Pavoletti crea (troppa) dipendenza

Quanto ha pesato il rendimento realizzativo del centravanti livornese per le sorti del Cagliari? Tanto, forse addirittura troppo.

Sali in macchina, aggiusti il sedile, regoli lo specchietto e parti. Gesti quotidiani, che fai senza pensarci, un po’ lo stesso che hanno vissuto i tifosi rossoblù in questa stagione: compri il biglietto, trovi il tuo posto alla Sardegna Arena, esulti per un gol di Pavoletti. L’abitudine però, nel calcio come nella vita, è la peggiore delle dipendenze. E quello visto in questa stagione è un Cagliari molto dipendente, da Pavoletti ma non solo. Il Pavo ha realizzato il 44% delle reti dei rossoblù nell’ultima Serie A. Quasi la metà delle marcature del Cagliari portano la sua firma: 16 su 36 totali. Solo due squadre hanno fatto meno gol della banda Maran in campionato, le ultime due retrocesse: Chievo (25) e Frosinone (29). Nessun giocatore ha inciso tanto come Pavoletti nella percentuale dei gol segnati per il proprio club in Serie A. Per fare un esempio, lo stesso capocannoniere Quagliarella ha realizzato “solo” il 43% dei gol della Sampdoria in stagione. Se togliamo le marcature dell’attaccante livornese i sardi avrebbero 15 punti in meno in classifica, e con 26 punti sarebbero 18esimi e terzultimi.

Pavoletti per fortuna c’è. Il problema del Cagliari però è più ampio e non riguarda solo la dipendenza da quello che è il suo bomber. Il difetto maggiore è riuscire ad andare a segno con gli altri giocatori. Se Pavo fa il 44% delle reti rossoblù l’altro 19% porta la firma di Joao Pedro. Nessuna squadra è così dipendente, in tutta la Serie A, per rendimento da una singola coppia di giocatori. Quanti punti ha fatto il Cagliari considerando le partite dove Joao e Pavoletti non sono andati a segno? 10, quattro pareggi e due vittorie, firmate da Barella contro l’Atalanta e da Farias con il Genoa. Per capirci, il Cagliari in stagione in A ha giocato sei partite senza Pavoletti: una sola volta ha vinto, la già citata partita con il Chievo. Il compito più arduo per Maran sarà riuscire a spezzare questa dipendenza del suo Cagliari. Avere un gioco basato su una punta forte e presente come Pavoletti è più che logico, non avere però delle alternative a questo sistema tattico può essere molto pericoloso.

Roberto Pinna

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