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Se non mi lasci ti cancello: Godin da esubero a leader nel Cagliari

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“Come cambia la vita in poche settimane”. Sembra il titolo di un film ma è soltanto la storia dell’ultimo periodo vissuto tra Uruguay e Sardegna da Diego Godin. Dalle valigie pronte al nuovo – vecchio – ruolo da leader nella difesa rossoblù. Con le incertezze di un futuro lontano dall’isola lasciate ormai definitivamente alle spalle, ora il “Faraone” è pronto a condurre il Cagliari verso quella terra promessa chiamata salvezza.

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Esordio
Nel debutto in campionato contro lo Spezia Leonardo Semplici ha schierato il proprio comandante in mezzo alla sua tipica difesa a tre. Ai suoi fianchi, il 2000 Walukiewicz e il 2001 Carboni, giovani “discepoli” in una linea arretrata in cui gli è stato da tempo assegnato il ruolo di maestro. Doveroso dunque ricordare il contenuto della prima lezione della nuova annata: chiusure, attenzione, contrasti vinti (tre in totale, il dato migliore tra i rossoblù) e conclusioni verso la porta avversaria. Due quelle registrate dalla piattaforma di raccolta dati Opta contro i bianconeri, a testimonianza della presenza in area dell’uruguaiano richiesta dal tecnico toscano per questa stagione. Secondo quanto riportato da WhoScored, poi, Godin ha completato positivamente il 91% dei passaggi tentati contro i bianconeri di Thiago Motta e ottenuto una valutazione finale di 6,88 punti. Numeri importanti per il trentacinquenne in uno scacchiere tattico “sempliciano” che sembra non poter più prescindere dal proprio esperto centrale e che potrebbe presto accogliere un altro uruguaiano, Martin Caceres, svincolatosi dopo l’esperienza in maglia Fiorentina e pronto a rafforzare una retroguardia sarda ancora troppo incline a vecchi e pesanti errori di posizionamento.

Milan nel mirino
Domenica, nel posticipo delle 20.45, Godin ritroverà Milano, prima casa italiana dal momento del suo sbarco nel “bel paese” nell’estate del 2019. Una città in cui ha cominciato a studiare la teoria della difesa a tre dal rigido professor Conte prima di proseguire il proprio tirocinio con Semplici in panchina. Davanti al classe ’86 di Rosario, nello scenario di un San Siro pronto a colorarsi di nuovo di tifosi, il Milan di Stefano Pioli, reduce dalla vittoria del Ferraris con la Samp e orfano di Ibrahimovic. Quasi un beffardo scherzo del destino a pochi giorni da un sorteggio di Champions League che ha visto il club italiano e quello spagnolo ritrovarsi nello stesso raggruppamento a sette anni di distanza dal loro ultimo confronto. L’11 marzo del 2014, i biancorossi si imposero per 4-1 nell’ottavo di finale del Calderón. Una sfida che segnò l’addio del Milan a quella competizione mai più centrata e che vide protagonista nel cuore della difesa dei colchoneros proprio Godin.

Semplici non ha dubbi: in casa di Giroud e compagni si affiderà ancora una volta al suo comandante Godin, pronto a centrare la trentunesima presenza in maglia sarda a pochi giorni dal 31 di agosto. Una giornata che farà scorrere i titoli di coda su un film estivo che ha visto l’uruguaiano abbandonare le proprie valigie e riprendere il proprio posto nel cuore difensivo del Cagliari.

Alessio Caria

 

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