Quando Lev Jašin sfidò il Cagliari di Scopigno

L’annata 1968-69 costituisce per il Cagliari la prima grande vetrina nazionale.

Dopo gli oscillanti piazzamenti degli anni precedenti, in quell’anno pare essere arrivato il momento buono per la compagine rossoblù. Il Cagliari, dopo la vittoriosa gara casalinga con il Torino del 24 novembre 1968, prende la testa della classifica e la mantiene fino al termine dell’anno. Il campionato si ferma per la sosta natalizia il 22 dicembre. Il Cagliari pareggia 0 a 0 a Verona e si mantiene al primo posto. Il torneo riprenderà soltanto il 12 gennaio, in mezzo, oltre le festività di Natale rientrano anche le amichevoli della nazionale in Messico, nel test pre-mondiale, con Albertosi, Riva e Boninsegna convocati.

Chi rimane in Sardegna prepara le amichevoli con le fortissime Spartak e Dinamo Mosca. La prima gioca a Cagliari il 31 dicembre 1968 e lo Spartak si impone con il netto punteggio di 4 a 1. L’incontro di domenica 5 gennaio 1969 è più atteso perché l’estremo difensore della Dinamo Mosca è nientemeno che Lev Jašin. Probabilmente il più grande portiere di tutti i tempi ed unico estremo difensore a vincere il Pallone d’oro (1963) nella storia. Purtroppo mancò la sfida con i due assi d’attacco del Cagliari Riva e Boninsegna, ma il pubblico non mancò ugualmente di presenziare allo storico incontro giocato sul terreno dell’”Amsicora”. Queste le formazioni agli ordini dell’arbitro Lattanzi di Roma:

Cagliari: Reginato, Martiradonna, Longoni, Tomasini, Niccolai, Longo (Ferrero), Nenè, Cera (Zignoli), Brugnera, Greatti, Hitchens (Ceccolini).

Dinamo Mosca: Jašin, Shatapox, Riabov, Zykov, Maslov, Anitchkin, Smirnov (Ivanov), Siomin, Avrutski (Suslov), Avrishichin, Larin (Estrekov).

La Dinamo si porta subito in vantaggio al 2’ con una rete di Evruschikin. Il Cagliari manovra bene ed i russi rimangono favorevolmente colpiti dal gioco di Mario Brugnera. Ottima la prova di Tomasini, che in quel periodo risultava chiuso dall’ottimo stato di forma di Niccolai. Lodevole la prova di Ceccolini. Alla lunga però lo schieramento proposto dal “filosofo” deve soccombere, i russi raddoppiano poco prima dello scadere del primo tempo, al 44’ con Avrutski. Decisive in entrambe le segnature due indecisioni di Adriano Reginato, al quale non si poteva chiedere molto di più, vista la lunga inattività. Oltretutto durante i novanta minuti di gioco compie diverse pregevoli parate. Jašin invece se la cava bene e per tutta la durata dell’incontro verrà impegnato in qualche rara occasione con tiri di Hitchens, Brugnera, Nenè e del giovane Ceccolini. Conclusioni in gran parte scagliate dalla distanza. Due anni dopo “ragno nero” si ritira dal calcio giocato. La gara d’addio, giocata a Mosca in uno stadio “Lenin” tutto esaurito, vede sul campo giocare in suo onore le maggiori stelle del calcio mondiale dell’epoca.

Mario Fadda

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