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Una Dinamo dai finali amari, ora serve una scossa per rientrare nella serie

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L’ennesima volata persa della stagione e un’altra rimonta subita quando il vantaggio sembrava quasi rassicurante: la Dinamo Sassari subisce il 2-0 da parte di una solidissima Reyer Venezia che, come in Gara 1, si è mostrata letale quando la sfera a spicchi si è trasformata nella classica pesantissima palla medica.

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A caccia di una rimonta col sapore di miracolo

Si poteva supporre alla vigilia che quello tra gli oro-granata e i sardi sarebbe stato il quarto più equilibrato della griglia playoff, vuoi per le forze in campo vuoi per la tradizione di questi scontri: “ Dobbiamo essere orgogliosi sia io che Walter di quello che abbiamo fatto in questi anni, penso sia LA sfida della pallacanestro italiana”- le parole del rientrante Gianmarco Pozzecco nella sala stampa del Taliercio. La seconda partita della serie non ha avuto come protagonisti quelli che lo erano per gran parte della stagione del Banco di Sardegna, Marco Spissu e Miro Bilan. Il play sassarese non si è preso tante iniziative personali, sbagliando gli unici due tiri tentati da oltre l’arco; una giornata storta, lontana da quelle che anche nel recente passato aveva sfoderato in termini di leadership e realizzatore. Per il centro croato si può sostenere che sia stata la sua peggiore partita con la maglia della Dinamo. Una serata nera condizionata dai due falli iniziali e poi da un tecnico forse troppo fiscale comminato dagli arbitri dopo un evidente mancato fischio nel duello con Watt. Se rimonta sarà al Pala Serradimigni non sarà possibile pensarla senza l’apporto dell’asse play-pivot titolare.

Buoni segnali e finali amari 
Chi ha invece lanciato segnali positivi nella seconda serata del Taliercio sono Jason Burnell e Ethan Happ: il primo sembra aver recuperato dalla botta di Brindisi che lo aveva estromesso dalla partita con Cantù e forse un po’ condizionato in Gara 1, mentre il secondo è finalmente emerso dal torpore delle ultime uscite in regular season che lo avevano qualificato allo status di pesce fuor d’acqua nel sistema Dinamo. Quel che salta all’occhio è stata poi l’incapacità di affondare il colpo nel momento decisivo: “Ci è mancata un po’ di energia nel chiudere il secondo quarto con un vantaggio cospicuo, sul +17 abbiamo sbagliato due tiri aperti e poi abbiamo preso un contropiede. Lì abbiamo perso un po’ di energia mentale”– il commento di Pozzecco in sala stampa che ha evidenziato questo fattore come una delle chiavi della partita. Quella mancanza di energia e quella stessa poca concretezza che si è vista anche nei finali di gara tirati per il gruppo biancoblù in stagione: dall’ottavo di Final Eight con Pesaro (perso all’overtime), ad alcune uscite in Champions League nel playoff (vedi la nefasta trasferta di Nymburk) fino a giungere alle ultime due gare playoff giocate al Taliercio. Sfortuna, bravura degli avversari, decisioni borderline dell’arbitraggio, poca lucidità nelle scelte, metteteci quel che volete ma Sassari in stagione ha sempre fino ad oggi perso le volate. Al Pala Serradimigni già da domenica si dovrà invertire questa tendenza perché difficilmente quella contro gli eterni rivali veneti non sarà una partita combattuta come quelle a cui queste due squadre ci hanno abituato.

Matteo Porcu

 

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