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#9 | Mulas e la boxe ad Alghero

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Appuntamento con l’ennesima puntata della storia della boxe in Sardegna curata per noi da Carmelo Alfonso.

Un altro grande maestro di boxe è stato l’indimenticabile Franco Mulas, l’uomo che ha in pratica lanciato il pugilato nella sua Alghero. Si innamorò dello sport dei pugni durante il servizio militare che svolse a Tirrenia, in Toscana, dove esisteva una base americana molto frequentata da atleti. Conobbe, tra gli altri, gente come Primo Carnera, definito “Il gigante dai piedi d’argilla”, divenuto campione del mondo dei pesi massimi nel giugno del 1933 e l’americano Joe Louis, altro campione del mondo dei massimi rimasto in possesso del titolo per dodici anni: dal 1937 al 1949. Terminato il servizio militare, Franco Mulas tornò ad Alghero e prima ancora di riprendere il suo vecchio lavoro di muratore, studiò per conseguire il diploma di istruttore e si mise alla ricerca di un locale  dove poter ospitare i ragazzi desiderosi di imparare quella che un pugile inglese, James Figg, vissuto tra il 1600 e 1700, definì Noble Art. La ricerca non  fu facile, ma alla fine l’occasione, come per incanto,  si presentò: nella via Sassari si liberò un localino dove prima esisteva una pizzeria e Mulas non si fece sfuggire l’opportunità.

I pilastri della boxe algherese: Franco Mulas, Italo Veronese e Tore Burruni

Raccontava il maestro algherese: “Con alcuni amici abbiamo lavorato sodo per sistemare il locale e poi ci siamo ingegnati per realizzare il primo ring utilizzando corde offerteci dai pescatori. Fatica, ma anche tante soddisfazioni”. E per Mulas furono tante. E non soltanto sotto l’aspetto strettamente sportivo: era il Presidente della piccola Società, istruttore e montava il ring tutte le volte che venivano organizzate riunioni in città.  Pochissimi i collaboratori e tra questi Italo Veronese, grande intenditore, giornalista. E fu proprio l’amico Italo a far conoscere agli algheresi, con i suoi scritti, la nuova realtà cittadina. I due si impegnarono a fondo per stimolare l’interesse della gente, invitarono i ragazzi a frequentare la palestra, scoprirono potenziali talenti. Molto presto arrivò la prima soddisfazione: Paolo Spinetti, primo dilettante italiano, sconfisse a Mosca un pugile russo e conquistò la medaglia d’oro al festival della Gioventù. Molto presto tanti altri algheresi, perfino imprenditori, si avvicinarono ed aiutarono Mulas. La nuova palestra fu presa d’assalto da tanti altri ragazzi e negli anni Alghero  diventò una delle città pugilisticamente più note in campo internazionale. I suoi campioni? Tore Burruni innanzitutto: campione del mondo dei pesi mosca. Angelo Priami, campione italiano dilettanti dei pesi gallo e ottimo professionista. Andreino Silanos, campione italiano dei pesi piuma; nel 1965 risultò il miglior pugile italiano in assoluto. E poi Carmelo Chessa, Salvatore Mulas, i fratelli Spanedda, Giuseppe Ballone, Giovanni Chirra,  Mario Delogu, Raffaele Lai e tanti altri ancora. Mi disse una volta Italo Veronese: “Alghero è una gran bella città, turisticamente è conosciuta in tutto il mondo. Ritengo che qualche merito lo abbiamo avuto anche i nostri pugili”.

Carmelo Alfonso

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