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L’ANALISI | Ingenuità ed errori, ma ora Mazzarri ha il Cagliari in pugno

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Un punto importante che dà continuità soprattutto guardando alla prestazione. Due punti persi guardando il bicchiere mezzo vuoto, perché il pareggio subito da un Cagliari in superiorità numerica contro la Fiorentina è un dettaglio importante. Fame, aggressività, seconde palle, scelte tattiche per contrastare l’avversario da una parte. Dall’altra ingenuità, troppa voglia di fare, difficoltà nel capire il momento e giocare di conseguenza.

Chiave Dalbert

I rossoblù hanno espresso una sentenza: Mazzarri ha trovato la quadra sia tattica che soprattutto mentale. Manca ancora del lavoro per arrivare al completamento del percorso, ma la strada è quella giusta e le risposte non sono mancate. Non più un passo avanti e due indietro, ma piccoli avanzamenti senza retromarce. Poi però c’è la classifica e i due punti persi pesano, perché guardando allo sviluppo della gara contro i Viola di punti persi si tratta. Nonostante un approccio difficile, con la prima occasione per Bonaventura dopo soli 14 secondi e il rigore causato da Bellanova dopo appena 7 minuti.

L’azione che porta alla massima punizione – poi fallita da Biraghi – racconta anche come la più azzeccata scelta di Mazzarri ha necessitato del tempo per essere metabolizzata in campo. Quando infatti Ikoné punta l’area rossoblù lo spazio nel centrosinistra del centrocampo del Cagliari è ampio. Obert è chiamato all’uscita, mentre Bellanova – anche per via della posizione a piede invertito – si fa bruciare da Odriozola.

Mazzarri ha trovato in Dalbert la chiave per bloccare Torreira, fonte di gioco in uscita della Fiorentina. D’altro canto, però, il brasialiano era chiamato a un doppio lavoro dovendo anche tamponare nel ruolo di mezzala e aiutare sia Bellanova che Obert. Una volta scavalcata la prima pressione, per i due esterni Viola Odriozola e Ikoné si apriva uno spazio tra le maglie della difesa avversaria, puntualmente sfruttato dallo spagnolo nella corsa alle spalle di Bellanova e nella verticalizzazione dettata a Ikoné.

Supporto totale

Una volta aggiustato il tiro e preso controllo del campo, il Cagliari ha subito molto meno le incursioni della Fiorentina al netto della buona vena di Gonzalez e delle difficoltà a campo aperto di Altare nel controllarlo. La squadra ha preso coraggio, attaccando con più uomini e lasciando gli avversari nella propria metà campo.

L’esempio nell’occasione di Joao Pedro. Il numero dieci brasiliano è fondamentale con la sua caparbietà, ma l’aspetto da notare è l’aiuto in supporto di numerosi compagni. Bellanova sul palo opposto, Dalbert da trequartista d’inserimento, Pereiro in appoggio fuori area e, successivamente, anche Grassi, Marin e Zappa con quest’ultimo che aveva fatto partire l’azione da rimessa laterale.

Il gol del vantaggio rossoblù siglato da Joao Pedro arriva grazie a un movimento spesso utilizzato dal Cagliari nelle situazioni di palla inattiva, siano esse rimesse laterali lunghe o calci d’angolo.

Il numero dieci, infatti, parte dal lato opposto per tagliare tutta l’area della Fiorentina e sorprendere così la difesa avversaria. Da questo movimento ad esempio era nato il gol di Pavoletti contro il Bologna. Inoltre la posizione della squadra prima della battuta è studiata per trarre vantaggio dalla marcatura a uomo scelta da Italiano. In linea verticale, con blocchi e corsa sincronizzata verso l’area piccola.

Dal punto di vista della manovra offensiva, una volta raggiunto il vantaggio, il Cagliari è entrato in un campo favorevole sfruttando maggiormente le caratteristiche dei propri giocatori.

In occasione del rigore poi fallito da Joao Pedro l’azione nasce da un lancio in verticale di Goldaniga. Sono due gli elementi interessanti. Intanto la posizione di Pereiro che scende per dare un’opzione di giocata ai compagni trovando lo spazio tra le linee avversarie. In second’ordine l’atteggiamento di Joao Pedro, Dalbert e Zappa pronti a scattare verso la porta di Terracciano dando più soluzioni di lancio.

Quando Pereiro, dopo il tiro di Dalbert respinto da Igor, trova il momento buono per il cross sul lato opposto, sono ben 6 i giocatori del Cagliari nell’area Viola. Disposizione in orizzontale a coprire tutta la linea d’attacco e creando un uno contro uno che diventa superiorità numerica sulla sinistra offensiva.

Ingenuità a catena

L’episodio del rigore ha rappresentato il classico se di una gara che è passata da virtualmente chiusa a nuovamente aperta. Fino all’azione del pareggio di Riccardo Sottil, un classico del Cagliari nell’aver mostrato una serie di errori in sequenza uno figlio dell’altro. Partendo dalla scelta di Zappa di attaccare a spron battuto sull’esterno destro, andando a chiudersi in un imbuto e favorendo la pressione Viola. Una volta poi scaricata la palla su Marin è il numero 8 rossoblù a cincischiare. Nove volte su dieci il romeno o riesce a uscire dal traffico o guadagna una punizione, ma in questo caso decide di appoggiarsi a un Lovato poco reattivo. Il difensore fa un passo falso e resta a metà tra l’anticipo su Sottil e il controllo dello spazio difensivo, venendo così superato agevolmente.

Nulla di irrecuperabile, non fosse per l’ultima tessera del domino a cadere di fronte alla transizione offensiva di Sottil. Goldaniga, infatti, decide giustamente di controllare inizialmente l’incursione dell’ex di turno, cercando di dare tempo ai compagni di recuperare. La distanza con l’avversario è ampia e un’uscita azzardata sarebbe stata una decisione errata.

Il problema nasce però quando lo scivolamento verso Radunovic del centrale rossoblù continua. Goldaniga non era ammonito, l’unica possibilità per Sottil è andare da solo visto che i suoi compagni sono ottimamente controllati da Kourfalidis e Obert. Inoltre l’attaccante Viola è solito andare sul piede mancino, così per l’ex Sassuolo sarebbe stato abbastanza facile chiudere lo spazio e costringere l’avversario ad allargarsi.

Sottil può così arrivare indisturbato fin dentro l’area dove per Goldaniga sparisce l’opzione dell’intervento alla disperata. L’attaccante ha spazio per concludere con il sinistro, con abbastanza luce per incrociare il tiro sul lato opposto e battere Radunovic.

Ora la sosta che, per una volta, non vedrà partire troppi giocatori per rispondere alle chiamate delle rispettive nazionali. Un’occasione per Mazzarri di mettere la propria firma in maniera definitiva sull’atteggiamento tattico e mentale della squadra, oltre all’attesa di quei rinforzi necessari per avere maggior alternative soprattutto in mezzo al campo.

Matteo Zizola

 

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