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Serie D | Scotto batte Cappai: nel girone G il gol parla solo sardo

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Dopo cinque stagioni, il titolo di capocannoniere del Girone G di Serie D torna nell’Isola: nel 2016-17 fu Andrea Sanna a vincerlo, in questa stagione, specie nel finale, il duello è stato tra i centravanti di Latte Dolce e Carbonia.

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Roberto Cappai contro Gigi Scotto, uno scontro alla sarda per il trono di re dei bomber del girone delle squadre isolane: la classifica finale recita 19 contro 21, con sorpassi e controsorpassi nelle ultime tre giornate. Alla fine ha vinto il secondo, colui che un anno fa riuscì nell’impresa di griffare 20 reti in 23 gare con la gloriosa maglia del Mantova e che, dopo anni passati a segnare gol in giro per l’Italia, ha deciso di tornare nella sua Sassari per trascinare il Latte Dolce verso traguardi ambiziosi. Quest’anno una rete in più per il 30enne sassarese, che qualche settimana fa confessava tutto il suo “rosicare” per non aver lottato per la vetta a livello di squadra, vista la stagione deludente – eufemismo – dei biancocelesti guidati prima da Udassi e poi da Fossati. Sensazioni del tutto differenti da quelle vissute a Carbonia, autentica sorpresa del Girone G e trascinata dalle reti di Bobby-Gol, che si è riscattato al meglio dopo un 2019-20 da dimenticare, tra infortuni e gol fatti.

I precedenti degli ultimi anni

È stato un testa a testa che ha riportato in auge la prolificità di un centravanti isolano dopo una stagione, il 2019-20, dove il massimo marcatore nato in Sardegna fu Francesco Virdis con 12 reti con la maglia del Latte Dolce. L’anno precedente Antonio Mesina, in questa stagione divisosi tra Torres e Gelbison, battagliò fino all’ultimo con Marcheggiani per il titolo, ma non gli bastarono 23 gol né per salvare il Castiadas (che perse la finale playout proprio contro i rossoblù sassaresi), né per essere capocannoniere, dato che l’allora centravanti del Cassino mise a segno un gol in più del dorgalese. Nel 2017-18 fu ancora Scotto il sardo più prolifico del girone con 16 reti, ma vestendo la maglia del Rieti: il miglior marcatore delle squadre isolane fu Andrea Usai, sempre con la maglia del Latte Dolce, con 9 gol. Tra il 2015 e il 2017, invece, il trono di centravanti più letale spettò ad Andrea Sanna, autore di 36 reti complessive con la maglia dell’Arzachena: 20 nel ’16-17, 16 l’anno prima. Nel primo caso l’oristanese vinse lo scettro di capocannoniere del girone, trascinando a suon di gol gli smeraldini in Serie C. In questa stagione il titolo non è valso una promozione, ma ha certamente appassionato i tifosi isolani al di là del tifo.

La tela dell’Uomo Ragno

Giocatore più costoso del girone secondo Transfermarkt (175 mila euro il suo valore di mercato), Scotto ha vinto il titolo con merito, chiudendo col botto una stagione iniziata male: troppe aspettative, un ruolo forse non confacente alle sue caratteristiche tecniche e i nervi spesso a fior di pelle, specialmente contro se stesso per non riuscire a rendere come desiderato. Poi, con l’avvicendamento in panchina tra Udassi e Fossati, il clic nella testa. Parlano i numeri: 2 gol in 12 partite con l’ex idolo della Torres, 19 in 20 con il ligure, che dopo qualche gara con il 4-4-2 ha virato sul 4-3-3, scegliendo una prima punta di fatica (Palmas, Sartor e soprattutto il 2003 Grassi, tra le rivelazioni della stagione) e togliendo le briglie al numero 9, lasciato libero di inventare e finalizzare. L’ultimo poker contro il derelitto Giugliano ha dato la misura delle sue capacità balistiche: da vedere e rivedere in loop il gol del 2-1, con un destro da centrocampo che muore sotto l’incrocio di un incolpevole Mola. Una leadership riconosciuta da compagni, avversari e persino arbitri, con quell’esultanza a mo’ di Uomo Ragno dedicata al figlio Pierluigi, spesso presente in tribuna con l’immancabile Spiderman in versione giocattolo. Ma i 41 gol in due anni faranno sicuramente del buon Luigi (detto Gigi o, come sovente lo chiamavano i compagni, Gigio) un uomo mercato e non necessariamente soltanto per la Serie D: se la dirigenza del Latte Dolce vorrà tentare di trattenerlo dovrà sedersi comodamente al tavolino con il classe 1990 cresciuto nel Genoa, per valutare insieme un’eventuale (ma al momento quasi impossibile) permanenza.

La rivincita di Bobby-Gol

Ma sarà un’estate calda anche per Cappai, che ha accettato la scommessa propostagli a inizio anno dall’allora neo diesse del Carbonia, Andrea Colombino. Un’annata da dimenticare, l’ultima in maglia Casale per il bomber di Nuraminis che mancava dalla Sardegna (a livello calcistico, ovviamente) dagli anni di Nuoro, numero 9 dei verdazzurri guidati in panchina da un certo Marco Mariotti. Lo stesso che lo ha pazientemente atteso durante i primi tre mesi e mezzo di stagione, consentendone il pieno recupero a livello fisico. Cappai ha esordito con la maglia dei minerari soltanto il 15 dicembre a Giba contro il Nola, firmando all’esordio il primo dei suoi 19 gol con la numero 17 sulle spalle. Poi da lì è stato un crescendo costante, partita dopo partita, con la media di una rete ogni 121 minuti. Mariotti lo ha coccolato e rimesso al centro del suo progetto, da elemento più esperto (unico nato negli anni Ottanta insieme a Manis, arrivato per sostituire l’infortunato Carboni), Suazo lo ha goduto del suo rendimento e sicuramente gli avrà dato qualche prezioso consiglio da ex centravanti ai massimi livelli. Non è arrivato il titolo, ma nessuno potrà cancellare la cavalcata dei minerari tornati in Quarta serie dopo 30 anni: e Cappai sarà sempre uno degli alfieri di questa stagione storica, in attesa di delineare con certezza il futuro dei biancoblù e dello stesso centravanti, che certamente si è rivalutato dopo l’ultimo anno in Piemonte.

Francesco Aresu

TAG:  Serie D
 

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