Fabio Aru | Bettini Photo - UAE Emirates

Venti dell’est spirano sul futuro di Fabio Aru?

Sono giorni caldi nel ciclomercato, con gli ultimi corridori in scadenza di contratto che stanno cercando una maglia per la stagione 2021 ormai alle porte. Soltanto metà Vuelta a España ci separa ormai dalla prossima annata e da dicembre i ciclisti potrebbero già aggregarsi ai prossimi gruppi squadra, pur utilizzando il vecchio materiale tecnico. Tra gli atleti ancora in cerca di contratto c’è anche il villacidrese Fabio Aru che non rimarrà al Team UAE Emirates dopo tre anni colmi di delusioni e problemi fisici.

Non vi è ancora nessuna certezza sul sardo che ha trascorso un periodo nell’Isola, allenandosi nelle strade vicine al suo paese di origine. Sono definitivamente tramontate le ipotesi EOLO-Kometa e Alpecin-Fenix che avrebbe compreso una prima parte di stagione nel ciclocross, vecchio amore del 30enne: le parole dei team manager delle due squadre, rispettivamente Ivan Basso per il team italo-spagnolo e Philip Roodhooft per quello olandese, hanno messo la pietra tombale alle insistenti voci di radiomercato sulle due destinazioni. Nelle ultime ore sono emerse due possibili pretendenti al Cavaliere dei Quattro Mori, entrambe provenienti dall’Est Europa, anche se c’è molto di Italia nelle due formazioni.

La più insistente è quella di un interessamento della Gazprom-RusVelo: la squadra russa, ma di forte matrice italiana con molti elementi nello staff e tra i corridori, parrebbe interessata ad accaparrarsi le prestazioni di Fabio Aru. Il team, che ha confermato l’utilizzo delle bici Colnago anche per il 2021, nutre grandi ambizioni pur essendo una Professional e si è assicurata negli scorsi giorni anche una firma pesante come quella del russo Ilnur Zakarin, già vincitore di tappe al Giro d’Italia e al Tour de France e due volte nella Top10 della corsa rosa e della Grande Boucle. L’altra affascinante ipotesi, lanciata da BiciSport, è quella di un ritorno in Astana, nonostante tre anni fa il divorzio tra il villacidrese e Vinokourov non fosse stato dei più amichevoli. Qui il sardo ritroverebbe il padrino Beppe Martinelli che ha svolto un ruolo fondamentale per la sua crescita tra i professionisti;  per il nativo di San Gavino si tratta di un ambiente conosciuto quello del team kazako, che potrebbe essere  un ottimo modo per ripartire dopo tre anni di buio. In Astana però è ancora tutto in divenire con i contratti di Lopez e Fugslang in scadenza: i due capitani per le corse a tappe di quest’anno potrebbero prendere altre strade, chissà che il posto di uno dei due non venga proprio ripreso dal “figliol prodigo”. 

Matteo Porcu

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