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Cagliari, Giulini: “Accordo fondamentale con Unipol, stadio investimento da 100 milioni”

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Conferenza stampa alla Unipol Domus (ex Sardegna Arena) per il presidente del Cagliari Tommaso Giulini. 

Rivivi la diretta testuale della conferenza stampa

a cura dell’inviato Riccardo Spignesi

Finisce qui la conferenza stampa

Giulini: “Quella che è stata fondamentale per noi era la valenza temporale di questo accordo. Le condizioni di mercato sono simili alla Dacia Arena di Udine, o all’Allianz Arena di Nizza. Quello che ho trovato estremamente lungimirante, da parte del Gruppo Unipol, è il momento in cui hanno deciso di sposarci per i prossimi dieci anni. Ci ha stupito. Questo è un momento estremamente incerto: non sappiamo se ci sarà una nuova variante, quanto gli stadi saranno aperti. Non abbiamo visibilità sui prossimi dodici mesi, Unipol avrebbe potuto aspettare vedendo dove arriva il COVID-19 e decidere di firmare in un momento di maggiore tranquillità. Ha deciso di scommettere su di noi con anni di anticipo, speriamo tre, sul nuovo stadio. Significa voler accompagnare non solo la società ma tutti ad arrivare all’obiettivo. La valenza temporale per noi è stata fondamentale, è il motivo per cui sono riconoscente e grato”.

Questo intervento di Unipol è l’inizio di una serie nella città di Cagliari? Risponde Cimbri: “Noi siamo Unipol. Chiaramente presenti a Cagliari, in Sardegna e, se voi considerate che nell’assicurazione contro i rischi, abbiamo più del 22% del mercato in Italia e oltre un quarto delle auto che circolano, anche in Sardegna. È un mercato presidiato da tempo. L’attività che ci avvicina è che, come ho detto, da qualche anno siamo azionisti di riferimento del Gruppo BPER, che è proprietario del Banco di Sardegna. Un altro importante azionista della BPER è la Fondazione Banco di Sardegna, che è l’azionista principale del Banco di Sardegna. Ci sono diverse cose che ci avvicinano e il Gruppo BPER, per effetto anche di operazioni fatte recentemente. Il Banco di Sardegna fa parte del quarto gruppo bancario italiano e questa combinazione di fattori ci ha ulteriormente avvicinati alla Sardegna. Non abbiamo nulla di nuovo da fare, se non favorire un grande mercato: il Banco di Sardegna è, di gran lunga, la principale banca della Sardegna. Rafforziamo questo legame che non è solo commerciale, ma anche qualitativo: la Fondazione è nostro partner, abbiamo tanti punti in comune. Il presidente Giulini ragiona da imprenditore, siamo entrati in sintonia e questo ha permesso di completare l’operazione”.

State prevedendo, per il nuovo stadio, qualcosa di specifico per i disabili? “La cosa che ho battuto fin dal primo giorno era avere spazi in tutti i settori. Non credo che gli disabili debbano essere ridotti a un solo settore: il nuovo stadio potrà ospitarli in tutti i settori. Dobbiamo stare molto attenti nel progettare, per poter garantire a tutto il pubblico la miglior visuale possibile. Questo è un problema che tutti, rispetto alle loro caratteristiche fisiche, possono avere: dovranno essere bravi i progettisti”.

Alla luce di quanto emerso ieri, con l’apertura del 50% degli stadi, è d’accordo con quanto deciso? “È chiaro che uno degli aspetti che ci preoccupa è che questo 50% di capienza sia fittizio. Se poi ci devono dire che i tifosi devono essere distanziati un metro davanti, uno dietro e uno ai lati magari rischia di essere solo il 30%. Sicuramente il passo di ieri, a mio avviso, non è sufficiente: le nostre aspettative sono diverse. È però anche un momento in cui, soprattutto nella popolazione giovane, i contagi sono in aumento: non è il caso di alzare le nostre richieste, altrimenti rischieremo di essere fuoriluogo. Per noi solo chi ha il Green Pass deve entrare negli stadi: se, fino a prova contraria, le varianti sono coperte dal passaporto vaccinale non vedo perché gli stadi non possano aprire al 100% della capienza”.

A che punto è il dialogo con la Regione? “Sta andando bene. Il presidente Solinas ha detto di voler contribuire, sarà un contributo regionale nello stesso ordine di idee di quello deliberato di recente su Bologna. Anche il nostro investimento sarà di circa cento milioni di euro, il contributo addizionale dovrebbe essere di circa trenta milioni”.

Giulini: “Due capisaldi sono quelli della sostenibilità, perché vogliamo un impianto totalmente sostenibile sotto tutti i punti di vista, e fortemente identitario. Questa sarà la casa del Cagliari, quindi sicuramente sostenibilità e sardità sono due dei capisaldi principali del nuovo impianto”.

