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Mercato Cagliari: giorni di incontri e programmi sull’asse Nández

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“Ci saranno delle rinunce, ma sono sicuro che faremo una bella squadra”, firmato Leonardo Semplici. “Qualche operazione dolorosa dovremo farla“, parole di Capozucca ancora prima. Il ritornello delle interviste è sempre lo stesso, prima di poter comprare è necessario cedere. E quando si parla di partenze, un giorno sì e l’altro pure il nome più gettonato è quello di Nahitan Nández. 

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Inerzia
“Se arrivasse una richiesta di un grande club per Nández sono poi i contratti che costringono il giocatore a chiedere di poter andar via”. Così il direttore sportivo Stefano Capozucca. Traduzione, davanti a certe proposte d’ingaggio impossibili da pareggiare diventa necessario trovare la quadra per soddisfare tutte le parti. Intanto il León, che da tempo ha virtualmente in mano la promessa di poter fare le valigie quest’estate di fronte a una richiesta di livello superiore. Poi il Cagliari, che pur con la clausola da 36 milioni in essere potrebbe abbassare il muro, ma senza svendere. Il mercato rende infatti impossibile, e Capozucca lo sa e lo dice tra le righe, fare la voce grossa di fronte all’ineluttabile. Che poi, in fondo, è la tattica che il Cagliari sta utilizzando nell’affare Nainggolan. Infine le pretendenti, che pur avendo la possibilità di portarsi al casa il giocatore uruguaiano devono rispettare la società rossoblù e comunque avvicinarsi alla valutazione. Le parole d’ordine sono incontrarsi, parlarsi, rispettarsi. E in questo la concorrente numero uno per Nández, il calciatore uruguaiano e il suo entourage hanno mantenuto la promessa. Prima si parla con il Cagliari, poi, una volta trovata la soluzione che possa accontentare le parti, si passa alla fase due.

Tinte nerazzurre
Nelle ultime settimane, anche per via del discorso relativo a Radja Nainggolan, tra Cagliari e Inter si è parlato, e tanto, di Nández. Non come affare congiunto con quello del belga, ma piuttosto come trattativa separata. Alcuni tasselli andavano prima messi in ordine, su tutti l’allenatore che avrebbe preso possesso della panchina nerazzurra. E non è un caso che come Simone Inzaghi è diventato ufficialmente il nuovo tecnico dell’Inter, la trattativa tra le due società sia entrata nel vivo. Anche perché l’ex allenatore della Lazio avrebbe voluto il numero 18 rossoblù anche qualora fosse rimasto a Roma. Non si può inoltre dimenticare che i nerazzurri hanno bisogno prima di cedere e anche in questo caso l’affare Nández appare legato, non solo per una questione di ruolo, alla partenza verso Parigi di Hakimi. Senza liquidità l’Inter non potrà arrivare al centrocampista di Punta del Este, da qui non si scappa. C’è poi il discorso prettamente economico, quei 36 milioni che comunque i nerazzurri non possono – e non vogliono – mettere tutti sul piatto come cash. Il gioco delle contropartite giovani per abbassare la parte in contanti è sempre vivo, il bilancio delle casse rossoblù avrebbe comunque un vantaggio anche con una trattativa più creativa rispetto alla clausola nuda e cruda. Magari con qualche bonus alla Barella, chiave che risolse la trattativa per il centrocampista che fu sostituito in Sardegna proprio da Nández, numero di maglia incluso.

Visita decisiva
Il passaggio con i nerazzurri sembrerebbe comunque a buon punto. La dimostrazione è la presenza in Sardegna in questo fine settimana dell’agente di Nández che già era passato dall’isola un mese or sono. E quando l’entourage entra in gioco significa che la discussione è in fase avanzata. Il massimo riserbo sulla trattativa un altro aspetto da non sottovalutare, mentre il giocatore attende il proprio destino dall’Uruguay dove è impegnato con la maglia della Celeste. Come già successo quando il Cagliari ha portato Nández dal Boca in rossoblù, così oggi la trattativa non è semplice, tutt’altro. Ci sono idee da mettere nero su bianco, commissioni, percentuali su futura rivendita da girare in direzione Buenos Aires, premi di valorizzazione in direzione Montevideo. Ci sono bilanci da far quadrare, in uscita e in entrata, a Milano come nell’isola. Ci sono le contropartite che devono essere condivise. Ci sono, soprattutto, rapporti da mantenere vivi e cordiali, sia tra società che tra le diverse parti coinvolte.

Destino segnato
Che l’Inter sia in prima fila sembra ormai chiaro, ma questo non vuol dire che la partita sia chiusa. Non tanto per il Leeds, “certamente non è che arriva una squadra di secondo o terzo livello” e il giocatore parte – così parlò Capozucca – ma per le altre compagini della Serie A che hanno mostrato interesse. Il Napoli appare lontano dopo i saluti con Gattuso che ha sempre espresso i suoi apprezzamenti per Nández, ma attenzione alle romane pronte a provare lo scippo. Sarri che nel León troverebbe il suo Allan partenopeo, Mourinho che cerca con il suggerimento di Tiago Pinto quell’elemento che possa dare i polmoni alla mediana giallorossa. L’Inter resta in pole, ma a prescindere dalla destinazione è il percorso che appare chiaro. Quello fatto di valigie, di un aereo da prendere e dei saluti dopo due anni alla maglia rossoblù. Come promesso al suo arrivo, destino segnato e che appare già scritto.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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