#2 | I primi campioni avanzano

Torna l’appuntamento con la storia del boxe sardo a cura di Carmelo Alfonso.

Oltre cento anni  sono passati da quando i primi pugili sardi cominciarono clamorosamente ad  imporsi in campo internazionale. Erano gli anni trenta del secolo scorso. A sorprendere il mondo della boxe mondiale furono soprattutto i giovani talenti che frequentavano le palestre di Cagliari e Sassari. Gavino Matta, sassarese, su tutti. Un peso mosca dalle qualità eccelse. Da dilettante conquistò i titoli italiano ed europeo, il prestigioso Guanto d’oro a Chicago e partecipò alle Olimpiadi di Berlino del 1936 (medaglia d’argento).

Passato tra i professionisti, Matta conquistò il titolo nazionale, nel 1945, battendo per abbandono all’ottava ripresa il campione in carica Morabito. Dopo una prima vittoriosa difesa della corona tricolore, Matta, al termine di un durissimo combattimento disputatosi al teatro Verdi di Sassari, cedette il titolo ad un altro sardo, il portotorrese Mario Solinas, per riconquistarlo, poco dopo,  contro  lo stesso avversario turritano e tentare, senza riuscirvi, la scalata all’europeo: venne sconfitto da Enrico Urbinati e praticamente si concluse la fantastica avventura di uno dei più forti pesi mosca italiani. Nella medesima categoria fino a 51 chilogrammi, la Sardegna, negli anni successivi,  fu ancora ben rappresentata da pugili di altissimo livello. Tore Burruni su tutti (ma di questo grandissimo campione algherese, ed ovviamente di tanti altri, parleremo ampiamente nei prossimi interventi), e poi Paolo Spinetti, altro algherese, passato alla storia per avere sconfitto un pugile russo, a Mosca, e, dopo avere superato anche il francese Kamara Diop, conquistata la medaglia d’oro nel prestigioso torneo del Festival della Gioventù che si svolgeva, appunto, nella capitale dell’Unione Sovietica.

Spinetti, uno dei tanti giovani scoperti da Franco Mulas, il bravissimo e indimenticabile maestro di tutti i pugili della città dove ancora oggi si parla il catalano, fece parte più volte della rappresentativa azzurra nei tornei internazionali senza mai approdare al professionismo per motivi di salute. Una rinuncia che , ai suoi tempi, tanto amareggiò Franco Mulas. Più volte, l’amico oltre che conterraneo Franco mi confessò, con palese dolore, l’amarezza per il ritiro di Spinetti e la scarsa attenzione che la stampa aveva avuto, in passato, nei confronti dello stesso Spinetti e dei fratelli Spanedda. Un dispiacere legittimo. Altri pugili, fortunatamente, mitigarono il rammarico di Mulas e del nostro mondo del pugilato. Burruni, innanzitutto, poi Zuddas, Paolo Melis. Rollo, Manca, Atzori, Udella e tanti altri ancora portarono il nome della nostra regione nelle prime pagine di tutti i giornali. Ed ancora oggi si continua parlare di quei campioni.

Carmelo Alfonso

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