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L’ANALISI | Tra errori e carattere, il Cagliari di Mazzarri ritrova la giusta mentalità

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Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa perde ma non sa cosa trova. Chissà se Walter Mazzarri avrà pensato a questo vecchio adagio quando, al quarto d’ora di gioco, ha cambiato veste tattica al suo Cagliari dopo le difficoltà iniziali. Il risultato è stato una squadra che ha sì commesso errori, ma che allo stesso tempo ha ritrovato se stessa anche di fronte alle avversità.

Cambio in corsa

Il copione iniziale ha visto i rossoblù in campo in una doppia versione, quella di un 4-3-3 che pagava la confusione tattica del duo Nández-Bellanova – uno interno destro e l’altro terza punta – e di un 4-5-1 in fase di non possesso che lasciava troppo solo Joao Pedro davanti. Non solo, ma il León perdeva la sua efficacia negli uno contro uno sull’esterno, arma vincente in entrambe le reti del Cagliari, e Keita era sacrificato in un lavoro di copertura sulla sinistra che lo ha portato anche a rischiare un fallo da rigore.

 

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Il lavoro difensivo sugli esterni del Cagliari di Mazzarri al Mapei Stadium

La prima avvisaglia di ciò che sarebbe poi accaduto in occasione del vantaggio siglato da Scamacca arriva quando Cragno si supera su Frattesi. Oltre a essere evidente il 4-3-3 che diventa 4-5-1, è anche chiaro come gli inserimenti del centrocampista neroverde ex Monza siano la chiave della prima parte di gara. Carboni si fa attirare fuori dalla linea, Ceppitelli non chiude lo spazio tra lui e il compagno, Grassi segue Frattesi riuscendo, peraltro, a fermare in un primo momento il pallone a lui diretto.

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I problemi in ripiegamento difensivo nella prima parte di gara

Quando arriva la verticale di Traoré per il compagno manca al centro della difesa proprio Carboni. Grassi, bravo a inizio giocata, non riesce a leggere il secondo taglio di Frattesi. Interessante in chiave positiva lo spirito di sacrificio di Bellanova, bravo a completare la diagonale lunga sulla destra della linea difensiva.

Ahi Carboni

Non è stata una prestazione da ricordare per Andrea Carboni. Il giovane centrale di Tonara, al netto di un salvataggio nella ripresa, ha giocato in maniera molto aggressiva, provando spesso e volentieri a uscire dalla linea per attaccare l’avversario di turno ma con scelte di tempo non corrette.

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Il continuo ritardo sull’attacco alla profondità dei neroverdi per il Cagliari

Dopo il campanello d’allarme dato dall’occasione di Frattesi, arriva quello del gol mancato da Scamacca a pochi passi dalla porta. Il Sassuolo prova a sfruttare una giocata che darà i propri frutti più avanti. Palla dal centrocampista verso Berardi largo sulla destra, triangolo lungo con inserimento o di Frattesi o di una delle punte, spazio attaccato alle spalle di un centrale. L’errore di Carboni è di lasciarsi trascinare fuori dalla linea, quello di Ceppitelli di non leggere per tempo la necessità di coprire le spalle al compagno con una scalata. Se poi Grassi o Marin non sono pronti a seguire l’avversario, ecco crearsi i presupposti per le occasioni neroverdi.

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Il posizionamento della linea difensiva del Cagliari in occasione della prima rete del Sassuolo

Ma è sul gol del vantaggio messo a segno da Scamacca che Carboni commette una leggerezza dettata dalla voglia di far partire una possibile transizione offensiva. Vero è che l’azione nasce da un pallone che Traoré recupera in mezzo a tre rossoblù (Keita, Grassi e Marin), ma è altrettanto vero che per quanto attaccabile la difesa del Cagliari appare schierata. Il 4-4-2, evidente nonostante il buco sul centrosinistra della mediana, avrebbe permesso un recupero delle posizioni e una chiusura delle linee grazie a un semplice arretramento verso Cragno.

