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Sacrifici e rispetto: i messaggi di Capozucca al Cagliari

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Andare al massimo, senza nascondersi e senza mezze parole. Messaggi lanciati che aspettano le risposte dei destinatari, segnali più o meno criptici ma con indirizzi scritti a chiare lettere sulla busta.

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Parola d’ordine

“Il direttore non fa solo il mercato, sono di sostegno al mister e al gruppo. Sarebbe riduttivo vedere solo il mercato in un ds”. Si presentò così Stefano Capozucca il giorno del suo ritorno in Sardegna lo scorso febbraio. Il compito assolto con la salvezza, in un momento in cui le trattative erano chiuse e il suo lavoro era solo quello lontano dalla scrivania. Oggi però che il campionato è finito e c’è una nuova stagione da pianificare, il direttore sportivo rossoblù mette tanti puntini sulle i. Partendo da un concetto chiave messo in chiaro prima di lasciare spazio alle domande dei giornalisti. “Il Cagliari merita maggiore rispetto”. Non solo dagli avversari, perché “questo devono capirlo anche i giocatori”.

Soldi, soldi, soldi

Voglio proprio vedere come va a finire. Va al massimo Stefano Capozucca e lancia più di una sfida, dentro il Cagliari, ma anche se non soprattutto fuori dal Cagliari. Ai propri giocatori, con Ceppitelli e il suo rinnovo posticipato in nome della salvezza e “quando parlo di rispetto molti dovrebbero imparare da lui“, e lo sguardo a un futuro nel quale “il Cagliari non può sopportare uno stipendio così importante” come quello di Godín. E sul Faraone i dubbi solo economici come cartina di tornasole del mercato che sarà, ma anche della posizione della società rossoblù nel braccio di ferro per Radja Nainggolan con l’Inter. Godín è tema spinoso, il giocatore che ha espresso il desiderio di restare e onorare il contratto, il Cagliari che però chiede tra le righe di rivedere l’accordo da 3 milioni a stagione. Discorsi economici che portano alla chiusura sulla conferma di Rugani, che alzano i dubbi sul riscatto di Sottil (al netto del controriscatto in mano alla Fiorentina), che aprono alla cessione di Alessio Cragno perché “qualche operazione dolorosa dovremo farla” e, ancora, “se c’è una richiesta per Cragno la valuteremo e potrebbe andare via”. 

All’attacco

Il Cagliari però merita rispetto, dai suoi calciatori, ma soprattutto dall’esterno. Non solo un richiamo all’ormai nota querelle Benevento, ma anche a chi vorrebbe portare avanti prove di forza contro le quali la società rossoblù è pronta. Godín è l’esempio per lanciate anche un segnale all’Inter per Radja Nainggolan. “Non vengono incontro alle nostre esigenze, normale sarà un tormentone. Questa è una situazione di difficoltà per noi e il calciatore”, non a caso Capozucca mette anche il Ninja dentro la stoccata. La volontà del belga è chiara, l’Inter deve ascoltarla. “Ci è servito un uomo come lui, non è un discorso semplice” la chiusura del direttore sportivo, come a dire che Nainggolan è obiettivo primario, ma alle condizioni del Cagliari. Così come per Nahitan Nández, “non lo determiniamo noi, ma il mercato” in merito a un’eventuale cessione, d’altronde “se arriva una grande offerta la valuteremo”. Tradotto, da quanto chiediamo per il León non si scappa.

Capozucca ha dunque lanciato palla lunga, spazzato l’area da attacchi e anzi, è andato in contropiede contrattaccando. La parola ora passa a chi è dall’altra parte del campo, ma il messaggio è chiaro. Il Cagliari ha nell’esperienza del suo direttore sportivo, mediatica e di fatto, un’arma in più sul mercato e nei rapporti di forza negli uffici delle trattative. Per andare al massimo, a gonfie vele, e vedere come andrà a finire.

Matteo Zizola

 
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