L’ANALISI | Un 3-5-2 da archiviare in fretta

Il Cagliari ha raggiunto la matematica salvezza dopo il pareggio contro il Genoa a Marassi, frutto di una gara poco emozionante, ma che ha dato alcuni segnali importanti dal punto di vista tattico.

Maran, come anticipato in settimana qui, ha modificato l’assetto della squadra rinunciando al rombo e schierandosi a specchio con gli avversari, almeno finché Prandelli non ha cambiato a inizio ripresa la disposizione del suo Genoa. Un 3-5-2, quello dell’allenatore rossoblù, che per lunghi tratti è apparso più un 5-3-2 e che ha permesso di soffrire poco pur se rinunciando a offendere.

Le difficoltà di Pisacane e compagni sono state poche, ma sono tutte arrivate a seguito di disattenzioni nel chiudere il centro sulle palle lunghe dalle retrovie. Cragno ha dovuto mettere una pezza in due occasioni, la prima sul tentativo di autogol di Cacciatore abile nel recupero: la sponda di Lapadula per Pandev e l’inserimento di Bessa fra i centrali spiegano perfettamente i problemi del trio difensivo nello stringersi.

Nella seconda occasione salvata da Cragno è sempre una spizzata di Lapadula, questa volta a servire Pandev alle sue spalle, a creare il pericolo. Klavan, con Pisacane uscito per contrastare il centravanti avversario, ritarda nello scivolare in copertura centrale, Cacciatore fa quel che può ma senza riuscire a fermare il macedone.

Se da una parte Cragno salva i suoi compagni, dall’altra Radu non può nulla sulla conclusione a botta sicura di Pavoletti da pochi passi. Il gol nasce da un perfetto lancio di Bradaric, troppo spesso ignorato dai compagni in impostazione e che quando chiamato in causa ha fornito verticalizzazioni interessanti. Altrettanto importante è il movimento di Cerri, che esce dalla linea genoana venendo incontro al regista, mentre Pavoletti alle sue spalle attacca l’area. Il resto è tutto nella gestione del duello fisico nel numero 30 rossoblù, che scherza Gunter e trafigge Radu con un destro potente e preciso.

Il pareggio nel finale, con il fallo di Bradaric e il rigore (netto) trasformato da Criscito, arriva su un cross dello stesso terzino genoano e la difesa schierata perfettamente in area. Romagna viene scavalcato dalla traiettoria, alle sue spalle il regista croato muove istintivamente il gomito verso il pallone costringendo così il Var a richiamare Valeri alla on field review.

La curiosità nell’occasione è che Bradaric si è ritrovato momentaneamente costretto al ruolo di “libero” al posto di Pisacane, fuori dal campo dopo un scontro di gioco sul lato opposto. Una serie di coincidenze che hanno dato speranza al Genoa per la lotta salvezza e che hanno allontanato il Cagliari da un decimo posto che sarebbe stato molto vicino dopo i risultati delle concorrenti.

L’ultima partita vedrà probabilmente Maran ripresentare il suo marchio di fabbrica, quel rombo sul quale verrà costruita anche la rosa della prossima stagione. La speranza è che questa salvezza, più difficile del previsto, sia il primo passo verso un prossimo campionato con meno patemi e più divertimento. La palla passa alla società e al mercato, a Maran il compito di assemblare gli ingredienti che gli verranno forniti.

Matteo Zizola

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