Tommaso Giulini | Foto Valerio Spano

Rinnovi e cessioni: le strategie del Cagliari per il bilancio

Il bilancio economico di una società di calcio, come tutti i bilanci, non è facilmente leggibile. Tecnicismi, segni più e meno, linee tracciate che portano all’attivo o al passivo finale. D’altro canto, al di là degli aspetti più complicati, si possono trovare delle curiosità di semplice interpretazione che possono dare anche alcune idee sulle ragioni di un certo tipo di gestione sportiva.

Una parola importante: ammortamento – Nel valore di un giocatore nel bilancio economico entrano in gioco aspetti meramente matematici. Altra cosa è, invece, il valore di mercato che prescinde – non completamente sia chiaro – da quello messo nei conti societari. Nello stesso bilancio del Cagliari 2019-2020 il meccanismo è spiegato nero su bianco. Intanto “i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono iscritti al costo storico di acquisizione (…) compreso il costo dei procuratori che hanno assistito la società”, anche se esistono “piani di ammortamento a quote decrescenti correlati all’intera durata dei singoli rapporti”. Spesso e volentieri il Cagliari ha annunciato rinnovi contrattuali in itinere, pur se la scadenza non era ravvicinata. Questo perché “il piano di ammortamento originario può subire un prolungamento nell’ipotesi di rinnovo anticipato del contratto rispetto all’originaria scadenza”.

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Bilancio e mercato – Nel momento in cui il Cagliari tratta la cessione di un proprio calciatore va da sé che un occhio venga messo sul bilancio. Il valore del giocatore, economico s’intende, diventa la base per ottenere una plusvalenza o per capire quanto sarà un’eventuale minusvalenza. Il valore di giocatori come ad esempio Bradaric, acquistato per 6 milioni e ora a bilancio per 2,7 circa, spiega perché ci sia difficoltà a concludere certe trattative. La stella polare è evitare un segno meno a bilancio. Alberto Cerri, per utilizzare un altro esempio noto, risulta acquistato dalla Juventus per 9,7 milioni di euro, ma al 30 giugno 2020 è a bilancio per 3,6 milioni. Una sua eventuale cessione per 4 milioni non sarebbe dunque una perdita, ma una plusvalenza. Ionita, ceduto al Benevento con ancora un anno di contratto e un valore a bilancio di 300mila euro, nonostante sia stato acquistato dal Verona per 4,5 milioni riuscirà a portare una plusvalenza nel prossimo bilancio proprio grazie al sistema degli ammortamenti.

Curiosità – Ci sono poi guadagni che arrivano da bonus raggiunti che difficilmente sono conosciuti prima della pubblicazione del bilancio. Nel caso di quello del 2019-2020 del Cagliari si trovano alcuni dati curiosi. Alla voce “altri proventi da gestione calciatori” si è passati dai 950mila euro del 2018-2019 ai quasi 4 milioni del 2020. Quattro milioni che nascono non solo dall’uno e mezzo arrivato dall’Inter per le prime 20 presenze di Barella in nerazzurro e l’1,1 per le successive venti, ma che coinvolgono anche il primo punto ottenuto dal Genoa con Pajac in campo (300mila euro), i 3mila euro ottenuti con il terzo gol segnato da Melchiorri a Perugia, i 908mila ricevuti dalla Juventus come premio alla trentunesima presenza di Luca Pellegrini in rossoblù. Altri dati di una certa importanza e che danno l’idea di un cambio di gestione – soprattutto nei rapporti – sono quelli relativi alle consulenze dei procuratori, passate dai 731mila euro del 2019 ai 3,6 milioni del 2020, quelli dei diritti d’immagine, da 0 del 2019 a 943mila del 2020, fino ai premi, dai 3,5 milioni ai 4 milioni dell’ultimo bilancio.

Rinnovi – L’estensione dei contratti prima della naturale scadenza è una mossa normale anche per evitare il deprezzamento di un calciatore. L’importanza, però, risiede anche nei piani di ammortamento come spiegato sopra. Il rinnovo del contratto di Alessio Cragno per due anni, dal 2022 al 2024 e quello di Pavoletti per una stagione fino al 2023 sono un esempio in tal senso. Curiosa anche l’estensione del contratto di Gastón Pereiro. L’uruguaiano, infatti, è stato acquistato dal Cagliari nel gennaio 2020 con un accordo fino a giugno 2021, accordo rinnovato durante l’ultimo esercizio fino al 30 giugno 2024. A proposito di contratti e stipendi, il Cagliari per ovviare all’impatto del Covid sul bilancio “ha raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della Prima Squadra per la rinuncia dei compensi relativi alla mensilità di aprile 2020, con un effetto positivo di circa 3,6 milioni sull’esercizio 2019-2020”.

C’è poi un ultimo aspetto, quello relativo ai costi del personale – inteso come calciatori – alla voce stipendi fissi. Nel 2019 29,2 milioni, nel 2020 24,7 milioni. Come spiegato a pagina 71 del bilancio 2019-2020, “le performance sportive dei giocatori, i cui contratti prevedono in alcuni casi significative componenti di remunerazione variabile condizionate al raggiungimento di determinati obiettivi individuali o collettivi, sono suscettibili di generare variazioni rilevanti nei costi del personale”. Tanti dati, diversi segnali, un’unica certezza: il mantenimento della categoria resta l’obiettivo minimo e insindacabile, lo chiedono sia l’aspetto sportivo che soprattutto quello economico.

Matteo Zizola

 
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