Christian Oliva in azione contro il Leeds

Napoli-Cagliari, un incrocio…Celeste

Corsi e ricorsi storici tra Cagliari, Napoli e Uruguay: da Diego Lopez a Oliva, passando per Nandez e Tabarez. A cura di Federico Ventagliò.

Nasce nel 1996 Christian Oliva. Si tratta di un’estate nella quale è ancora saldo il connubio Rossoblù-Celeste. L’allora presidente Cellino – dopo una salvezza senza squilli né stecche (ma falsata dai proclami legati all’ingaggio di Trapattoni poi rimpiazzato da Giorgi) – è ancora nella fase delle scommesse esotiche e affida a Gregorio Perez la conduzione tecnica. Nel rettangolo verde invece, la bandiera con sole e strisce Celesti è rappresentata da Dario Silva e Luis Romero, oltre a Fabian O’Neill, prodotto del vivaio del Nacional di Montevideo, cosi come Oliva, pur sportivamente svezzato dal Bella Vista. Solo due dei numerosi affari del Cagliari coi bolsi (bonario sfottò col quale il Nacional è definito dai tifosi delle squadre rivali): Dely Valdes, Abeijon e Cabrera – tra gli altri – sono alcuni fra coloro che hanno indossato entrambe le maglie.

Quella del 1996-97, come noto, sarà una stagione senza lieto fine per il Cagliari, col mesto epilogo dello spareggio al San Paolo. E proprio nello stadio partenopeo, due sere fa, dopo la manciata di minuti nel debutto assoluto contro il Genoa ha fatto il suo esordio da titolare Christian Oliva. Con gli occhi di tutti puntati sul connazionale Nandez, fin qui sempre autore di superbe prestazioni, a Napoli i tifosi hanno scoperto un’altra preziosa risorsa proveniente dal Rio della Plata. Un battesimo che ha ricordato molto la prima assoluta di Nelson Abeijon (Perugia-Cagliari 2-1 del 1998-99) anche per l’analogia di essere stati utilizzati per emergenza, visti infortuni e squalifiche, entrambi in precedenza erano stati marchiati, loro malgrado, con l’etichetta di “oggetto misterioso”.

Fra lo spareggio del ’97 e la vittoria di mercoledì però, è da segnalare un’altra partita del Cagliari alle pendici del Vesuvio, ossia la famosa vittoria dell’agosto 2007. Scenario completamente diverso da quello di ieri, in quanto il Napoli era una neopromossa, tuttavia il successo al San Paolo mancava da tredici anni e il rito si è rinnovato pressapoco a regolare scadenza, visto che quello precedente risaliva al 1993-94, con la Celeste ampiamente rappresentata: Daniel Fonseca segnò uno dei suoi gol dell’ex, nel Cagliari giocò tutti i novanta minuti Pepe Herrera, Giorgi si tolse lo sfizio di battere a domicilio il futuro Campione del Mondo Lippi, che iniziava a prendere confidenza alle sconfitte contro il Cagliari: dopo di allora, in versione bianconera, dovrà soccombere all’uruguaiano Tabarez e Ventura. Nel match del 2007 per la prima volta in campionato Lopez scende in campo da come capitano “ufficiale” (lo sarà anche al ritorno, nella storica Cagliari-Napoli 2-1), anche se già in passato aveva indossato la fascia in spezzoni di partita. El Jefe lasciò il campo allo scoccare del novantesimo, rimpiazzato dal connazionale Joe Bizera, mentre i rivali storici annoveravano Zalayeta, Gargano e Bogliacino. Mentre Nandez è un punto fermo della Nazionale guidata dal Maestro, con prestazioni simili all’autorevole prova di mercoledì anche Oliva appare legittimato ad ambire a una convocazione, nonostante l’ardua impresa di farsi largo fra Bentancur, Vecino, Valverde, Torreira e Pereiro.

Federico Ventagliò

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