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L’errore in uscita di Carboni in occasione della prima rete del Sassuolo

Carboni, però, sceglie la carta dell’anticipo. Un movimento improvviso che lascia senza possibilità di reazione sia Lykogiannis, lontano correttamente da Berardi, sia Ceppitelli che in un mondo ideale avrebbe dovuto coprire l’uscita del più giovane compagno. Il triangolo lungo Traoré-Berardi-Scamacca trova così lo spazio ideale per portare il centravanti davanti a Cragno.

Uno-due

L’arma dell’uno-due non solo tra compagni diversi, ma anche il più classico tra due soli giocatori, è stata quella che ha usato il Sassuolo per trafiggere spesso e volentieri il Cagliari. La marcatura uomo su uomo dei rossoblù ha funzionato a tratti, ma quando le distanze non sono state accorciate a dovere ecco che i neroverdi hanno colpito.

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L’azione con l’uno-due neroverde che porta al rigore per il Sassuolo, poi trasformato da Berardi

Il rigore causato da Lykogiannis nasce proprio dall’ennesimo triangolo, questa volta corto, con cui il Sassuolo ha preso alle spalle la difesa del Cagliari. L’uno-due Frattesi-Toljan-Frattesi ha colto di sorpresa sia il greco che la coppia Grassi-Carboni. Il primo è in ritardo nella copertura che permetterebbe al secondo di non uscire – ancora – dalla linea. Il secondo attacca con un attimo di ritardo la soluzione data da Toljan e lascia così il buco alle proprie spalle.

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Il focus sull’episodio del rigore a favore del Sassuolo

Lykogiannis potrebbe sì seguire, senza intervenire, il taglio di Frattesi, e l’ingenuità del terzino è abbastanza grossolana. Ma al momento del contrasto falloso il tre contro due al centro dell’area – dato dall’assenza di Carboni nella linea – avrebbe comunque portato sicuramente a un’occasione importante per il Sassuolo.

Simbolo

Il sombrero di Nández, il gesto atletico di Keita, la reazione immediata. Tutti elementi che non è necessario rimarcare, tra giocate tecniche e una mentalità adatta dopo tante partite nelle quali il crollo mentale alla prima difficoltà era stato una costante.

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L’occasione da rette che porta al rigore realizzato da Joao Pedro per il Cagliari

L’occasione che ha portato al rigore poi trasformato da Joao Pedro, però, è simbolica del rinnovato atteggiamento del Cagliari al Mapei Stadium. La pressione alta, che permette a Nández di recuperare palla nella trequarti avversaria, aiuta la squadra a poter attaccare in pochi secondi l’area del Sassuolo. Diventa così possibile non solo evitare di perdersi in un possesso sterile, ma anche trovare impreparata la linea difensiva neroverde. Il linguaggio del corpo di Grassi, pronto a supportare l’azione nell’area d’attacco, è la cartina di tornasole di una squadra che piano piano sembra assimilare la volontà di Mazzarri. La presenza di cinque uomini nella trequarti appena recuperata palla è un altro elemento da non sottovalutare.

Propositivi e non attendisti, anche se con qualche rischio fisiologico che si può pagare. Nasce anche da un atteggiamento di questo tipo la scelta di Carboni di uscire spesso in pressione, pur se in questo caso devono essere ancora registrati i sincronismi di copertura di un movimento di quel tipo. Ci sono poi le decisioni per quel che riguarda i singoli, con Mazzarri che ha preferito la freschezza e la gamba all’esperienza, come dimostrano Grassi e Bellanova con le loro prestazioni sia mentali che atletiche. La gara con la Salernitana, dunque, potrà essere affrontata con un abbrivio positivo e, chissà, dare a quella contro il Sassuolo il significato di vero inizio del campionato del Cagliari.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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