Gaston Pereiro contro il Napoli nella passata stagione

Pereiro-bis, ma c’è posto nel Cagliari di Di Francesco?

Una seconda possibilità non si nega a nessuno soprattutto se la prima non è stata colta più per cause esterne che per propria volontà. Dimostrare di meritare un’altra occasione resta però compito di chi vuole averla, convincere chi ha il potere di decidere della tua sorte non è semplice soprattutto se nel frattempo la concorrenza è cresciuta. Da nuovo innesto per il salto di qualità a oggetto misterioso il passo è breve, la differenza la fanno il carattere e anche una buona dose di fortuna.

Gastón Pereiro è tornato ad allenarsi con il gruppo, il Cagliari ritrova così il proprio acquisto a sorpresa dello scorso mercato di gennaio dopo le tante peripezie che l’hanno coinvolto da quando ha messo piede in Sardegna. Un ingaggio importante da meritarsi, un affare a basso costo di cartellino ma con un contratto non da poco per le casse rossoblù e che a oggi non è stato ripagato dalle prestazioni sul campo. Non c’è due senza tre, dopo Maran e Zenga per Pereiro arriva il momento di convincere il terzo allenatore in pochi mesi e non sarà una sfida facile ora che con il cambio tattico non solo il nuovo arrivo Adam Ounas, ma anche Nahitan Nández sono sulla sua strada come avversari.

Il 4-3-3 previsto con l’arrivo di Di Francesco sembrava poter essere l’abito giusto per il Tonga, il nuovo modulo e le caratteristiche richieste dal tecnico abruzzese ai suoi esterni cozzano però con quanto Pereiro potrebbe portare in dote alla squadra. Il suo gioco tra le linee e quel desiderio di ricevere palla sui piedi più che nello spazio non si sposano con le idee di Di Francesco che al contrario chiede agli esterni offensivi profondità e aiuto in fase di non possesso.

Ecco che così potrebbe tornare di moda quel ruolo di sottopunta che gli veniva richiesto da Walter Zenga durante il suo breve interregno. Un vice Joao Pedro, posizione abbastanza consona alle caratteristiche di Pereiro soprattutto se utilizzato più come numero dieci libero di svariare che come seconda punta in appoggio a Simeone. In quella zona ecco che la sua capacità di posizionarsi tra le linee e di mettere il suo sinistro al servizio dei compagni potrebbero diventare un’arma importante, con meno compiti difensivi e meno corsa in verticale.

Dopo il gol contro la Roma ormai datato marzo, lo stop per il Covid è stato l’inizio di un incubo per Pereiro. Infortuni muscolari, la scomparsa del padre, la frattura del piede, un carattere già di per sé non esattamente uruguaiano messo a dura prova dagli eventi. L’obiettivo è convincere sia Di Francesco che il presidente Giulini e il tempo per farlo non è tanto. Gennaio infatti è vicino, due mesi separano il Tonga da un mercato che così come lo ha visto protagonista in questo 2020 potrebbe vederlo protagonista nel 2021, ma questa volta per allontanarsi dalla Sardegna. Pereiro osservato speciale, ora tocca a lui buttare il cuore oltre gli ostacoli e cancellare un futuro da meteora diventando al contrario protagonista e il vero nuovo acquisto del Cagliari di questa stagione.

Matteo Zizola

 

AL BAR DELLO SPORT

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Enrico
Enrico
31/10/2020 14:00

Credo sia stato un acquisto affrettato della società, senza avvallo dell’allenatore di allora, che peraltro è’ ambiato come pure il DS, lento, tecnico e poco grintoso, non credo avra’spazio nel Cagliari

Ugo Paoli
Ugo Paoli
30/10/2020 22:18

Nel gioco del calcio attuale,senza corsa non potrebbe giocare nemmeno Maradona.Pereiro si muove pochissimo,vuole il passaggio ai piedi e nella fase di non possesso non segue l’avversario:se non cambia atteggiamento,non troverà spazio.

Carlo
Carlo
30/10/2020 09:30

C’e’ posto si perche’ puo’ sempre servire come rincalzo perche’ quello che ha fatto vedere fino ad ora e’ da riserva, pero’ con il tempo sta a lui far vedere che puo’ fare di piu’ di una semplice riserva….

Andrea
Andrea
30/10/2020 01:03

Pereiro è appena arrivato e già dovrebbe partire? Ma non diciamo…

Andrea
Andrea
30/10/2020 00:58

C’è posto… E che dobbiamo avere gli esterni contati? Non è che si va avanti con solo 11 titolari che giocano sempre.