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#8 | Il maestro Lello Scano

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Nuovo capitolo della storia del pugilato sardo curata da Carmelo Alfonso.

Per tutti era il signor Lello. Di bassa statura, spesso accigliato, severo, il signor Lello Scano è stato il maestro di quasi tutti i pugilatori cagliaritani: di quelli che abitavano nei quartieri più popolari della città (erano i più dotati e tosti) e di quelli che alla boxe si avvicinavano per  provare nuove emozioni (e che emozioni a suon di pugni ! ) e contrastare la timidezza. Il signor Lello accettava tutti, pronto, comunque, a dare il benservito ai meno portati per lo sport dei pugni. La selezione era imposta anche dai locali, non ampi e pieni di attrezzi. Non accettava i ritardatari, che venivano regolarmente respinti. Al “pronti via” si iniziava a lavorare: esercizi a corpo libero, esercizi a terra, corda, sacco, specchio (per studiare meglio difesa e attacco), pungiball. E poi, a turno, sul ring. Fatalmente, era proprio tra le dodici corde che cominciava una prima selezione. In effetti, il “maestro ” seguiva con occhio attento i due protagonisti, sempre pronto  ad intervenire per bloccare risse o colpi proibiti. La sua “arma” per colpire era una sorta di scudiscio, che usava raramente ma la usava. In sostanza – come ho scritto sul libro Mussiaddu – il maestro Lello Scano era il re riconosciuto della palestra: padre e padrone, uomo buono e competente, ma severo ed esigente.

Con il signor Lello sono cresciuti e si sono affermati fior di campioni che hanno portato e onorato il nome della nostra regione in tutte le parti del mondo. Il più grande tra i grandi fu sicuramente Piero Rollo, un peso gallo amatissimo dai cagliaritani (come del resto lo sono stati tutti i pugili sardi) e capace di grandi imprese. Nella palestra Sardegna sono cresciuti Gianni Zuddas, Paolo Melis, Efisio Melis, Salvatore Boi, Fortunato Manca, il peso welter di Monserrato che fece tremare Duilio Loi e Sandro Mazzinghi; Tore Melis, Mario Oggiano, Natale Caredda, Tonino Puddu, Franco Udella e tanti altri ancora. Per tutti è stato più di un insegnante. Mi disse il campione del mondo Franco Udella: ” Per me il signor Lello è stato come un secondo padre. Era certamente un uomo scorbutico; a molti risultava antipatico, ma era una persona schietta che diceva sempre ciò che pensava. Tuttavia ha sempre difeso i suoi ragazzi, anche quelli che non lo sopportavano. La sua severità, in palestra ed anche fuori, consisteva nel voler a tutti i costi un comportamento corretto“. Ha smesso di insegnare la boxe proprio quando uno dei suoi migliori allievi, Udella appunto, decise di farla finita con la boxe. Una grande persona alla quale il pugilato deve molto.

Carmelo Alfonso

TAG:  Mussiaddu