agenzia-garau-centotrentuno
cagliari-calcio-giulini-passetti-centotrentuno-zuddas-fotocronache

Strategia Cagliari per il monte ingaggi: Cerri, Birsa e..

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Zucca, olive e rinnovi. In Serie A è arrivata la stagione dei prolungamenti di contratto. L’autunno è il periodo classico per calciatori e club per sedersi a un tavolo e ridiscutere i propri accordi. Quest’anno però, causa crisi economica dettata dal coronavirus, i ritocchi sui contratti, che potrebbero essere numerosi da qui alla fine dell’anno in Serie A, potrebbero avere uno scopo diverso rispetto al passato. Le società più che a blindare i propri talenti, in un momento di incertezza diffusa come quello che stiamo attraversando, stanno pensando soprattutto al campo dei bilanci più che a quello in erba.

Taglia e cuci – Ecco allora che la revisione dei contratti in essere potrebbe avere lo scopo di abbassare il monte ingaggi totale andando a spalmare i contratti attivi in più annualità. Una strategia utile soprattutto con quei calciatori che hanno degli ingaggi importanti ma che al momento non sono centralissimi nei progetti tecnici delle varie rose della Serie A. Il calciatore andrà a guadagnare di meno ma con la stabilità di un contratto più a lungo termine e con la speranza, magari, di trovare un nuovo progetto nel mercato, e il club potrebbe risparmiare nel breve e magari evitare di perdere a zero dei calciatori. Vista soprattutto la tendenza a non spendere cifre importanti mostrata nell’ultima sessione estiva di trattative dai vari club italiani, e non solo. Anche perché se è vero che in questa stagione avere una rosa troppo lunga può significare avere un monte ingaggi pericolosamente alto, è anche vero che visti i numerosi contagi in Serie A in una settimana le gerarchie di una formazione possono essere completamente stravolte. Pensate a Cerri del Cagliari: è bastata la positività di Simeone per farlo tornare titolare e a segno in Coppa Italia.

Qui Cagliari – E il gigante buono rossoblù Cerri è l’esempio perfetto del discorso affrontato nei precedenti paragrafi. Il Cagliari rispetto al 2019-20 ha alzato di due milioni il monte ingaggi totale della rosa di questa stagione, passando da 44 milioni totali a 46 (cifre Gazzetta Dello Sport). E i rossoblù restano la nona squadra del campionato per stipendi pagati. Tanti, troppi per una squadra che ha faticato nelle ultime stagioni nella parte destra della classifica. Al di là dei risultati sul campo però il monte ingaggi del Cagliari è troppo alto rispetto alla crisi economica che sta affrontando il pallone, specie senza gli introiti degli stadi e con l’incertezza sul futuro dei diritti televisivi. Ecco che la mossa del prolungamento di Cerri (precedente stipendio fino al 2023 a 1 milione di euro a stagione) entra nella logica del ribasso del monte ingaggi. Diminuire il compenso annuo per andare a spalmare le spese. Cerri è una prima mossa rossoblù alla quale potrebbero seguirne altre, come ad esempio la rescissione consensuale con il centrocampista sloveno Birsa arrivata nella serata di ieri (lui in scadenza nel 2021) e che libererà il Cagliari di un ingaggio da 600 mila euro, anche se il risparmio tra mesi rimasti e buonuscita sarà inferiore allo stipendio annuale.

Minuti pochi, costo alto – Gennaio si avvicina e mentre si lavora sui rinnovi in chiave bilancio anche il mercato potrebbe essere una chiave per sistemare i conti. Nella rosa del Cagliari sono diversi i giocatori poco utilizzati con ingaggi importanti che contrastano con i minuti in campo. Il primo esempio è quello di Gastón Pereiro rimasto a guardare anche in Coppa Italia. Un milione e 400 mila euro a stagione fino al 2024, difficile pensare a uno spalmamento, mentre le voci di una possibile cessione potrebbero aumentare con la riapertura delle trattative. Leonardo Pavoletti è un altro caso spinoso, stipendio da giocatore chiave – anche dopo l’allungamento del contratto e relativo ingaggio spalmato – e minutaggio ridotto. Le sirene torinesi, pur se smentite dal suo entourage, potrebbero non essere un caso e una sua cessione a gennaio non appare utopica a maggior ragione se il suo utilizzo resterà con il contagocce. In scadenza nel 2022 sia Lykogiannis che Faragò potrebbero discutere un rinnovo del loro contratto da mezzo milione all’anno, ma se per l’ex Novara una riduzione dell’ingaggio sembra possibile, il greco difficilmente vedrà il suo stipendio ridotto.

Ultimo ballo – Attenzione infine ai giocatori il cui contratto scadrà il prossimo giugno, in primis Ceppitelli a metà tra la cessione alla riapertura del mercato e le trattative per un rinnovo con conseguente abbassamento dell’ingaggio da un milione a stagione. Klavan percepisce lo stesso stipendio dell’ex capitano, anche lui in scadenza a giugno e chissà che le sue prestazioni non portino a un prolungamento a cifre inferiori. Pisacane infine con i suoi 500 mila euro potrebbe o salutare a gennaio oppure discutere un rinnovo a cifre inferiori. Ultimo della truppa il separato in casa Marko Pajac, il croato è tornato a Cagliari in questi giorni e occhi aperti su una possibile rescissione dell’accordo da 300 mila euro fino a giugno sulla falsariga di Valter Birsa.

Roberto Pinna – Matteo Zizola

 

Al bar dello sport

1 Commento
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti