“OrGuai”, Cagliari!

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Dall'”ormai è fatta” al “guai a pensare che sia fatta”: il Cagliari a metà strada verso la salvezza.

Dovessimo coniare un neologismo per descrivere il sentimento attuale del tifoso del Cagliari verrebbe da dire orguai. Una perfetta crasi tra “ormai è fatta “ di venerdì notte dopo il successo sulla Fioentina, e “guai a pensare che sia fatta” di domenica sera dopo i sorprendenti risultati delle dirette concorrenti.

Calendario alla mano i rossoblù sembrano essere al riparo da brutte sorprese, sono Spal ed Empoli (sulla carta) a rischiare maggiormente. L’Udinese, che nel frattempo ha richiamato Igor Tudor in luogo dell’esonerato Davide Nicola, e il ritrovato Bologna di Sinisa Mihajlovic, pur rischiando dovrebbero riuscire a condurre la barca fuori dalla tempesta.

Ma il calcio non è mai scienza esatta e “sor Tranquillo”, è risaputo , fece una brutta fine. Meglio dunque tenere la guardia alta a cominciare dalla prossima trasferta in quel di Verona. Fondamentale invertire una tendenza ai limiti del disastroso lontano dalle mura amiche. Maran va ritrovando pian piano tutti gli effettivi in rosa e l’alibi dei troppi infortuni viene ovviamente meno. Un’identità ritrovata alla Sardegna Arena, che latita però puntualmente quando si oltrepassa il Tirreno.

Il che non può più essere accettabile. In ottica presente, perché la massima serie è bene prezioso da custodire gelosamente, e in ottica futura, quando a bocce ferme si tireranno le somme su ciò che si è stati e su quello che si vuole essere. La salvezza quindi come minimo da cui ripartire e non come massimo cui aspirare. Un salto di qualità che passa anche da match come quello contro un Chievo ormai spacciato. Imperativo pertanto tramutare l’aggregazione “orguai” in “ormai” il peggio è passato. Non è mai auspicabile programmare il futuro con la spada di Damocle di una possibile retrocessione che pende sul capo fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Il passato in tal senso è buon maestro e insegna sempre.

Mirko Trudu