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Mazzarri chiama il mercato: il Cagliari studia l’uscita di Nandez a gennaio

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Dieci partite, sessantanove giorni, dieci domeniche. Obiettivo gennaio, il momento delle correzioni, a maggior ragione quando dopo solo tre giornate è stato necessario un cambio di guida tecnica. Fragilità da eliminare attraverso volti nuovi e non solo, un’idea di calcio e soprattutto un’identità da costruire, cercando di salvare il salvabile nelle gare che separano il Cagliari da quello che un tempo era definito come il “mercato di riparazione”.

Come prima, più di prima

Un’estate creativa che, parola di Tommaso Giulini, alla fine ha portato in dote un gruppo migliore rispetto a quello della precedente stagione. La classifica però dice altro e parla di una squadra che continua a mostrare le stesse difficoltà di sempre e che naviga in cattive acque. Poche idee su come poter uscire indenni dalla tempesta, infortuni e mancanze strutturali ad aggiungere il carico a una condizione di fragilità mentale che si ripete e che non può essere solo un caso. Walter Mazzarri, dopo sei partite vissute sulla panchina del Cagliari, ha maggiore consapevolezza su cosa serva alla sua squadra per migliorare. Uomini che portino mentalità e tecnica, una mezza rivoluzione che ribalti un gruppo non all’altezza del compito salvezza. “Cosa può servire a gennaio? Inizio ad avere delle idee chiare, lo tengo per me e ne parlerò con la società. Ora serve solo che questi ragazzi tutti insieme siano messi in condizione di fare più punti possibili per arrivare a gennaio nel modo migliore per i vari aggiustamenti”. Queste le parole del tecnico rossoblù nel post partita di Firenze, parole che non vanno di pari passo con quelle del direttore generale Mario Passetti nei minuti che hanno preceduto la sfida del Franchi.

Accordi e disaccordi

Da un lato Mazzarri, dall’altro la società che difende ancora una volta quanto fatto in sede di costruzione della rosa. “È molto presto per il mercato, questa squadra ha tutto per fare bene. Non credo che in questo momento ci serva qualcosa dal di fuori”, questa la dichiarazione di Passetti ai microfoni di Dazn nel prepartita contro la Fiorentina. E chissà se il direttore generale rossoblù confermerebbe la stesse parole anche dopo la disfatta di fronte alla squadra viola o se, al contrario, darebbe ragione a Mazzarri sulla necessità di interventi sul mercato. D’altronde non solo Firenze, ma anche le precedenti uscite del Cagliari – una vittoria e tre pareggi in nove giornate il bottino – hanno messo in risalto limiti ulteriormente enfatizzati dal cambio tattico portato dal nuovo allenatore. Dalla difesa all’attacco ogni reparto ha bisogno di un restyling, basta un’assenza tra gli undici titolari e il teorema della squadra che ha tutto per fare bene crolla miseramente. Mazzarri vorrebbe almeno un nuovo innesto per zona, senza dimenticare le necessarie partenze di quegli esuberi finora poco utili alla causa. Il tecnico di San Vincenzo avrebbe così in testa una lista di papabili, resta da capire quanto la società rossoblù, con a capo il presidente Giulini, sia disposta a mettere sul piatto per accontentare il proprio allenatore. D’altronde la situazione economica non è poi tanto differente rispetto al recente passato, anche se la riapertura degli stadi può avere dato quel po’ di ossigeno utile a far respirare anche il mercato.

Possibile tesoretto

La soluzione potrebbe però passare anche da una cessione eccellente. Perché per quanto alcuni giocatori siano importanti, un sacrificio nel nome di maggiore profondità della rosa non sarebbe affatto lesa maestà. Il primo della lista è, manco a dirlo, Nahitan Nández, protagonista dei discorsi tra il suo agente e il presidente Giulini, almeno secondo quanto dichiarato a più riprese da Pablo Bentancur. Tra promesse e accordi da trovare per una via d’uscita che possa soddisfare tutti. Difficile se non impossibile un rinnovo contrattuale che cancelli – o limi – la famosa clausola di rescissione da 36 milioni di euro, la strada che si starebbe percorrendo sarebbe quella di un accordo sulla valutazione del León. Venti milioni più cinque di bonus, questa la base di partenza che permetterebbe a Nández di fare le valigie e al Cagliari di trovare la linfa economica per accontentare Mazzarri. In prima fila ci sarebbe sempre il Napoli, l’interesse per il numero 18 rossoblù è sempre forte anche se i partenopei dovranno alzare la posta rispetto all’offerta inviata in estate. Possibile il prestito oneroso – a cifre superiori al milione messo sul piatto nel recente passato – ma resta necessario l’obbligo di riscatto a giugno. Dietro la società di De Laurentiis anche l’Inter ha ripreso il dialogo per arrivare a Nández. Non un desiderio forte, i rapporti con il Cagliari vanno riallacciati con calma, ma comunque un’idea che fa capolino nuovamente. Anche perché i nerazzurri hanno alcuni nomi che farebbero comodo a Mazzarri, primo tra tutti Danilo D’Ambrosio – contratto in scadenza il prossimo giugno – che è finito ai margini con Simone Inzaghi e non disdegnerebbe la destinazione sarda. Senza dimenticare il vecchio pallino Satriano, rimasto a Milano per giocarsi le proprie carte, ma praticamente mai utilizzato e pronto al prestito a gennaio. Lontano dal discorso Nández attenzione anche ai rapporti ottimi tra Cagliari e Fiorentina. Il centrocampo è apparso la nota dolente della squadra di Mazzarri e non è passato inosservato il dialogo fitto tra l’allenatore rossoblù e Sofyan Amrabat prima dell’ingresso in campo per il secondo tempo del Franchi. Infine potrebbe tornare in auge anche il nome di Armando Izzo per la difesa, soprattutto considerando i problemi fisici del trio Godín-Ceppitelli-Walukiewicz che non danno garanzie nel lungo termine al tecnico rossoblù.

Il campionato intanto non si ferma, anzi, e dopo soli tre giorni è già tempo di una nuova sfida. La Roma è attesa alla Unipol Domus, gennaio è ancora lontano e il Cagliari dovrà pensare prima a fare più punti possibile, a partire proprio dalla gara contro i giallorossi. Mazzarri proverà a recuperare i cocci – leggasi gli infortunati Godín, Strootman, Caceres e Nández – e soprattutto a risollevare il morale di una squadra che ha bisogno di continuità per svoltare. Senza una sterzata immediata anche la possibile rivoluzione di gennaio potrebbe non bastare.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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