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Serie D | Muravera, basta scuse. Uri sei sempre più da copertina

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Sentimenti contrastanti in quarta serie nel girone G per le sette sorelle sarde. La Torres non trova il successo nel pantano in casa del Gladiator ma vede cadere la capolista Giugliano per mano di un Atletico Uri sempre più sorpresa di questo girone. Rimpianti per Lanusei e Latte Dolce, crisi nera invece per Muravera e Carbonia. Rimandata a giudizio l’Arzachena, eletta squadra dei rinvii in questo inizio di stagione in Serie D.

Torres

Commentare la gara contro il Gladiator è difficile. Probabilmente in qualsiasi categoria dei professionisti la sfida sarebbe stata rinviata. Nel fango, nonostante sia una squadra più di tecnica che di lotta, la Torres ha anche costruito le occasioni per vincere in terra campana. Lo 0-0 con il Gladiator era quasi naturale in un terreno di gioco definito “impraticabile” dallo stesso tecnico dei sassaresi Alfonso Greco. Sicuramente lo stop del Giugliano, a sorpresa, poteva essere sfruttato meglio ma la squadra rossoblù è lì in classifica. Aprilia e Nuova Florida sono avanti solo un punto (24) mentre il Giugliano è avanti 5 lunghezze. Ragionamenti che non fa Greco – “Non guardo ai risultati delle altre” – ma che sicuramente fa la piazza. E la fame di rincorsa, di calcio vero e importante, in questo momento della stagione potrebbe essere la spinta in più per una squadra che oggettivamente sta trovando sempre di più la propria dimensione e la propria identità, nonostante le varie difficoltà del percorso. Il passaggio del turno in Coppa è un segnale: questo gruppo vorrebbe vincere sempre. Alla prossima al Vanni Sanna ci sarà proprio la Vis Artena battuta in Coppa Italia di Serie D, da capire come si evolverà in settimana la situazione in casa laziale dati i cinque casi di positività che hanno portato al rinvio a poche ore dal fischio d’inizio della gara contro l’Arzachena. Sarà comunque uno scontro al vertice, perché l’Artena dopo alcuni passi falsi iniziali ha ripresa a correre, così come nella passata stagione, ed è sesta nonostante una gara in meno giocata.

Atletico Uri

Dopo due passaggi a vuoto che avevano lasciato qualche dubbio, la squadra dalle mille risorse è tornata. E lo ha fatto nel migliore dei modi, prendendosi la copertina per essere riuscita a sconfiggere il Giugliano, fin qui capolista e vera schiacciasassi del Girone G. Davanti a una cornice di pubblico entusiasmante, per una volta in trasferta a Usini, l’Atletico Uri ha lanciato un segnale al campionato: anche i gialloblù di Ferraro possono essere sconfitti. Chi non avesse assistito alla partita del Peppino Sau a leggere il tabellino potrebbe affermare: vabbè, un 1-0 grazie a un calcio di rigore. E invece no: perché la superiorità dei giallorossi di Massimiliano Paba non è mai stata in discussione. Cardone e soci hanno giocato la partita perfetta? Quasi, perché in realtà ci sarebbe stato spazio per segnare almeno un’altra rete, ma meglio tenersela buona per altre occasioni. La prestazione offerta dagli uresi a Usini è stata il frutto di un capolavoro tattico di Paba e del suo staff: zero spazi lasciati agli attaccanti campani, una difesa arcigna ma in grado di ripartire e tanta, tantissima grinta da parte di tutti. Incerti si è preso il centrocampo, sbagliando in tutta la partita un numero di passaggi che si può contare sulle dita di una mano. Scanu ha fatto l’elastico sulla trequarti, con una partita di grande sacrificio e sagacia tattica. Davanti poi impossibile non elogiare la caparbietà di un Simone Calaresu forse tecnicamente non sempre impeccabile, ma con un cuore doppio e una balentìa tale da permettergli di restare in piedi e trascinare l’attacco nonostante una collezione di fallacci subiti da fare spavento. Il tutto condito dalla vera forza mentale di questa squadra, quella spensieratezza citata da mister Paba nel postpartita. Ecco, per continuare alla grande questa prima stagione in Serie D questo Atletico Uri non deve mai cambiare atteggiamento. Giocare spensierati, senza pressioni: quelle vanno lasciate agli altri, perché non sono certamente i giallorossi il Manchester City del girone…

