Spano: “Grazie Budoni, ora corro col Racing Aprilia”

Samuele Spano lascia la Sardegna dopo le avventure con San Teodoro e Budoni, ma rimane nel Girone G della Serie D.

L’attaccante è pronto a sposare il progetto dell’ambizioso Racing Aprilia, dopo aver valutato diverse offerte tra le quali quella del Latina: “Mi hanno voluto fortemente, devo ringraziare il presidente e il direttore sportivo per la fiducia- ci ha raccontato Spano-. Spero di fare ancora meglio di quest’anno, troverò un gruppo molto forte con giocatori con un passato anche in Serie A come Ruben Olivera e Corvia. Sarà un bel campionato con tante squadre attrezzate, ma non vogliamo fare proclami”.

Il campionato appena concluso al Budoni è stato da incorniciare: salvezza senza passare dai playout e record personale di gol per Spano, vero e proprio faro in avanti della squadra di Cerbone: “Ho già ringraziato e salutato tutti, penso che sia stata una buona annata: ho conosciuto delle persone d’oro e lavorato con altri che conoscevo già. Nel mio cuore porto in particolare l’ultima partita col Latte Dolce (1-1 che ha regalato la salvezza ai galluresi ndr) e quella con l’Anzio in cui firmai tutti i 4 gol della squadra. La rete più bella? Quella col Latina in casa quando vincemmo 5-2. Penso che mister Cerbone sia un ottimo allenatore: sa prepararti perfettamente alla partita e personalmente mi ha motivato parecchio. La mia stagione con tanti gol (18 in campionato e 1 in Coppa Italia ndr) è anche merito suo”. 

Il classe 1994 ha fatto parte della Natzionale sin dalla prima uscita, firmando il quarto gol nella prima amichevole contro gli Istranzos de Sardinia: “Vestire la maglia della nostra Sardegna è stato bellissimo, penso non ci siano altre parole. Indossare i colori della propria Terra e rappresentarla è una cosa che ti rimane addosso ed è motivo d’orgoglio. Ho trovato un gruppo con giocatori eccezionali che ha giocato ad alti livelli e uno staff di primo ordine. Voglio ringraziare Bernardo Mereu e Stefano Udassi, mi auguro di ripetere al più presto questa esperienza”. 

Matteo Porcu

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