L’ANALISI | Semplici: una settimana per cancellare i fantasmi del suo Cagliari

Un ribaltone inevitabile. La sconfitta contro il Torino ha sancito la fine dell’era Di Francesco e l’inizio di quella con al timone Leonardo Semplici. Un passaggio scontato, i cinque punti di distacco una sentenza per l’ormai ex tecnico rossoblù, il come questo gap è arrivato contro i granata una ragione in più per cambiare.

Vecchio problema – Nella sfida persa contro i granata di Nicola il gol è arrivato con una classica situazione da calcio d’angolo. Il Cagliari di Di Francesco ha sofferto spesso in queste occasioni, una sofferenza figlia di una marcatura a zona totale che ha prodotto soltanto difficoltà e gol subiti. Dalle spizzate sul primo palo che trovavano sul secondo la correzione in rete – Ronaldo a Torino o la partita di coppa a Bergamo come esempio – alle conclusione di Barella dai sedici metri, liberissimo sulla respinta fuori area, i calci d’angolo sono stati una delle note dolenti della gestione di Di Francesco. Contro il Torino nuovamente la zona totale ha tradito la squadra. Il passaggio alla marcatura a uomo per poche partite dopo i due gol subiti contro l’Inter è servito solo come palliativo, il tecnico è tornato presto sui suoi passi e di conseguenza alle difficoltà già riscontrate.

Bremer è libero di eseguire un terzo tempo cestistico, mentre la linea sul limite dell’area piccola non può contrastare efficacemente il salto degli avversari. Godín, non l’ultimo arrivato sui colpi di testa, ha sì delle colpe, ma le maggiori responsabilità sono di chi ha optato per un tipo di difesa che espone i giocatori a situazioni di difficile gestione. La peculiarità della zona totale sui calci da fermo “bassi” è semplice. Pensare al noi in toto senza la necessità dello studio degli avversari. Un posizionamento che prescinde dagli schemi di chi si ha di fronte. Leonardo Semplici dovrà ovviare anche su questo aspetto che erediterà da Di Francesco, con la sua Spal il tecnico toscano ha sempre utilizzato o la zona mista o la marcatura a uomo, mai la zona totale. Con le caratteristiche e i centimetri dei giocatori a disposizione l’uomo contro uomo dovrebbe essere la scelta migliore.

Seconde palle – Contro il Torino il Cagliari ha optato per una soluzione a specchio, non solo tatticamente ma anche filosoficamente. Una gara di lanci lunghi per larghi tratti, le seconde palle terra di conquista dei granata perché tra un trio offensivo che pressava, ma lasciando il lancio a disposizione, e una difesa che si abbassava, i poveri Nández e Marin si trovavano spesso alla mercé di avversari con maggiore densità.

L’uno contro uno con il trio di difesa del Torino ha rispecchiato lo stesso atteggiamento visto contro l’Atalanta. La differenza, però, è che mentre la squadra di Gasperini provava comunque ad uscire palla a terra con i famosi triangoli, i granata non hanno disdegnato affatto il pallone a scavalcare il centrocampo. Rugani, Godín e Ceppitelli hanno dominato la zona aerea, ma sulle seconde palle spesso erano gli avversari a raccogliere nuovamente il possesso.

 

Questo perché la squadra rossoblù era abbastanza lunga, l’aggressività messa in campo a sprazzi, la paura a farla da padrone. Semplici dovrà lavorare sull’aspetto mentale, ma non solo. Una squadra più corta, che pressi compatta quando opta per questo tipo di difesa o che si abbassi tenendo le linee strette, senza lo spazio tra i reparti che vediamo nell’immagine sopra. Il 3-5-2 o 3-4-1-2 messo in campo da Di Francesco, così come il mercato di gennaio che l’ha prodotto, sembrano il giusto abbrivio per l’arrivo dell’ex allenatore della Spal. Con i ferraresi infatti proprio questo atteggiamento fu la chiave del successo, a Cagliari Semplici trova la strada spianata sia come rosa che come ultime uscite da parte del suo predecessore almeno per quel che riguarda il modulo. Il resto, lo dice la classifica, avrà bisogno di lavoro, e tanto.

Caccia al nuovo Lazzari – Contro il Torino, così come nella partita di andata, le manovre più pericolose del Cagliari sono arrivate da percussioni sulla fascia destra. Zappa, anche se con poca continuità, è stato bravo nell’attaccare la verticale e nel creare i presupposti per le due occasioni capitate sui piedi di Joao Pedro. Una combinazione con Nández ha ricordato i tempi migliori del Cagliari di Di Francesco, anche se si è trattato di una luce improvvisa più che di una scelta continua.

Zappa potrebbe così essere quello che fu Lazzari per la Spal. L’esterno di fascia destra ora alla Lazio è il giocatore che più di tutti è stato utilizzato da Semplici in carriera. Non è un caso che, ceduto lui, anche l’esperienza del tecnico sulla panchina spallina sia andata via via verso l’esonero. Zappa – o chissà Nández – avrà il compito di dare più spinta che copertura.

Nainggolan al centro – Infine Radja Nainggolan, l’uomo che può cambiare le sorti del Cagliari. La condizione da ritrovare e un ruolo da cucirgli addosso. Difesa a tre quasi ovvia, ma in mezzo al campo resta da capire se sarà un trio o un 2 più 1. Nainggolan regista o Nainggolan trequartista? Oppure, chissà, entrambi? Il belga può diventare l’ago della bilancia per Leonardo Semplici, già contro il Torino per settanta minuti si è visto un giocatore che può dare una certa spinta con strappi verticali tra le linee. Una sorta di pendolino centrale, insomma.

Prendere possesso del campo tra mediana e attacco, lasciare che Joao Pedro e Simeone possano essere più vicini all’area piuttosto che sacrificarsi troppo in fase di copertura perdendo lucidità al momento della conclusione. Nainggolan la chiave di volta, anche perché Semplici, lo dicono i dati, troverà un Cagliari abbastanza in salute dal punto di vista della fase difensiva, ma decisamente in difficoltà in quella offensiva. Anche in copertura ci sarà da lavorare, il vice di Di Francesco, Calzona, avrà portato la sua impronta dell’orientamento del reparto arretrato sul pallone più che sull’uomo, l’opposto dell’idea di calcio di Semplici. Normalizzare potrebbe così essere la parola d’ordine, mettere ogni pedina al proprio posto, togliere scorie mentali e chiudere il capitolo della filosofia – con tutto il rispetto per la materia – e aprire quello del pragmatismo.

Il Crotone come prossimo avversario, poi Bologna e Sampdoria. Il tutto in una settimana, tre partite che determineranno forse definitivamente il futuro della stagione del Cagliari. Il miracolo da rincorrere o dire addio alla Serie A. Semplici ha davanti a sé una sfida difficile, ma non impossibile.

Matteo Zizola

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