Antonio Mesina, attaccante della Torres | Foto Alessandro Sanna

Torres: l’attacco balla un lento, che fare con Mesina?

Nubi fosche e incerte aleggiano sul futuro rossoblù di Antonio Mesina che, al netto delle smentite di circostanza (sia dalla Torres che dall’entourage del giocatore) appare oramai con evidenza fuori dal progetto tecnico di mister Graziani che, per un motivo o per l’altro, sta dimostrando di preferire soluzioni alternative, con conseguente incupimento del ragazzo che, purtroppo, sta vivendo un’involuzione da quando è arrivato a Sassari.

Con l’ormai prossimo annuncio dell’ufficialità di Sartor al Latte Dolce si è potuto confermare quello che nelle vie di Sassari si sapeva da tempo, ed ovvero che i bianchi stavano provando in tutti i modi a scippare ai cugini il loro bomber ma che lo stesso, però, per rispetto dei tifosi, aveva sempre ringraziato e rimandato l’offerta al mittente. Sartor che, nel giro delle punte, ha lasciato libero un posto proprio in quella Siena che non ha mai nascosto di apprezzare il cecchino di Dorgali e che già in estate aveva fatto più che un sondaggio. Così come non sono misteri l’interessamento del Lavello, del Campobasso (dove è andato proprio Ladu), del Prato, della Sanremese e del Taranto. Il tutto, senza dimenticare quell’Arzachena che, in piena crisi di risultati, da settimane corteggia con forza l’attaccante con cui avrebbe anche un’intesa di massima.

E la Torres? La Torres dal canto suo sta dimostrando che il gioco migliora ma là davanti la palla non entra ed il suo cannone, piaccia o no, ha la miccia bagnata sicché si trova ora, con il cronometro del mercato che corre, davanti ad una delle scelte più amare: cedere (o scambiare) il ragazzo così da assicurarsi risorse economiche (o tecniche) per migliorare la situazione oppure tenere il calciatore (con buona o mala voglia), ridargli fiducia, coccolarlo e sperare che ritrovi quella lucidità che solo due anni fa, nell’ultima stagione conclusasi prima del Covid, gli aveva regalato la scarpa d’oro della serie D. Tertium non datur. L’unica cosa certa, in questo ginepraio, è che tenere un attaccante così importante a scaldare la panchina o per farlo giocare 15 minuti a partita, è un paradosso grottesco (tecnico ed economico) che deve essere risolto.

Francesco Aresu

TAG:  Serie D
 
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