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Cagliari, Agostini: “Carboni merita questa carriera, felici del nostro inizio”

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Ospite della trasmissione Videolina Sport, l’allenatore della Primavera Alessandro Agostini ha discusso di molti temi sul Cagliari che si trova al vertice del campionato e non solo: ecco alcune delle sue dichiarazioni.

Sul campionato
“Siamo contenti di quello che stiamo facendo anche se è molto presto perché siamo davvero all’inizio del percorso, per noi è una grande soddisfazione questa partenza. Questi risultati incoraggianti arrivano dal lavoro di questi mesi ma anche delle precedenti stagioni. Dobbiamo lavorare con serenità perché i ragazzi sanno che ancora non abbiamo fatto assolutamente niente”.

Sulla prima squadra 
“La testa nel calcio è fondamentale,  quando non sei sereno mentalmente fatichi a fare ciò che hai preparato e a dare quello che serve a livello atletico. Il gol allo scadere, come quello del Venezia, è una mazzata devastante, perché ti toglie certezze e ti dà grande delusione. Bisogna essere bravi a gestire i momenti di difficoltà, che sono ovviamente più complicati ma anche più importanti di quelli positivi perché è lì che si cresce se si è bravi a lavorare tutti insieme su ciò che c’è da migliorare”.

Su Carboni 
” Andrea lo adoro a livello umano prima che tecnico. Un ragazzo semplice, umile, con grande fame. L’anno scorso è tornato per qualche partita con noi con la giusta mentalità dando un forte contributo. Si merita la carriera che sta costruendo. Adesso anche gli altri nostri fuoriquota classe 2002 hanno il compito di dare l’esempio, di essere guida per i compagni più giovani, come ha fatto Andrea a suo tempo”.

Sui più giovani Masala e Vinciguerra 
“Il loro inizio è indubbiamente positivo, parlano i gol e le prestazioni. Michele è già da parecchio in Primavera e sta continuando a crescere con ormai una buona esperienza, Alessandro si sta affacciando in questa categoria ma ha grandi colpi e deve continuare a lavorare per migliorare. Tutti i ragazzi devono avere una mentalità improntata alla crescita costante, io a fine carriera avevo da progredire e imparare, figuriamoci un ragazzo che magari ancora non ha raggiunto la maggiore età”.

La Redazione

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