Jason Burnell | Foto Luigi Canu

Tutto in tre giorni, la Dinamo alle Final Eight di Coppa Italia

Tre partite, in tre giorni, per alzare un trofeo. È questa la formula frenetica, in certi casi drammatica, ma soprattutto magica delle Final Eight di Coppa Italia. La Dinamo Sassari ci arriva dopo aver ingranato un ruolino di marcia più che positivo – sette vittorie in fila – e con un roster finalmente al completo con l’innesto, si spera a pieno regime, di Ethan Happ.

Gli incastri, ma soprattutto i risultati ottenuti sul parquet, hanno fornito un lato del tabellone all’apparenza benevolo al Banco che dovrà confrontarsi con la Carpegna Prosciutto Pesaro e, in caso di passaggio del turno, contro la vincente del quarto di finale che vede di fronte Happy Casa Brindisi e Allianz Pallacanestro Trieste. Tutte compagini meritevoli, ma perlomeno sulla carta meno ostiche di Olimpia Milano, Reyer Venezia e Virtus Bologna, che sono tutte dall’altra parte del tabellone: Sassari, quindi, potrebbe incontrare una di queste squadre solo arrivando in finale. Ma guai a sottovalutare gli avversari. Uno dei meriti della Dinamo nelle tante, e spesso vincenti, apparizioni nelle Final Eight di Coppa Italia è stata proprio quello di partire spesso con gli sfavori del pronostico.

Toh, chi si rivede: Pesaro! – Pesaro arriva alle Final Eight dopo la vittoria contro Trento e dopo aver disputato una prima parte di stagione più che positiva. La Carpegna prosciutto è anche la squadra con cui ci sono più precedenti in stagione, viste le due partite disputate in Supercoppa e le altrettante di campionato. Il bilancio dice 3-1 per Sassari, che ha lasciato per strada solo la gara di ritorno nel girone di Supercoppa una volta acquisita la qualificazione alle Final Four. In panchina c’è la “vecchia volpe” Jasmin Repesa, sicuramente il volto che ha dato nuova linfa a una Carpegna prosciutto che si presentava a inizio anno come una squadra completamente rifondata. Al suo fianco, un altro vero “insegnante” di pallacanestro, ovvero Carlos Delfino: la carta d’identità dell’ala piccola argentina dice 38 anni già compiuti, il campo, invece, afferma che è uno che in Italia riesce ancora a spostare gli equilibri. Si metta a referto anche il nome di Tyler Cain, uno che con Miro Bilan è solito ingaggiare dei veri e proprio duelli rusticani.

Trieste? Sì, ma senza arrivare all’ultimo possesso – L’Happy Casa Brindisi è sicuramente la favorita nell’altro quarto di finale che determinerà il potenziale avversario della Dinamo in caso di vittoria contro Pesaro. Trieste è una squadra solida che si fa guidare dal talento, ondivago ma a tratti scintillante, di Juan Fernandez. Dopo due partite consecutive perse all’ultimo tiro, contro i friulani la Dinamo ha rialzato la testa nell’ultimo confronto in campionato, affermandosi nettamente per 82-103 all’Allianz Dome. È una squadra potenzialmente molto pericolosa perché, seppur sulla carta inferiore al Banco, ha il merito di non mollare e, in un finale punto a punto, i precedenti negativi e i buzzer beater subiti nei sopracitati precedenti potrebbero diventare uno spauracchio.

Brindisi, lo spauracchio – Brindisi, invece, è un caso a parte. I pugliesi sono sicuramente la bestia nera della Dinamo nelle Final Eight di Coppa Italia: i pugliesi si sono aggiudicati al fotofinish grazie a una tripla di Kelvin Martin il quarto di finale della manifestazione giocata a Pesaro un anno fa perso da Sassari 86-91 ; e sono stati sempre loro a eliminare il Banco di coach Pozzecco, alla seconda partita sulla panchina sassarese, nella semifinale di Coppa del 2019 a Firenze, anche in quel caso con una vittoria di misura per 86-87. In più ci sono i precedenti di questa stagione: una vittoria e una sconfitta nel girone di Supercoppa e una sonora lezione subita al Palaserradimigni dove l’Happy Casa si è imposta per 87-100. A Treviso, nell’ultima partita di Serie A, Brindisi si è presentata senza Harrison e Willis, due giocatori importantissimi per le sorti della squadra allenata da Vitucci che potrebbero non essere completamente a disposizione contro Trieste, con il secondo più in dubbio per un problema alla schiena.

Tutte le strade portano a Milano – Un’eventuale finale porrebbe la Dinamo molto probabilmente di fronte alla squadra più forte al momento in Italia l’Olimpia Milano. Datome, Rodriguez e Hynes sono solo alcuni dei nomi del roster a disposizione di Ettore Messina. L’Armani cerca la sua consacrazione in Eurolega, ma difficilmente si lascerà scappare dei trofei qualora dovesse averne l’opportunità. Il lato del tabellone di Milano, tuttavia, è condito di ostacoli. Non ce ne vogliano i tifosi di Reggio Emilia, ma è chiaro che Venezia e Virtus Bologna sono squadre di un altro livello e vederle tutte e tre da quella parte del tabellone è positivo per lo spettacolo e, magari, anche per il potenziale avversario in finale. La finalista che uscirà dalla metà del tabellone dove figura la Dinamo, infatti, potrebbe arrivare alla gara decisiva per aggiudicarsi la Coppa Italia avendo speso meno energie fisiche e mentali. Ma è troppo presto per fare calcoli e la formula frenetica, in certi casi drammatica, ma soprattutto magica delle Final Eight spesso non te ne dà neanche il tempo.

Lello Stelletti 

 
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti