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Serie D: come gioca la nuova Torres di Alfonso Greco

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Fame, fame e ancora fame. Questa la parola chiave del precampionato della Torres targata Abinsula e Alfonso Greco in vista della prossima stagione di Serie D. Il gruppo sassarese ha tanta voglia di dimostrare di poter fare bene e di tornare protagonista nella categoria. Sentimento condiviso con la piazza, vista anche l’ottima risposta di pubblico in queste prime uscite in amichevole al Vanni Sanna. Ambizioni, pressioni e aspettative che avranno il loro peso nel percorso di avvicinamento alla Coppa Italia e al campionato.

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Esperienza al potere

La nuova Torres è partita da alcune figure storiche per i colori rossoblù, fuori dal campo ma anche e soprattutto sul terreno di gioco. I colpi del direttore sportivo Colombino con i rientri di due capitani come Scotto e Demartis, con l’esperienza di Bianchi unita alla voglia di Dametto, Lisai, Garau e Antonelli creano l’ossatura di una Torres che sembra avere gli anticorpi per un’annata che gioco forza dovrà vederla lottare per le primissime posizioni. Il ritorno di Masala dà dinamismo a un centrocampo che sembra il cuore pulsante di questa squadra, senza dimenticare la qualità da categoria superiore di Piredda, arrivato dal Carbonia e un po’ condizionato dagli infortuni nelle prime uscite stagionali. Diakite e Sabatini sono le novità alla voce imprevedibilità e forza offensiva.

Alternative di lusso

Nella costruzione della rosa con gli under e con i più giovani, anche se fuori dalla quota under, la Torres è partita da alcune certezze della scorsa stagione in quarta serie. Su tutti il centrocampista del 2000 Kujabi, e poi il miglior portiere della categoria Salvato. Confermati i due Pinna, Riccardo e Samuele Pinna. Da valutare in un contesto che punta a vincere da subito gli esterni di prospettiva: Rotunno, Mignogna, Turchet e Mukaj. I nuovissimi arrivati sono Tesio e Ferrante (lui over), centrocampista e difensore. Aveva ben impressionato Sadik ma è passato in prova al Genoa dopo alcune settimane in Sardegna. Attenzione infine a Ruocco che si è presentato in maniera spavalda – “Voglio la doppia cifra e la vittoria del campionato” -, ma che comunque in campo nelle prime uscite con Stintino e Monte Alma ha fatto vedere di giocare con confidenza nella sua nuova realtà.

Gioco

Prima di analizzare le attuali idee tattiche della Torres va fatta una premessa fondamentale: fin qui il gruppo di Greco non ha avuto la possibilità di confrontarsi con una società di pari livello. Problema atavico del calcio sardo, che ha per esempio anche l’Olbia in Serie C. Non ce ne vogliano le squadre di Eccellenza sarda, o di categorie inferiori, ma per valutare davvero la forza dei ragazzi di Greco bisognerà attendere altro tipo di partite. Detto questo, il campo anche ad agosto dà le sue indicazioni. E la prima Torres 2021-22 in amichevole ci ha fatto capire di avere tantissime soluzioni offensive. Non un 4-3-3 statico e improntato sul gioco degli esterni, come sulla carta con la rosa in costruzione ci si poteva aspettare.  Una sola punta e tanti trequartisti ad agire alle spalle, due punte e due veri esterni di centrocampo. Insomma, Greco può variare tantissimo i suoi giocatori in base all’inerzia della gara per provare a non dare punti di riferimento in attacco. Tra i più in palla Lisai, che si muove tantissimo e fa da collante tra i reparti. Per Scotto tanta corsa ma anche tantissimi palloni giocabili dentro l’area di rigore, una situazione che di solito lo fa rendere al massimo. Masala sembra l’anello perfetto per il centrocampo perché dei tre interni è quello con maggiori possibilità di inserimento e quando gli attaccanti sono chiusi è lui che può trovare nuovi spazi, magari con Piredda a inventare alle sue spalle. Difficile giudicare la difesa, dove Antonelli sembra già in forma campionato. Sugli esterni c’è stata tanta rotazione e forse ce ne sarà anche durante la stagione. Ecco, forse trovare una stabilità e una continuità di spinta sugli esterni difensivi potrebbe essere un aspetto da migliorare. Infine, ogni tanto c’è stata qualche leggerezza in costruzione dal basso. Ma ci sta in partite finite in goleada dove l’attenzione può calare in alcuni momenti. Insomma, è una Torres dalle buone indicazioni, anche se manca la fatidica prova del 9, che sembra avere anche diversi ballottaggi sui vari ruoli, specie nei terzini e sugli esterni di attacco. Un abbondanza che non scontenterà Greco. Ma come ama ripetere l’ex Lanusei, sorpresa della passata stagione: “Al momento sono tutti fiori, ne riparleremo quando arriveranno i punti in palio“.

Nota a margine: andrebbe clonato Giacomo Demartis. In teoria questa dovrebbe essere la sua ultima battaglia, quella per chiudere un cerchio. Poteva affrontarla con la serenità di chi ha già speso tutto e ora può godersi un ruolo da gestore dello spogliatoio. Invece l’ex Muravera e capitano dei rossoblù si è calato nella parte con la fame di un ragazzino che ha ancora tutto da dimostrare. Sicuramente un bel segnale per i più giovani che arrivano a Sassari, magari senza conoscere troppo l’ambiente. Moderno Peter Pan in salsa rossoblù

Roberto Pinna 

TAG:  Torres
 

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