Rolando Maran

Come fan presto ad appassire le rose

Cagliari-Maran, una storia d’amore che è precipitata rovinosamente dall’idillio autunnale fino all’esonero dopo la sconfitta con la Roma.

Si sa, le relazioni possono essere intense quanto effimere e mai come in questo caso, le parole di un grande come Fabrizio De André descrivono perfettamente questa situazione. Il maestro genovese, in quella che rimane una delle sue creature più celebri e celebrate, vuoi per le struggenti parole o vuoi per la musica raffinata composta da un arpeggio delicato di chitarra e l’armonia triste dei fiati, racconta di un Amore Perduto, proprio come quello tra la dirigenza del Cagliari e Rolando Maran.

“Ricordi sbocciavano le viole
Con le nostre parole
Non ci lasceremo mai
Mai e poi mai”

L’inizio della passione con dolci parole e promesse: caratteristiche base dei grandi amori così come quello sbocciato nel periodo dei 13 risultati utili del Cagliari quando tra il tecnico trentino, la piazza e la dirigenza si instaurava un rapporto stretto e inscalfibile. E così promesse e dichiarazioni d’amore e fedeltà reciproche ai media, sono all’ordine quasi del giorno in casa rossoblù: “Un uomo perbene, un grande tecnico pragmatico e sempre coerente: sono sempre stato convinto delle sue qualità” (Gazzetta dello Sport), “Sono felice che questo sia il suo Cagliari, si vede la sua mano: è un allenatore che merita palcoscenici importanti” (SKY Sport), alcune delle parole al miele del presidente Tommaso Giulini, a cui fanno eco quelle del direttore sportivo Marcello Carli: “Bravo, con uno staff invidiabile, ho paura che ce lo portino via” (Corriere dello Sport), “Maran è un allenatore sottovalutato, meglio così per noi” (scherzava in diretta a Radio Deejay).

“Vorrei dirti, ora, le stesse cose
Ma come fan presto, amore
Ad appassire le rose”

Se dovessimo ricercare una data in cui far partire l’inizio della fine (almeno dal punto di vista dei risultati) è quella del 16 dicembre 2019: i 7′ di recupero con la Lazio sono ormai poetici, incubo e anatema per i tifosi rossoblù che da quel momento in poi non festeggeranno più i tre punti. Da lì in avanti solo sconfitte e qualche pareggio, da quello di San Siro (dove forse uno spiraglio di luce si era visto) a quelli con rimpianto di Brescia e della Sardegna Arena col Parma, che ha inferto un altro colpo di grazia al morale dei sardi.

“L’amore che strappa i capelli
È perduto ormai
Non resta che qualche svogliata carezza
E un po’ di tenerezza”

Ok, non soffermiamoci letteralmente sulle parole iniziali di questo verso viste le acconciature di alcuni dei protagonisti della vicenda, ma fatto sta che il rapporto è ormai incrinato: tirate di orecchie e ritiri non sono serviti, la piazza contesta ed emergono poche parole di solidarietà, giusto qualche svogliata carezza appunto, da parte della società. “Il gruppo è unito, così come io, Carli e Maran: la mia stima in lui è cresciuta vedendolo lavorare da vicino. Non sempre i risultati sono una conseguenza” – le ultime parole di Tommaso Giulini a La Nuova Sardegna a qualche giorno dalla partita con la Roma, pietra tombale del rapporto tra la società e il mister.

“Ma sarà la prima
Che incontri per strada
Che tu coprirai d’oro
Per un bacio mai dato
Per un amore nuovo”

È finita, ma la vita (e il campionato) va avanti. Si riparte dalla coppia composta da Walter Zenga e Max Canzi: il duo giusto per far ripartire una squadra in debito di risultati o forse sentiremo riecheggiare tra qualche settimana anche i versi di questo capolavoro, “Quei fiori appassiti al sole d’un aprile ormai lontano, li rimpiangerai”?

Matteo Porcu

 

 

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