Latte Dolce

Così fa male. Pareggiare una sfida dominata per almeno 85 minuti lascia sempre un misto di rabbia e disperazione. Se il pari arriva contro una diretta avversaria, al momento, per la lotta salvezza e dopo diverse settimane in cui per strada continui a lasciare punti pesanti, nonostante prestazioni di livello, brucia ancora di più. Questo è un po’ il riassunto dell’1-1 tra Latte Dolce e Cynthialbalonga al Vanni Sanna. Un risultato che ha lasciato senza parole un tecnico loquace come Pierluigi Scotto. E questa volta è difficile dargli torto perché se i suoi ragazzi avessero vinto 4-1 la gara dell’Acquedotto contro i laziali, costruiti per altro tipo di campionato, non ci sarebbe stato nulla di ridire. Il mercato si avvicina e alla squadra sassarese sembra servire un rinforzo a centrocampo e in attacco. In mezzo per permettere a Cabeccia di giocare nel suo ruolo naturale, il centrale di difesa, e in avanti urge un attaccante brutto, sporco e cattivo che segni nei momenti decisivi di una sfida. Al momento in rosa nonostante il buon momento di Cannas (da valutare il suo infortunio), il sacrificio di Bartulovic e il dinamismo di Grassi (solo per citare quelli visti nell’ultimo turno, più Palmas e Altea), sembra mancare la punta d’esperienza in grado di trasformare i rimpianti in gol. La classifica dice zona playout ma questo Latte Dolce ha le qualità e le prestazioni per salvarsi senza passare dal via, servono un po’ più di malizia e di cinismo. Alla prossima la trasferta contro un Giugliano ferito, il Latte Dolce sarà in grado di affondare il colpo e fare anche un favore ai cugini della Torres?

Muravera

Episodi sfortunati, infortuni, terreno di gioco, decisioni arbitrali, cavallette. Le scuse in casa Muravera stanno a zero. La squadra gialloblù sta affrontando una crisi nera, una delle più forti dall’ultima promozione in Serie D.  Dopo la quarta sconfitta consecutiva, l’ultima per 2-1 in casa contro il Monterotondo Scalo, la classifica recita soli due punti di vantaggio sulla zona playout. Ora, nessuno chiede ai sarrabesi di stare stabilmente in zona playoff ma la rosa a disposizione di mister Loi vale di più di una lotta per la salvezza, inutile girarci troppo intorno. Questa volta il Muravera non è stato in grado di gestire il vantaggio, sinonimo anche di un problema mentale della rosa a tutto tondo, che non si presenta solo dopo aver preso una rete. Sembrano esserci delle crepe profonde tra ambiente, allenatore, squadra e dirigenza. Forse il progetto è iniziato con delle basi non solide come in passato, vedremo. Loi è uno bravo a uscire dalle difficoltà con grinta e cattiveria, stavolta dovrà fare un nuovo miracolo perché la sua formazione sembra faticare ad essere gruppo come negli anni passati. Non sarà facile, anche perché alla prossima ci sarà la sfida proibitiva in trasferta contro la Nuova Florida.

Lanusei

Passo falso o fuoco di paglia? La sconfitta esterna contro l’Insieme Formia ha riaperto il vaso dei problemi in casa Lanusei. La squadra di mister Campolo sembrava essere riuscita a emergere dalla lunga crisi iniziale di gol e risultati, e il penultimo successo per 3-2 contro l’Afragolese aveva dato fiducia in quel senso. All’esame del 9 però gli ogliastrini vengono rimandati e non fanno punti in trasferta contro una diretta avversaria salvezza. Già la gara contro il Carbonia, pareggiata tre turni fa alla prima dal ritorno al Lixius, aveva lasciato qualche dubbio sulla forza psicologica di questo gruppo. Per salvarsi il Lanusei deve trovare una maggiore cattiveria e una voglia più costante di mordere gli avversari. Alla prossima la sfida contro l’Atletico Uri non diventa decisiva solo per le sorti della classifica ma anche perché davanti il Lanusei si troverà una squadra che forse è agli antipodi rispetto a quella di Campolo. Carattere e atletismo allo stato puro. Sarà una partita da non sbagliare per riprendere a correre in campionato e provare a lasciare le zone calde della generale.

Carbonia

La sconfitta del sabato, netta per 3-0 in “casa” contro la Nuova Florida, e i risultati della domenica condannano il Carbonia all’ultimo posto in classifica. A raccontarla così, conoscendo le difficoltà iniziali del progetto minerario a cui la società sta provando nei mesi a porre rimedio, alla squadra mineraria verrebbe da dare poche chances salvezza. E invece non deve essere così. Escludendo le gare contro le nobili della generale, dove oggettivamente il divario tecnico è troppo ampio, il Carbonia di Suazo è una squadra che contro le dirette avversarie ha dimostrato di saper giocare a pallone. L’errore più grande sarebbe quello di arrendersi ora.  La difesa è un problema (peggiore del campionato) ma l’attacco troppe volte sterile sembra essere l’arma deficitaria di questa rosa: e non a caso a inizio dicembre il presidente Canu rinforzerà la squadra con almeno un colpo in avanti. Il possibile ritorno alla Zoboli a dicembre dovrà fare il resto. Carbonia è una piazza importante nel panorama isolano e potrebbe dare una spinta in più a una squadra che anche mentalmente sta dimostrando di avere la necessità di essere sostenuta e accompagnata. Insomma, sarà difficilissima, lo si sapeva fin dall’inizio, ma le prestazioni questa rosa le ha, ora deve trovare il coraggio di andare oltre le tante difficoltà del campo, e non solo.

Roberto Pinna – Francesco Aresu

 

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