#12 | Fortunato Manca

Gli ultimi anni della carriera di Paolo Melis coincisero con l’affermarsi di un altro peso welter cresciuto con Lello Scano nella palestra Sardegna, in via Barone Rossi a Cagliari. Era Fortunato Manca di Monserrato, pupillo dell’organizzatore Antonino Picciau, altro “paulesu”,  ovvero monserratino.

Fortunato Manca, grande picchiatore (vinse settanta incontri degli ottantatre disputati e subì soltanto sei sconfitte), forse non particolarmente elegante sotto l’aspetto strettamente tecnico ma dal pugno particolarmente efficace e grande trascinatore di folle. Nel 1966, a Fortunato Manca venne riconosciuto il titolo di miglior pugile a livello europeo per avere difeso a Madrid la corona continentale dei pesi welter contro lo spagnolo Carmelo Garcia, sconfitto per cappaò alla terza ripresa. Manca era diventato campione europeo una decina di mesi prima battendo a Roma, per abbandono alla sesta ripresa, François Pavilla. Il titolo era vacante da circa due anni dopo il ritiro di Duilio Loi. Il pugile di Monserrato passò alla storia anche per avere richiamato oltre trentamila spettatori allo stadio Amsicora in occasione dello spettacolare confronto con Duilio Loi per il titolo europeo dei pesi welter. Era il 15 luglio del 1962 e il campione in carica, ovvero Loi, si impose ai punti dopo quindici combattutissime riprese. Il monserratino, salito sul ring in non perfette condizioni fisiche per aver dovuto smaltire qualche chilo di troppo nei giorni precedenti il match, finì pure al tappeto e venne contato, ma forse si trattò di un eccesso di  prudenza da parte dell’arbitro.

Altra riunione passata alla storia – e non solo per la grande partecipazione di folla – fu quella imperniata sull’incontro Manca – Visintin (maggio del 1960) valido per il titolo italiano. La forte pioggia mise a repentaglio il regolare svolgimento della serata. L’ingegno di Lello Scano, Mario Zoccheddu, addetto al montaggio del ring, e di altri collaboratori rese possibile lo svolgimento dell’incontro. Cosa accadde: i volenterosi cercarono e trovarono immediatamente un grande telone e lo sistemarono sopra il quadrato. Il confronto, con molti mugugni da parte del gruppo cagliaritano, si concluse in parità. Nel dicembre del ’62 Manca diventò campione nazionale ( vittoria ai punti su Fernando Proietti), lo difese contro Franco Nenci (vittoria per abbandono alla settima ripresa). Due anni dopo, dicembre del 1964, Manca tentò la scalata al mondiale dei medi junior detenuto da Sandro Mazzinghi. Palazzo dello sport di Roma, all’Eur, gremitissimo, match entusiasmante, amara la conclusione: vittoria del campione nonostante una quindicesima ripresa tutta del monserratino e con Mazzinghi più volte sull’orlo del K.O.  Soltanto dopo, negli spogliatoi, scoprimmo un’amara verità: nel corso della quarta ripresa Manca si era fratturato la mano destra e da quel round era stato costretto a colpire praticamente con la sola mano sinistra.

La carriera di Manca si concluse dopo i difficili confronti con il messicano Tony Perez (vittoria ai punti ), lo statunitense  Curtis Cokes ( sconfitta ai punti) e il thailandese Sithjran ( altra vittoria ai punti). Per un problema alla vista, a Manca venne impedito di continuare con la boxe. Si ritirò, aprì una palestra a Monserrato e dedicò molto del suo tempo alla pittura.

Carmelo Alfonso

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