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L’ANALISI TATTICA | Cagliari, cosa è mancato a Parma?

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Il classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista. Eppure dal punto di vista tattico il pareggio del Cagliari a Parma ha comunque regalato spunti interessanti pur se la gara non ha fatto altrettanto da quello delle emozioni.

Non solo uomini – Alla lettura delle formazioni le due sorprese di Di Francesco, dentro Oliva e Cerri fuori Marin e il duo Pavoletti – Simeone. Rispetto alla sconfitta contro l’Inter il tecnico rossoblù ha anche riproposto i recuperati Klavan e Nández in luogo di Carboni e di Faragò. Cambi di individualità che non hanno prodotto l’effetto sperato, se chi rientrava ha dato un buon contributo, Oliva e Cerri al contrario hanno faticato. Interessante però è vedere un altro cambio operato da Di Francesco con il passaggio dalla difesa a zona a quella a uomo sui calci d’angolo a sfavore.

L’occasione di Kucka in apertura nasce da un corner dalla sinistra della difesa rossoblù, come da sinistra erano nati i gol dell’Inter, quello della Juventus e l’occasione di Di Carmine con il gol annullato successivamente. Difficile capire se sia un problema di lato, ma se da una parte la zona chiama il terzo tempo degli avversari oltre a lasciare liberi alcuni spazi, dall’altra la marcatura a uomo ha bisogno di attenzione e, come nel caso dell’immagine sopra, di scalate per evitare blocchi. Nell’occasione citata Lykogiannis è su Kucka, lo slovacco riesce a liberarsi e va nella zona di Cerri e invece che effettuare un cambio di marcatura – zona mista – i due rossoblù si invertono e il greco ha il compito di seguire il parmense.

Non solo, ma la marcatura a uomo deve essere abbinata a giuste coppie e a una concentrazione massima che non deve comunque mancare nemmeno nella gestione a zona.

Quando Brunetta prova a rendere più amara la serata del Cagliari l’occasione nasce ancora una volta da un’azione d’angolo dalla destra. Joao Pedro è senza uomo, nello specifico liberissimo a centro area c’è Hernani. Da questo mancato accoppiamento si crea un buco sul quale proprio il ducale riuscirà a servire il liberissimo Brunetta che fortunatamente per Cragno spedirà a lato.

Pressing e attesa – Il Cagliari nonostante la partita non sia stata delle migliori ha anche provato a pressare alto il Parma con opposti risultati. Sepe è stato lasciato libero di lanciare al contrario di Handanovic nella scorsa gara, il portiere gialloblù ha alternato buoni palloni verso Kucka a disimpegni raccolti soprattutto da Rog e dalla difesa. L’occasione in apertura di Nández nasce proprio da un atteggiamento più aggressivo. Quando Di Francesco ha deciso che era tempo di aspettare il Parma più che di cercare la pressione alta la squadra si è disposta quasi con un classico 4-4-2 con Sottil e Nández praticamente in linea con Rog e Oliva.

Nonostante Sepe non fosse in serata di grazia con i piedi, in alcune situazioni è riuscito a trovare il compagno. Kucka su tutti è stato il target del portiere del Parma, lo slovacco è stato abile in diverse occasioni a liberarsi.

Nell’immagine sopra Sepe lancia in diagonale verso il lato sinistro della difesa del Cagliari. La squadra è alta, uomo su uomo nella metà campo avversaria, ma la difficoltà di gestione dell’inferiorità numerica in mezzo al campo vede Kucka riuscire a trovare lo spazio da attaccare. Oliva e Rog sono entrambi in fase di ripiegamento dopo aver attaccato gli altri due centrocampisti gialloblù, così come non è un caso che il Parma lanci sull’uomo più dotato fisicamente e sul lato dove stazionava a rimorchio Gervinho. Nel caso specifico siamo di fronte a un 3 contro 2 dei gialloblù, Sottil prova a rientrare ma quando l’ivoriano fa partire la corsa è ormai troppo tardi. Kurtic, in chiusura di giocata, spedirà alla sinistra di un immobile Cragno.

Il ritorno del duo – Passato il problema positività, Nahitan Nández è tornato a macinare chilometri dopo l’ingresso a gara in corso non da lui contro l’Inter. Ritrovato il suo León, Di Francesco ha potuto riportare Zappa basso a destra e rimettere in campo una coppia oliata. Ormai una costante la spinta sulla destra, anche se contro il Parma è mancata continuità e soprattutto è mancato il supporto dei compagni. Resta comunque un aspetto del gioco del Cagliari di Di Francesco che è diventato ormai acquisito, le combinazioni di passaggi e tagli tra Zappa e Nández sono il marchio di fabbrica dei rossoblù del tecnico abruzzese.

In primis Zappa con più metri davanti a sé ha l’opportunità di far partire la propria corsa verticale e creare spazi per diverse opzioni. Una delle soluzioni è quella che vede Nández portare palla dall’esterno verso l’interno e il terzino ex Pescara tagliare o davanti o alle spalle del León. A questo punto Nández può o assecondare la corsa di Zappa con una verticalizzazione o combinare con la punta che viene incontro oppure, come accaduto a Parma, provare la soluzione personale rientrando verso l’area. Quest’ultima scelta è anche la causa dei famosi esterni a piede invertito che diventa complicata da mettere in campo con Nández e Sottil, entrambi destri.

Un’altra soluzione cercata da Di Francesco è quella di stringere il campo sempre con Zappa e Nández facendo sì che i due vengano prima dentro la mediana per poi allargarsi e sovrapporsi. Nell’immagine sopra con la palla che parte dal lato opposto sia il centrocampista che il terzino sono pronti a ricevere da Oliva, ma mentre Nández va incontro al connazionale, Zappa ha già la postura orientata verso lo scatto in verticale. Da questa azione nascerà poi la combinazione tra i due rossoblù, ieri in maglia gialla, e infine il colpo di testa di Joao Pedro che non ha impensierito Sepe.

Al di là delle difficoltà della partita il pareggio di Parma è il classico risultato che dà il là ai luoghi comuni del caso. Un punto che fa classifica, una buona partita contro un avversario complicato, la porta inviolata. Tutti aspetti positivi e legittimamente rimarcati in sede di commento anche da Di Francesco, ma ora la partita contro l’Udinese diventa importantissima non solo per i tre punti, ma anche per ritrovare quel Cagliari sulla strada del divertimento che si è smarrito nelle ultime settimane.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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