Immagine di gioco dell'Olbia

Riforme e futuro: e se l’Olbia avesse una rosa tutta sarda?

Eppur si muove. Nell’attenzione generale focalizzata sulla Serie A e sul suo destino negli altri campionati italiani, dalla Serie B in giù, il pallone sta continuando a rotolare. Tra immobilismo e attesa di decisioni dall’alto anche il resto dell’Italia del calcio ha bisogno di certezze per il proprio futuro. A cominciare dall’Olbia che sta valutando e ideando il suo progetto per la prossima stagione dopo la decisione della sospensione del campionato.

Le parole di Marino

Sul tema riforma del calcio dalla Serie B in giù è intervenuto ai microfoni di Gianluca Di Marzio anche il presidente dei bianchi, Alessandro Marino: “La base è rivedere lo status di ‘professionisti’, in C non possiamo essere paragonati a club di Serie A e B. Il protocollo sanitario è inattuabile in Serie C, sia sul piano finanziario che sanitario. Non sarei affatto contrario al progetto di dividere la terza serie in “C Élite” e Serie C. La prima con un solo girone nazionale, sulla falsa riga della Serie B, e la seconda con due gironi da 20 squadre semiprofessionistiche. Sarebbe un’idea per dare più appeal televisivo alla C Élite e meno pressioni fiscali alla Serie C”. In questo scenario il dubbio è sulla formulazione dei  due campionati di C: “Semplice, in base alle classifiche della prossima stagione. In questo modo ci sarebbe un principio meritocratico e il Governo avrebbe un anno di tempo per definire gli status professionistici e semiprofessionistici”.

Che Olbia sarà?

Inutile dire che in questo contesto tra riforme e cambiamenti del calcio post Covid-19 per l’Olbia, dopo i patemi di questa stagione, la prossima diventerebbe fondamentale per fare o meno il salto di qualità. E che Olbia ha in mente Marino con i suoi collaboratori? In attesa di capire che destino avrà la Lega Pro, nell’ottica della riforma potrebbe essere interessante sfruttare questa ondata di cambiamento con una “rivoluzione” anche ideologica, per così dire. L’idea da avanzare – ambiziosa quanto affascinante – sarebbe quella di creare una squadra fortemente legata al territorio, una sorta di squadra pro tutta sarda, come in parte si è già vista anche negli ultimi anni, ma con una componente di giocatori nati fuori dall’isola ancor più ridotta all’osso. Una decisione che potrebbe pagare dal punto di vista del costo degli ingaggi e che potrebbe attirare anche più pubblico, vista la forte matrice isolana. Per intraprendere questa strada però l’Olbia non dovrebbe affidarsi unicamente alla Primavera del Cagliari, come spesso successo nelle ultime stagioni grazie al legame creato con i rossoblù. Per avere una squadra pronta e tutta made in Sardinia i bianchi guarderebbero ad alcuni dei migliori giocatori di Serie D sardi (in gran parte giovani da valorizzare), sparsi tra le società dell’isola e dello Stivale.

Qualche possibile nome

In questo contesto che rosa potrebbe andare a creare l’Olbia nel 2020-21? Tolto Roberto Ogunseye, già ceduto al Cittadella nella scorsa sessione invernale di mercato e rimasto in Gallura per finire la stagione, sono tanti i nomi in ballo. Tra i pali una delle idee per questo nuovo progetto potrebbe essere quella che porta al nome di Giuseppe Ciocci. Il 2002 della Primavera rossoblù ha già fatto il ritiro e delle panchine con i grandi, tanto da poter essere rischiato tra i pro per capire i suoi margini di crescita. Sulle fasce resterebbe l’esperienza di Pisano, alla quale aggiungere un nome di prospettiva della D come Nicola Raimo del Budoni oppure Fabio Porru, sempre dalla Primavera rossoblù, mantenendo invece in rosa i vari Mastino e Pitzalis. Mentre al centro, dopo l’idea di gennaio, potrebbe riprendere forma l’ipotesi di Andrea Carboni dal Cagliari, accompagnato da un nome di provata esperienza in Serie C come Davide Moi del Muravera. In mezzo al campo potrebbe restare Lella – magari dopo un ritiro con il Cagliari? – e con lui anche Biancu, nonostante le tante richieste, dato l’apprezzamento nella piazza del ragazzo. La novità nel mezzo potrebbe essere Andrea Demontis, ora alla Sanremese, ma già in passato in Lega Pro con le maglie di San Marino e Melfi. Le idee tutte sarde più interessanti però sono per l’attacco. In una logica di andare a pescare non solo tra i giovani ma anche tra i giocatori isolani già formati, un duo composto da Antonio Mesina e Gigi Scotto potrebbe (finalmente) accendere l’interesse della piazza. Con alle spalle un figlio della Gallura come Spano (ora al Racing Aprilia) e un giovane rampante come Riccardo Doratiotto che, prima dell’infortunio, non si era approcciato male alla realtà olbiese.

Roberto Pinna

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Serie C

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Francesco
Francesco

Marco Russu …70. classe 95….70.presenze serie C…3 panchine serie A ecc.ecc ecc…..NO!!! …ma di che cosa stiamo parlando di ragazzini senza fama e lode….come visto quest anno a OLBIA….

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