Stadio, più vicino ok pubblico interesse

++++AGGIORNAMENTO DELLE 18.40++++

Giovedì 28 marzo alle 15 è convocata la Commissione Lavori Pubblici che dovrà deliberare sulla proposta per l’affidamento della concessione per la realizzazione e gestione, in condizioni di equilibrio economico e finanziario, del nuovo stadio di Cagliari, ai sensi dell’articolo 1, comma 304, della legge di stabilità 2014 dichiarazione di pubblico interesse – variante 2018″.

Previsto a stretto giro di posta, nel pomeriggio, il Consiglio comunale previsto inizialmente per mercoledì 27 marzo, dove è atteso l’ok alla dichiarazione di pubblico interesse. Un provvedimento fondamentale nell’iter verso il nuovo stadio di Cagliari, in extremis vista la chiusura della legislatura con il ritorno al voto a metà giugno.

 

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Amministrazione Zedda agli sgoccioli, cosa ne sarà dell’iter sullo stadio di Cagliari?

Non c’era bisogno dello stallo politico in atto, dovuto al lungo rush elettorale che durerà fino a metà giugno, per riaccendere i fari e l’allarme sul tortuoso percorso di Cagliari e del Cagliari Calcio verso lo stadio dei sogni. Quello dei numerosi proclami, delle polemiche, dei vari passaggi burocratici, di dichiarazioni avventate a volte anche contraddette, quindi di uno stop che in pochi – sia tra i cittadini-tifosi sia tra gli addetti ai lavori (sportivi e politici) – hanno sin qui saputo interpretare. Qualcuno addirittura non ci ha nemmeno mai creduto, che il tutto andasse a rilento. Ma c’è sempre tempo per ricredersi…

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Ora, con la Giunta Zedda e il Consiglio comunale in fase di “preparazione valigie”, l’ennesima assenza del tema stadio dagli ordini del giorno di Palazzo Bacaredda riporta alla luce come tutta la vicenda sia in fase di standbyUna decisione del Cagliari, come scritto a più riprese su questi canali, a volte anche incassando qualche insulto pesante. Società di via Mameli che in tempi non sospetti aveva deciso di cambiare strada rispetto a quella intrapresa nel dicembre 2015. Erano i tempi di B Futura e dei tagli di nastro accanto al sindaco Zedda, con il quale Giulini ha da sempre intessuto rapporti caldi e all’insegna della positività.

Ecco perché le evoluzioni politiche mettono quantomeno un punto di domanda su tutta la storia. Un problema peraltro annunciato già più di un anno fa, quando all’orizzonte c’erano le elezioni regionali e solo l’eventualità che Zedda si candidasse per diventare governatore. Il resto è storia di questi giorni, con l’addio anticipato del primo cittadino per spostarsi in Consiglio regionale, lasciando che le Amministrative cagliaritane diventino piatto succoso sul quale le forze politiche devono ancora buttarsi, una volta risolte le questioni di insediamento alla Regione.

Ma, tornando allo stadio, qual è la situazione? Il Cagliari, dopo avere compiuto (ormai più di tre anni fa) tutti i passi per lo stadio da 21 mila posti (appena 4.000 in più dell’attuale Sardegna Arena…), ha cambiato idea puntando ad un progetto tutto nuovo da 25.000 spettatori ampliabile eventualmente a 30.000. Un’idea oggetto dei famosi rendering e della “gara” tra progettisti (un anno fa), vinta da Sportium, che però ancora deve ricevere il mandato per il progetto esecutivo. Già, quello che doveva essere il passo concreto del Cagliari per smuovere l’iter. Uno step mai arrivato, proprio perché il club rossoblù era (ed è) impegnato a ragionare sul da farsi. Anche per questo non ha mai forzato, come avrebbe potuto fare grazie alla legge sugli stadi, chiedendo la nomina di un commissario ad acta e mettendosi nelle mani del puntuale iter previsto dalla “legge stadi”.

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In materia di “legge stadi”, poi, è utile ricordare la novità introdotta giusto un anno fa sulla stessa legge 147 del 2013. Ovvero la possibilità di “ricomprendere anche la costruzione di immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell’impianto”. Tradotto: c’è la possibilità di edificare “altro” che non sia strettamente legato allo stadio di turno, riuscendo però a farlo rientrare formalmente nel piano economico-finanziario. Va da sé che ciò risulti potenzialmente molto invitante per chi decidesse di investire.

Infine, prossimamente bisognerebbe andare a caccia della pubblica utilità: chi può sapere come saranno gli equilibri del nuovo corso in Comune e dei rapporti politica-Cagliari Calcio? Ce n’è abbastanza per corredare il tutto con un punto di domanda.

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Resta sempre da non trascurare come il Cagliari – sia nei gesti sia nelle dichiarazioni a mezzo stampa (e social) – non perda occasione di spingere sulla magnificenza della Sardegna Arena. Del resto, migliorarlo, ampliarlo e renderlo definitivo in poco tempo – come insegnano altre realtà non dissimili da quella cagliaritana – non sarebbe certo un’utopia…

Fabio Frongia

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