Fabio Aru al Tour de Colombia

Aru: “Tour a porte chiuse? Non è lo stesso, ma è fattibile”

Fabio Aru ha rilasciato un’intervista a L’Unione Sarda: eccone un breve estratto.

Il ciclista villacidrese, che passa le giornate a casa tra ginnastica e rulli, ha commentato così sulla situazione d’emergenza: “Non mi lamento, c’è chi sta decisamente peggio.; dispiace però che mesi di preparazione non li abbia potuti finalizzare; posso solo mantenere la forma ora, ma sarebbe stato giusto fare il nostro lavoro all’esterno con le dovute preoccupazioni. Mi attengo comunque alle disposizioni, ma essere tutti sullo stesso piano sarebbe importante” (alcuni Paesi consentono l’allenamento ai ciclisti professionisti, come il Belgio ndr).

Sulla stagione: “Oltre i primi di novembre sarebbe troppo lunga, il 2021 parte a gennaio: spero che venga data a tutti la possibilità di dimostrare ciò che valgono anche per i rinnovi contrattuali (il sardo è in scadenza con la UAE ndr). Trovarmi in questa situazione dopo due anni con problemi non è la cosa migliore, ma la vivo serenamente. Taglio stipendi? Tutti sono in difficoltà, anche gli sport dobbiamo accettare quel che sarà ma non tutti guadagnano quanto Cristiano Ronaldo. Tour a porte chiuse? Non è la stessa cosa, ma è fattibile; è un modo di ripartire, se saltasse sarebbe un danno per tutti”.

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