra e Iovine a destra hanno creato più di un grattacapo agli esterni bassi della difesa a quattro del Cagliari. Se sul lato destro della retroguardia Luvumbo ha spesso aiutato – assieme a Deiola – un Di Pardo in chiara difficoltà, a sinistra non ha fatto altrettanto Desogus con Zappa, costringendo Makoumbou a un lavoro di cucitura per coprire non solo il giovane attaccante, ma anche un Viola incapace di fare adeguato filtro.

Un gol atteso
I problemi difensivi e in particolare sugli esterni sono anche la causa che ha portato al vantaggio del Como con Mancuso. Azione che è partita da un tentativo non riuscito di contropiede da parte del Cagliari, con prima Luvumbo e poi Pavoletti incapaci di evitare il recupero palla alto dei lariani dopo la respinta della difesa del Cagliari su azione da fermo.

Il Como, una volta vinti due duelli sulla trequarti d’attacco, porta la palla sulla destra verso Iovine che si propone in zona avanzata. Viola è in ritardo nella chiusura e il terzino avversario ha tutto il tempo di preparare ed eseguire il cross. Sul lato opposto si può notare il due contro uno Blanco-Mancuso contro Di Pardo, con Goldaniga pronto a supportare Obert nel contrastare Cerri sulla palla alta.

Una volta partito il traversone, il centravanti del Como sovrasta il duo di centrali rossoblù pur senza colpire la sfera. Obert non riesce a contrastarlo, mentre Goldaniga alle sue spalle è coperto e vede tardi il pallone che spiove alle spalle di Cerri. Di Pardo, anche lui coperto, non ha i tempi di reazione giusti per chiudere e resta a metà tra la marcatura di Mancuso e quella di Blanco.

Reattività che manca anche quando l’esterno spagnolo riesce a controllare il cross arrivato dal lato opposto. Di Pardo non riesce a chiudere lo spazio per il pallone basso in orizzontale, ma soprattutto Goldaniga e Obert non scivolano verso Radunovic per contrastare il cross forte e radente dell’avversario. Per Mancuso, lasciato libero a pochi metri dalla porta, è un gioco da ragazzi depositare il pallone alle spalle del portiere serbo. Una criticità già vista in Coppa Italia contro il Perugia, quando la poca concentrazione aveva lasciato spazio allo stesso tipo di giocata anche se, in quel caso, Kouan mancò il gol a porta sguarnita.

Novità positive
Non solo dettagli da correggere, fermo restando che l’alibi della prima giornata di campionato non può non essere considerato. Tanti volti nuovi, valori in campo ancora da definire, un nuovo allenatore con dettami di gioco completamente diversi rispetto al recente passato sono tutti elementi che possono giustificare i problemi riscontrati a Como.

Tra le novità portate da Liverani c’è sicuramente la difesa sui calci da fermo. Nonostante un certo gap fisico, il Cagliari è riuscito a contrastare il Como senza particolari difficoltà anche grazie a un atteggiamento differente rispetto alla zona totale vista sia con Semplici che con Mazzarri, spesso causa dei tanti gol subiti in questo tipo di occasioni. Con Liverani, invece, si è assistito – almeno in questa prima uscita – a uno schieramento con marcature a uomo, più due uomini sulla zona del primo palo liberi di attaccare il pallone. Fuori area Makoumbou e Luvumbo sia come copertura sulle respinte, sia soprattutto come pericolo per gli avversari grazie alla combinazione di precisione nel passaggio del regista e alla velocità dell’esterno d’attacco.

Non solo lo schieramento sui calci piazzati, ma anche la capacità di rimodellarsi a seconda dello sviluppo della gara è un altro aspetto positivo visto a Como. Una volta realizzato che il 4-3-3 non stava dando i risultati sperati, Liverani ha optato per gli ingressi di Nández e Lapadula prima e Pereiro poi. Con in campo il León e Lapadula il Cagliari si è disposto con una sorta di 4-4-2 o 4-2-4 a specchio con il Como. Nández a sinistra e Luvumbo a destra completavano così il reparto offensivo assieme ai due centravanti. Ma è con l’ingresso di Pereiro che si è visto un cambio ulteriore, il passaggio al 4-2-3-1 ha permesso al Cagliari di sfruttare lo spazio tra le linee anche se gli esterni a piede invertito hanno avuto più di una difficoltà.

Pereiro è entrato nel vivo del gioco soltanto negli ultimi minuti, ma oltre alla crescita del numero 20 con il passare del tempo è stata la mossa di riportare Nández a destra e Luvumbo a sinistra ad aiutare il Cagliari a ritrovare maggiore pericolosità. Il gol di Pereiro è sì una giocata estemporanea, ma anche figlia di un cambio tattico che ha permesso al Tonga di svariare tra le linee. A questo va aggiunto l’ingresso di Rog, più propositivo e rapido di Viola nel verticalizzare. La rete del pareggio arriva sia per una distrazione del Como, ma anche grazie a due cambi – di uomini e tattico – che hanno creato i presupposti per sfruttare le momentanee carenze dell’avversario.

Contro il Cittadella servirà sicuramente un Cagliari più lineare, una squadra capace di migliorare e capire quanto prima le richieste del suo tecnico. I veneti, così come il Como, sono squadra rodata con principi di gioco semplici ma efficaci, un banco di prova importante per capire cosa attenderà i rossoblù in tutta la stagione e quali correttivi saranno necessari per lottare per la promozione diretta.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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