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Roberto Biancu in Olbia-Cesena | Foto Sandro Giordano - Olbia Calcio

Serie C | Olbia, l’impegno non basta: cercasi disperatamente un centravanti

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Otto sconfitte su quindici gare, ma soprattutto soltanto due vittorie. Il ruolino di marcia messo insieme fin qui dall’Olbia di Roberto Occhiuzzi non può che definirsi deludente e ampiamente al di sotto delle aspettative iniziali della piazza, a cominciare dalla dirigenza. Questo lo sanno anche i muri, in città, perché basta una veloce analisi numerica – 10 gol in 15 gare, il solo Spagnoli, capocannoniere del girone B con la maglia dell’Ancona, ne ha messo a segno 9 – per capire dove risieda il principale problema della truppa guidata dall’ex Cosenza.

Per rispondere si resta nell’ambito delle banalità, ma una squadra che non segna fa fatica a far punti, specie se viene punita alla prima (e unica) vera ingenuità del match. Difficile fare punti contro un Cesena cinico e ricco di alternative offensive: Toscano si è potuto prendere il lusso di lasciare in panchina per un’ora un certo Corazza, grazie anche a un undici che mescola bene esperienza e gioventù, che ha accelerato nel momento decisivo e ha rischiato poco o nulla, come dichiarato a fine partita dallo stesso tecnico bianconero. Dati alla mano, come detto quella contro il Cesena è stata la sconfitta numero 8 in campionato, che lascia l’Olbia a quota 11 punti al penultimo posto in classifica, a +2 sul San Donato Tavarnelle.

Cercasi alternativa a un finalizzatore
Che all’Olbia stia mancando disperatamente un centravanti d’area è risaputo: l’infortunio del sammarinese Nanni, alle prese da mesi con una lombosciatalgia (da cui non riesce a guarire), priva Occhiuzzi di una punta di fisico, in grado di garantire verticalità a una squadra ricca di attaccanti di fantasia e movimento, ma che quando deve cercare l’assedio è costretta ad alzare i due centrali di difesa, Bellodi e Brignani, in posizione di pivot. “Non devo piangermi addosso, ma cercare le giuste mosse per risolvere questa mancanza”, ha detto il tecnico olbiese in conferenza stampa, assumendosi probabilmente fin troppe responsabilità. Una cosa è certa: quest’Olbia ha una sua identità di gioco, decisamente migliore rispetto a inizio stagione, ma non riesce a trasformarla in un gioco che produca punti. E si torna alla premessa di questa analisi: senza fare gol è durissima riuscire a fare punti. A fine partita la Curva Mare ha contestato i vertici del club, con cori contro il patron Alessandro Marino (invitato a “parlare di meno”) e i dirigenti (definiti “incompetenti”). Una contestazione più che legittima, risultati alla mano, che deve far riflettere dalle parti di via Georgia: quali sono le soluzioni per risolvere questa crisi?

Nessun cambio in panchina
Salvo cataclismi inattesi, la risposta giusta non risiede nel cambio di guida tecnica, quanto piuttosto in una intelligente gestione del mercato, che riaprirà tra poco più di un mese. Un centravanti “vero” serve come il pane a questa squadra, dato che Babbi non ha quelle caratteristiche tecniche – nel precampionato ha fatto vedere le cose migliori in coppia con Nanni, agendo da seconda punta – e che non può sempre pensarci Ragatzu, ieri incappato in una giornata poco brillante grazie anche alla “gabbia”predisposta dal Cesena. In una gara poco entusiasmante sotto tutti i punti di vista, Occhiuzzi può consolarsi con la prestazione di Roberto Biancu: uomo ovunque del 3-5-2 disegnato dal tecnico calabrese, l’ex Cagliari da mezzala si è mosso benissimo ed è l’unico insieme a Mordini a essere risultato pericoloso dalle parti di Tozzo. Il suo recupero ai livelli cui ha abituato nelle scorse stagioni potrebbe essere una delle chiavi di volta già dal prossimo turno, quando martedì Emerson e soci faranno visita all’Alessandria, che precede l’Olbia di due punti. “Dobbiamo ovviare all’assenza di un finalizzatore con un fraseggio maggiore e una costruzione più pensata della manovra”, ha detto a riguardo Occhiuzzi, ben consapevole che per fare punti contro una delle dirette concorrenti per uscire dalla zona calda della classifica servirà una prestazione più attenta in fase difensiva ma, soprattutto, il ritorno al gol che manca da due gare. A quest’Olbia i gol servono come servono i punti, per evitare di sconfessare gli obiettivi di inizio stagione (ovvero i playoff) già dopo il girone d’andata, fin qui davvero deludente.

Francesco Aresu

TAG:  Olbia Serie C
 
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