Come vedete la Unipol Domus del futuro? Risponde Cimbri: “Mi immagino un impianto moderno, sicuro, adatto a ospitare famiglie. Abbiamo l’esigenza di richiamare negli stadi, di tutti gli sport, le famiglie. Mi pare che anche Bologna stia lavorando per lo stadio, con l’obiettivo di avvicinare le famiglie e non solo per sfogare delle passioni. Questo non può che essere l’auspicio di Unipol: noi siamo una grande azienda, rappresentiamo quindici milioni di italiane e ci interessano tutte le categorie. Lo sport lo vediamo come un momento importante per la qualità sociale del Paese in cui viviamo. In tal senso degli impianti belli potranno fungere da catalizzatore per la vita sociale di una comunità, come la città di Cagliari e la Sardegna in questo caso”.

Quando sarà presentato il progetto con Sportium? “Mi auguro entro la fine del 2021, al più presto. Sul progetto definitivo la palla è nel nostro campo, ringrazio l’amico Andrea Abodi che fin dal maledetto anno di Serie B è diventato il nostro anno strategico. Abbiamo inaugurato questo stadio anche grazie al lavoro di B Futura, poi Andrea è diventato presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, che ci aiuterà a mettere insieme il finanziamento. Dovrò lavorare molto nei prossimi mesi con Abodi e le banche, credo che Unipol ci darà una mano con la sua expertise”.

Il nuovo progetto con Unipol va di pari passo col progetto tecnico? “Sicuramente il supporto, già da subito, di Unipol ci permette di coprire le perdite enormi che ha avuto il club nell’anno e mezzo di pandemia, e di ripartire. Dire con un po’ più di serenità è un eufemismo, con un mercato fermo dove si vedono solo operazioni di prestiti e di scambi e quando non sappiamo ancora quando potremo riaprire gli stadi completamente. È chiaro che è un aiuto piccolo, ma di grandissimo orgoglio: che un’azienda così importante si sposi col Cagliari significa che siamo una società solida, nella quale loro riconoscono programmazione del futuro e lungimiranza. Questo mi aiuta, anche personalmente, a continuare ad ambire a migliorare la squadra e il posizionamento degli ultimi anni. Il 16°, 15° e 14° posto non è quello che ci aspettavamo. Nelle ultime sette partite abbiamo compiuto un’impresa, sull’1-3 col Parma eravamo retrocessi. Attorno a questo gruppo, e abbiamo tre giocatori da sette anni con me. Giocatori come Joao Pedro, Pavoletti, Cragno e Ceppitelli, come tutti i compagni che si sono avvicinati, crediamo di poter ripartire con l’ambizione di fare bene. Abbiamo la voglia di rendere questa casa inespugnabile”.

Sugli spazi commerciali il Cagliari ha detto di voler rinunciare. Si è già parlato di come sostituirli? “No. C’è un dialogo col Comune, che va avanti proficuamente da mesi. Poi questa sarà una decisione del Comune. Abbiamo pensato, fino a un certo punto, che potesse rimanere un’area sportiva anche gestita da noi, ma non sarà così perché il Comune e la Regione hanno altre idee. Non sta a me svelare quali saranno le idee loro per quella che doveva essere l’area commerciale, e dove c’è l’attuale Unipol Domus”.

Cimbri risponde alla stessa domanda: “Mi spiace sentire il Sant’Elia definito un ecomostro, perché quando è stato costruito era un gioiello. Purtroppo si è un po’ trasformato. Quello che posso dire è che abbiamo una partnership di lungo periodo: durerà dieci anni, quindi abbraccia sia la fase che auspichiamo sia la più corta possibile di presenza dello stadio temporaneo sia del nuovo. Non affianchiamo Cagliari e il Cagliari Calcio perché c’è il nuovo stadio, tanto è vero che non l’abbiamo legato al nuovo stadio ma da subito. La nostra intenzione è affiancare il Cagliari, oggi attraverso quello che c’è e domani si spera attraverso qualcosa di nuovo. Contribuiremo in modo ancora più significativo nel nuovo stadio, rispetto alla fase dello stadio transitorio, in maniera visibile. Parlare di cifre non mi pare elegante, ma è in linea con gli standard di mercato per operazioni di questa natura”.

