Latte Dolce e Torres: così vicine, così lontane

A Sassari da qualche anno il calcio cittadino ha due facce: quella storica della Torres e quella nuova e lanciata al futuro del Latte Dolce.

Quasi mai queste due facce della stessa medaglia hanno avuto parti in comune in Serie D. Nel momento più complesso della Torres, infatti, il Latte Dolce si è affermato come una solida realtà, con una dirigenza che punta (quest’anno neanche troppo velatamente visto il mercato fatto e i soldi spesi) al salto di categoria. All’inizio della stagione le due facce della stessa medaglia, forse per la prima volta, sembravano avere le stesse fattezze: c’è stata una distensione verso la tanto discussa fusione ed entrambe le società stavano facendo bene in campionato. La crisi del Latte Dolce nelle ultime settimane ha ribaltato la situazione: ora c’è una Torres capace di andare oltre le aspettative di inizio stagione mentre la squadra di Udassi è un po’ in difficoltà nel tenere la corsa per la lotta in vetta.

FRONTE LATTE DOLCE – Sei punti di distacco dalla prima, tre sconfitte consecutive. Numeri pesanti, numeri dai quali la squadra di Udassi dovrà essere brava a dissociarsi il prima possibile. Il Latte Dolce a novembre ha vinto solo contro il Budoni e nelle ultime due gare è rimasto sempre all’asciutto non solo di punti ma anche di gol. Un’involuzione improvvisa per una squadra che almeno fino ad ottobre sembrava una delle due corazzate del campionato insieme alla Turris. Il perché di questo blocco non può essere uno solo. In primis va detto che il Latte Dolce sta faticando a imporre un proprio gioco: chiaro, limpido ed evidente. Un aspetto che nei momenti di difficoltà ti mette più in soggezione perché per cercare di ribaltare una gara o di sbloccarla fai maggiore affidamento alla foga, all’agonismo invece che a un’idea tattica riconoscibile. Questo si è visto soprattutto nella penultima sfida all’Ostia Mare dove i ragazzi di mister Udassi meritavano almeno il pareggio e invece per un pizzico di nervosismo di troppo non sono riusciti a rimettere in piedi una gara dominata per larghi tratti.

Va detto poi che la rosa è di grande qualità ma forse non così ampia in tutti i ruoli per garantire dei ricambi ideali a una formazione che punta al primo posto. Il mercato non lontano in questo senso potrebbe regalare sorprese e dare una mano. Potrebbe, infine, anche essere una questione mentale. Al Latte Dolce negli ultimi anni si è giocato con poca pressione mentre quest’anno, pur senza mai ammetterlo chiaramente, si è puntato a costruire una squadra che potesse seriamente vincere il campionato. Ritrovarsi con tre sconfitte, con l’obiettivo più lontano e con, forse per la prima volta, una pressione maggiore addosso potrebbe non aver aiutato nel momento di difficoltà. Ma in questo sarà bravo Udassi che è uno dei tecnici con maggiore esperienza di campo.

CASA TORRES – La Torres è a due punti dal Latte Dolce dopo 13 turni. I bilanci si faranno a fine stagione ma sicuramente in pochi si sarebbero aspettati questo distacco così breve a quattro turni dalla fine del girone d’andata. Demartis e compagni anche in casa della capolista Turris hanno dimostrato di potersela giocare con tutti in questo campionato. Paradossalmente il punto debole della squadra rossoblù è quell’esperienza che rende il Latte Dolce una delle formazioni più temute del Girone G. Mentre grande merito va dato a Mariotti per aver realizzato un’idea di gioco lampante e divertente con una squadra così giovane. Senza alcuni punti lasciati per strada la Torres a questo punto della stagione sarebbe davvero vicina alla lotta per la vetta. E la domanda dunque sorge spontanea: dato che una squadra sembra complementare all’altra, se la fusione fosse avvenuta in estate ora a Sassari si avrebbe già un club capace di ammazzare il campionato?

Roberto Pinna

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