Maran, i giovani ti servono eccome

Come ogni settimana spazio all’analisi tattica a cura del nostro Matteo Zizola.

Il Cagliari ringrazia Pavoletti e, complici i risultati arrivati dalle dirette concorrenti, guarda nuovamente alla zona rossa dall’alto dei 6 punti di vantaggio sul Bologna. La partita contro il Parma ha raccontato di una squadra che più che con la tattica ha saputo ribaltare lo svantaggio del primo tempo con la rabbia e soprattutto con il proprio bomber, aiutato dall’atteggiamento più spregiudicato del secondo tempo e da un Parma dal gioco fin troppo speculativo. Maran ha impostato la squadra con il suo classico centrocampo a rombo, ma con una novità di rilievo: non Ionita, bensì Barella nel ruolo di trequartista a garantire maggiore qualità tra le linee e supporto verticale a Cigarini.

                

Il regista ex di turno ha disputato un ottimo primo tempo, calando però vistosamente nel secondo. Aiutato dall’assenza di pressione degli avversari e dalla spinta sugli esterni sia di Padoin sia soprattutto di Pellegrini, nella prima frazione è apparso rigenerato rispetto agli ultimi mesi. Proprio Pellegrini ha garantito ciò che era mancato fino a sabato, ovvero freschezza e spavalderia sulla fascia, come dimostrato pienamente dal recupero su Kucka pagato con l’infortunio. 

 

Ad avvantaggiarsi del lavoro del terzino ex Roma e da quello degli avversari è stata anche la fase di costruzione dal basso. Cragno ha avuto spesso la possibilità di far ripartire l’azione per vie centrali senza essere costretto al lancio lungo, mentre gli esterni di difesa, molto alti, garantivano opzioni a Cigarini.

L’atteggiamento della squadra è stato positivo per gran parte dei 90 minuti, la fase difensiva accorta con l’utilizzo di raddoppi e di falli tattici quando Gervinho provava a scappare in contropiede.

La fase difensiva, praticamente perfetta per tutta la gara, ha pagato con il gol subito l’unica disattenzione: più che un errore dei singoli, nello specifico Padoin e la coppia centrale Ceppitelli-Pisacane, è il centrocampo a fallire con Deiola, Ionita e Barella sulle gambe e poco reattivi nel contrastare il cross di Gobbi e l’inserimento senza palla di Kucka.

Dopo lo svantaggio il Cagliari accusa il colpo, perdendo lucidità e restando ingabbiato dall’atteggiamento difensivo del Parma. Solo con l’ingresso di Despodov e il conseguente accorgimento tattico la squadra inizia a premere nuovamente, complice nuovamente l’atteggiamento esclusivamente difensivo del Parma. Con l’uscita di Deiola e l’ingresso dell’attaccante bulgaro, Barella torna sulla mezzala, mentre Joao Pedro si alterna tra il ruolo di collante sulla trequarti e quello di punta esterna.

 

Come accaduto nel primo tempo quando era piazzato sulla trequarti, Barella si allarga alternativamente fra fascia destra e fascia sinistra per trovare lo spazio per colpire, lasciando così lo spazio per gli inserimenti di Ionita e mettendo la propria tecnica al servizio dei cross per Pavoletti, dopo che Pellegrini e Padoin prima e Lykogiannis poi, nonostante un’ottima spinta, avevano peccato al momento di mettere la palla in mezzo, fra cross lenti da destra e palloni sistematicamente calciati contro l’avversario diretto da sinistra.

 

L’occasione capitata sulla testa di Joao Pedro è un anticipo di quanto accadrà sul lato opposto nella rete del vantaggio rossoblù siglata da Pavoletti. Grazie all’ingresso di Despodov e alle caratteristiche degli uomini in campo, il Cagliari porta più uomini area permettendo così al suo ariete di non essere l’unica preoccupazione di Bruno Alves e compagni.

Una vittoria dunque che ha dato delle risposte importanti su due punti discussi in abbondanza durante la crisi degli ultimi mesi: la freschezza dei giovani ha portato ciò che una squadra solo d’esperienza non era stata capace di dare e un atteggiamento propositivo, a maggior ragione contro squadre remissive, ha condotto il Cagliari ai tre punti. Non accontentarsi dei piccoli passi, da qui passa il futuro della stagione rossoblù a partire dalla sfida di domenica contro la Sampdoria a Genova.

Matteo Zizola