Quando potranno iniziare i lavori di demolizione del Sant’Elia? “Negli ultimi mesi abbiamo fatto passi importanti. Voglio ringraziare vari stakeholders: Costim, che è ufficialmente il partner industriale del Cagliari di questo progetto, poi tutte le aziende che compongono il gruppo. Ha fatto un sacrificio importante per coprire i costi sostenuti, se dovessimo vincere il bando. Poi voglio ringraziare il presidente della Regione, che pubblicamente si è esposto su quello che sarà il contributo, verosimilmente di circa trenta milioni, per poter costruire il nuovo stadio senza il centro commerciale. È un qualcosa che potrà far accelerare l’item. Poi, ovviamente, a Sportium che sta andando avanti con la progettazione: ci auguriamo finisca entro la fine dell’anno solare, per poter presentare il progetto definitivo e avere già una linea di ricavo. Dopo il nostro deposito il Comune dovrà indirre un bando internazionale. Ci vorranno un paio di mesi, parteciperanno anche costruttori internazionali. Per la demolizione credo non si parli prima di fine 2022 o inizio 2023, perché l’iter amministrativo-burocratico sulla gara, come tutte, potrebbe essere soggetto a qualche ritardo. Anche se la legge sugli stadi del 2013, che noi seguiamo, dovrebbe tutelarci sulla prospettiva”.

Cimbri risponde: “C’è già un impianto, la Unipol Arena, a Bologna. La coesistenza di due Unipol Arena sarà difficile, ci si penserà al momento opportuno”.

Il nome del prossimo stadio? “Ora abbiamo Unipol Domus per questo (l’ormai ex Sardegna Arena, ndr) Domus in sardo sono le case, però ancora una risposta definitiva non c’è. È una scelta del nostro partner, non una scelta nostra”.

Giulini prosegue: “Speriamo che gli stadi riaprano a più del 50%. È anche notizia di ieri che la Regione ha approvato la pubblicazione nel Buras della variante urbanistica. Riteniamo che l’annuncio di oggi si leghi benissimo a quella che speriamo sarà la nuova struttura fra qualche anno, visto che due passi avanti sono stati fatti. Sarete curiosi di conoscere il nome del nuovo stadio: Unipol Domus”.

Parola a Carlo Cimbri: “Ho avuto la possibilità di conoscere il presidente Giulini un anno fa. Ci ha dato l’opportunità di pensare cosa potessimo fare per Cagliari e la Sardegna. Io sono nato qui, a Cagliari, poi sono emigrato in continente per ragioni familiari e sono rimasto lì. L’altra cosa che ci avvicinava alla Sardegna è il fatto che, da qualche tempo, eravamo diventati i primi azionisti del gruppo bancario BPER, di cui fa parte anche il Banco di Sardegna. Aiuta lo sport in Sardegna, sapete col basket. Quello è stato lo stimolo per pensare cosa potessimo fare come Unipol, che da sempre sostiene lo sport in Italia. Siamo stati per anni main sponsor del CONI, siamo sponsor da tantissimi anni della Federazione Italiana Nuoto e siamo fortemente radicati in Sardegna. Da qui è nata l’idea che ci porta oggi a essere qui, per condividere con voi la nuova collaborazione. Non è estemporanea, che nasce da una contingenza, ma da un lavoro di lungo periodo. La città va verso la costruzione di un nuovo impianto, su cui non abbiamo interessi di natura immobiliare ma ci piacerebbe che fosse la casa dello sport in Sardegna, non solo del calcio ma di altri eventi. Ho visto la mia prima partita di calcio a cinque anni non molto distante da qui: all’Amsicora, prima che ci giocasse l’hockey sul prato. Era Cagliari-Bari del 1970, la prima partita di calcio che ho visto da piccolo. Mi fa particolarmente piacere, per l’azienda che amministro, lavorare per costruire la nuova casa dello sport in Sardegna. In tutto il mondo usciamo da una lunga fase di contrazione, poter oggi immaginare e parlare di futuro e di progetti, contribuendo a costruire qualcosa di nuovo per le future generazioni, ci riempie di orgoglio”.

Prende la parola il presidente Giulini: “Ho il grande piacere di accogliere qui, nella nostra casa, Carlo Cimbri, Amministratore Delegato del gruppo Unipol leader nel settore assicurativo. Il Gruppo Unipol ha deciso di seguirci in questo percorso. Ieri il Governo ha dato l’OK all’apertura dello stadio al 50%, per noi è un nuovo inizio e siamo felici che il nuovo partner ci accompagni ora e nel percorso per il nuovo stadio. Ringrazio Carlo e tutti i suoi collaboratori, che hanno lavorato in queste ultime settimane. Per il Cagliari è una giornata storica, ci porterà a un nuovo mattoncino per il nuovo stadio”.

Inizia la conferenza stampa

16:20 – Sei minuti e il presidente arriverà nella sala stampa della Sardegna Arena.

16:01 – Ancora un minimo di attesa.

15:52 – Pochi minuti all’arrivo di Giulini, che si dovrebbe esprimere in particolare sulla questione stadio (qui l’approfondimento con le ultime news).

15:15 – Buon pomeriggio dalla sala stampa della Sardegna Arena da dove vi racconteremo le parole del presidente del Cagliari Tommaso Giulini. 

 

Al bar dello sport

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