Tommaso Giulini | Foto Valerio Spano

Panchina Cagliari, un casting per salvare il salvabile

Il futuro è segnato, resta solo da capire con chi e il come. La sconfitta contro il Torino ha aperto la crisi di governo, il presidente della repubblica rossoblù Tommaso Giulini ha iniziato le consultazioni mentre il primo ministro Eusebio Di Francesco, a scanso di sorprese che avrebbero dell’incredibile, non ha ottenuto la fiducia dopo le difficile ultime settimane.

Salvare il salvabile – L’allenatore manager, il direttore sportivo inesperto ma pronto a mettersi in gioco, una squadra sì con delle contraddizioni, ma dai valori indiscutibili. Questo diceva l’estate, il resto però è stato un’agonia che dalla sconfitta contro la Juventus in avanti ha portato a una conclusione per la quale mancano soltanto gli annunci. Tommaso Giulini vuole, ancora una volta, scegliere in prima persona il futuro del governo rossoblù. C’è una crisi da affrontare, c’è una squadra da far uscire dalle sabbie mobili, c’è un’impresa da compiere. Normalizzare è la parola d’ordine. Ecco che così i nomi, facendo esercizio di realismo, restano quelli di coloro che sono disposti a cercare un rilancio o, magari, a traghettare sperando non prendano le sembianze di piccoli Caronte.

Tra panchina e scrivania – Seduto, da solo. La panchina della Sardegna Arena ha accolto Pierluigi Carta nel post partita contro il Torino, dopo la presumibile sfuriata di Giulini dentro lo spogliatoio con squadra e allenatore. Un segnale, una sorta di comunicato non scritto. Il direttore sportivo messo in sella dal presidente la scorsa estate sembra ormai pronto a salutare la prima squadra, per tornare a occuparsi al 100 per cento del settore giovanile. Si parte da lì, dal cambio dietro la scrivania, dalla scelta di sterzare e, probabilmente, tornare al passato. Stefano Capozucca non ha mai nascosto la voglia di riprendere in mano una squadra come direttore sportivo, il rapporto con Giulini rimasto amichevole anche dopo l’addio del 2017, ora proprio lui potrebbe essere richiamato a dare una mano. Le parti sono in contatto e non da oggi, la fumata bianca pare quasi una formalità. Con il ritorno di Capozucca, lasciando sempre aperto lo spiraglio di un nulla di fatto, ecco che il toto allenatore prenderebbe forma. Una margherita da sfogliare e che dipende anche dalle intenzioni del Cagliari. Quale futuro aspetterà chi deciderà di sostituire Di Francesco? Perché tra un contratto fino a giugno con o senza opzione di rinnovo in caso di salvezza e un contratto fino a giugno, ma del 2022, passa un mondo. Un mondo che potrebbe essere decisivo per unire le strade, ad esempio, di Leonardo Semplici e della panchina rossoblù.

Opzioni – In pole, almeno secondo le intenzioni del Cagliari e come anticipato ieri nel post partita, ci sarebbe dunque l’ex allenatore della Spal, ancora sotto contratto con i biancoblu fino al prossimo giugno. Non sarebbe un problema terminare in anticipo un rapporto interrotto di fatto con l’esonero della passata stagione, ma il nodo è cosa vorrà offrire Giulini all’allenatore con un passato in Sardegna da giocatore del Sorso. La trattativa tra le parti è in corso, ma non è delle più semplici, appunto. Intanto la volontà dell’allenatore toscano di accettare solo nel caso di un contratto che vada oltre la fine di questa stagione. Non l’unico intoppo, perché tra situazione staff – Semplici vorrebbe avere con sé i suoi uomini di fiducia – e quella contrattuale le difficoltà non sono poche. Ed è qui che potrebbe saltare il banco, perché l’ex Spal ha già rifiutato la panchina del Crotone e ha perso quella dell’Udinese che sembrava a un passo prima della conferma di Gotti. Rimettersi in gioco per un’impresa disperata senza garanzie sul futuro e senza i suoi uomini di fiducia non lo affascina, per usare un eufemismo. Un’altra opzione, dal punto di vista caratteriale senza dubbio il miglior normalizzatore possibile, è quella di Roberto Donadoni. Giulini starebbe provando a tastare il terreno con l’ex dei tempi celliniani, una soluzione gradita alla piazza e che porterebbe probabilmente quell’entusiasmo ormai ai minimi termini. Ultima esperienza in Cina, ora senza contratto, resta da capire quanto l’ex CT della nazionale italiana voglia buttarsi in un’impresa disperata. Se nessuno dei due “normalizzatori” accettasse la corte rossoblù, ecco che a quel punto potrebbero salire clamorosamente le quotazioni di Massimo Rastelli. Un ritorno come quello di Stefano Capozucca, con il duo della promozione e del miglior campionato di Serie A della gestione Giulini che si riformerebbe all’improvviso. L’allenatore campano non direbbe di no alla Sardegna e al Cagliari, le condizioni sul futuro probabilmente sarebbero meno stringenti rispetto a Semplici e Donadoni. Una sfida, un all-in di Rastelli che avrebbe così l’opportunità di giocarsi il tutto per tutto e di guadagnarsi la stima di un ambiente che si è spesso diviso sul suo nome.

Resta in piedi anche l’ipotesi di soluzione interna: da una parte i nomi provenienti dal settore giovanile (Agostini, Zini), dall’altra la possibile conferma di una parte dello staff di Di Francesco, guidato magari dal vice Calzona come supposto dall’Unione Sarda. Una soluzione, questa,
di “continuità a metà” che certamente non andrebbe a intaccare le casse del club rossoblù, aspetto da non trascurare in era Covid. Sempre più difficile, infine, la possibilità che sulla panchina rossoblù si sieda un outsider. Da Andreazzoli a Zenga come estrema ratio, con l’Uomo Ragno è in prima linea per il ritorno a Crotone.

La certezza appare ormai che proprio a Crotone sulla panchina del Cagliari dovrebbe esserci un nome nuovo, così come in tribuna a osservare assieme al presidente l’ennesima ultima spiaggia un nuovo direttore sportivo. Repulisti, pulizie di una primavera che si avvicina, tra un Capozucca pronto a tornare a un allenatore che dovrebbe cercare il miracolo sportivo con un gruppo ai minimi termini dal punto di vista del morale. La classifica non ha perdonato l’attesa, anzi, ha solo messo il coltello nella piaga. L’ennesimo anno zero rossoblù sta per finire come peggio non poteva, lo spettro della retrocessione prende sempre più corpo, la salvezza passa dalle scelte dei prossimi giorni.

Matteo Zizola – Francesco Aresu

 
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