La squadra della Torres in campo

Torres, quali possibili scenari dopo lo scontro interno?

Sassari: la quiete, apparente, dopo la tempesta. In casa Torres dopo lo scontro a distanza, a più di un metro e a colpi di comunicati e lettere, per un giorno ha regnato il silenzio. Ma i toni non resteranno distesi ancora a lungo, probabilmente. Tra il presidente Salvatore Sechi, il tecnico Marco Mariotti e la squadra rossoblù, infatti, sono volati gli stracci. Ognuno porta avanti le proprie ragioni e le proprie idee e al momento trovare un punto per ricucire pare difficile, se non impossibile. Ma come si preparerà la squadra sassarese alla “Fase 2”? Vediamo gli scenari in casa Torres dopo il caos sui rimborsi.

Il gruppo

La Serie D sembra avviarsi, senza ulteriori possibili scenari, verso lo stop definitivo a causa del coronavirus. Una situazione scomoda per alcuni club ma paradossalmente non così tragica per altre società. Il blocco del campionato, infatti, potrebbe permettere ad alcune squadre di risparmiare, in termini di trasferte, rimborsi e simili. E magari di chiudere con un saldo positivo grazie ai vari finanziamenti previsti dalle regioni (salvo, possibili, riduzioni in proporzione). Un’ipotesi non così tragica specie per i club che avevano poco altro da chiedere al campionato. In un’eventuale, e remotissima, ripresa comunque la Torres si ritroverebbe nella scomoda situazione di avere un tecnico e una rosa in rotta con la società. Quali scenari possiamo immaginare? Il discorso vale in generale, la squadra rossoblù va divisa in tre gruppi: l’allenatore, i giocatori di proprietà e i giocatori con un accordo per questa stagione. Mariotti nello specifico, avendo la licenza Pro da allenatore, va inquadrato in un contesto diverso dai giocatori. Il tecnico da questo punto di vista ha più diritti rispetto agli altri tesserati avendo una situazione più simile a quella di un professionista. I giocatori con accordo annuale potranno aspettare fino alla fine di giugno prima di decidere del proprio futuro e capire se fare vertenza su eventuali percentuali dell’accordo economico non percepite. Discorso completamente diverso per i giocatori sotto i 25 anni e di proprietà. Loro anche in caso di eventuale vertenza per i presunti pagamenti arretrati, se, come è presumibile, venissero convocati, dovranno comunque presentarsi anche al via della prossima stagione al ritiro rossoblù. Salvo diversi accordi con il club o con potenziali acquirenti.

Il clima in città

Il caso tra società e tesserati sicuramente ha riaperto il dibattito in una città che negli anni ha perso affetto verso il club. Una stagione condita da buoni risultati e con una rosa composta da tanti giovani sassaresi avevano riportato quest’anno un minimo di pubblico. Specie nelle gare importanti a livello di classifica, come i derby con il Latte Dolce. Ma sicuramente il Vanni Sanna ha continuato a far registrare numeri molto al di sotto rispetto a quelli a cui la Torres ci aveva abituato negli anni. E non è un caso che questa nuova diatriba interna ha spaccato per l’ennesima volta i tifosi. Sono molti i sostenitori che nelle ultime ore hanno fatto sentire la propria voce sui social network, anche con petizioni online e lettere da far girare nei vari gruppi WhatsApp, contro l’attuale società. E nelle ultime ore sono aumentate anche le scritte in giro per la città che intimano il presidente Sechi a lasciare la guida della Torres. Insomma, si preannuncia una nuova estate calda a Sassari che potrebbe rovinare il clima non di festa, ma comunque più sereno rispetto al passato, dei mesi precedenti.

Ipotesi future per il club

Tra le varie incertezze una cosa pare sicura: da questa nuova situazione prenderà forma la Torres del futuro. E al momento decifrare gli scenari non sembra poi così semplice. Di fatto, vista la classifica fino allo stop per il Covid-19 e la storia calcistica del club, la Torres potrebbe anche giocare la carta del ripescaggio. Per sperare un posto in Serie C, in un contesto in cui il calcio italiano, soprattutto dalla Lega Pro in giù verrà notevolmente sconvolto dal virus. Certo il salto di categoria al momento, dopo l’ennesimo caso degli ultimi anni, sembra lontano perché la squadra sarà da ricostruire, viste anche le rotture interne, e andranno trovati gli sponsor adatti per un campionato superiore. E in questo scenario ipotetico resta curioso da capire cosa ne sarà dei vecchi, soliti, estivi discorsi di fusione o legame con l’altra squadra di Sassari: il Latte Dolce. Qui gli attori si moltiplicano e l’eventualità di avere una squadra in Lega Pro e una in Serie D, senza una vera e propria fusione, accontenterebbe più parti. C’è comunque da chiedersi se questa macchia dei rimborsi, soprattutto dal punto di vista mediatico, non possa influenzare un partner importante come lo sarebbe Abinsula in rossoblù. E soprattutto ci sarebbe da capire come Latte Dolce, Torres e i vari sponsor possano trovare un quadro che accontenti tutti. Per ora però questo è l’orizzonte lontano e al limite del miraggio, prima c’è da risolvere o chiudere la faccenda dei rimborsi con Mariotti e i giocatori.

Roberto Pinna

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Carmelo
Carmelo

Perché sempre la Torres?Senza pace I tifosi non meritano tutto questo,Sassari non merita scrivo da Torino anche se non seguo la Torres dal Lontano1985 Sempre la Torres nel Cuore.
Spero vada tutto bene,voglio rivedere La Torres degli Anni 80 i tifosi ci sono a Sassari,Qualcuno non solo con i soldi ma con il cuore Rossoblu si prenda la grossa responsabilita’ di guidare questa gloriosa Società.