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Cagliari, analisi ragionata per il nuovo ds: niente fretta per il dopo Capozucca

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La quiete dopo la tempesta, le riflessioni dopo una settimana complicata con decisioni improvvise ma attese. Risolto consensualmente il rapporto con il direttore generale Mario Passetti e chiuso con l’esonero quello con il direttore Stefano Capozucca, Tommaso Giulini ora prende tempo per affidare a un nuovo nome il posto vacante di direttore sportivo del Cagliari.

No, grazie

Mercato chiuso fino a gennaio, ma sarebbe limitativo pensare al ruolo del ds come semplice uomo delle trattative in entrata e in uscita. In una ristrutturazione societaria che è lontana dal fermarsi ai due ruoli al centro degli ultimi giorni, il nuovo dirigente che prenderà in mano la posizione di Capozucca sarà responsabile di tutto quanto gravita attorno ad Asseminello, dalle giovanili fino alla prima squadra. Una scelta che deve essere giocoforza figlia di profonde riflessioni, per provare ad aprire finalmente un capitolo che non guardi al futuro immediato, ma a un quadro di più ampio respiro. L’unica certezza, al momento, è che la soluzione non sarà quella interna, come dichiarato chiaramente dal club manager Roberto Muzzi dopo il pareggio contro la Reggina nell’ultimo turno di campionato. “Mi piace questo ruolo e non voglio fare il direttore sportivo, la società sceglierà in questi giorni. Io sono il club manager e lavoro per il bene del Cagliari, così sono chiaro“, le parole dell’ex attaccante rossoblù. Al momento unica figura che funge da collante tra spogliatoio e proprietà, Muzzi presto si dedicherà nuovamente a tempo pieno al ruolo di club manager, proseguendo nella crescita pensata per lui dal presidente Tommaso Giulini che del bomber di Morena ha stima e che – secondo quanto trapela da fonti vicine alla società di Via Mameli – vede in lui il potenziale per essere elemento portante del nuovo futuro del Cagliari.

Stop

Sgombrato il campo dalla suggestione Muzzi, resta da capire chi potrebbe essere il nuovo direttore sportivo. Nessuna fretta, ma anche la necessità di non attendere troppo per chiudere la partita aperta con l’esonero di Capozucca. Per una questione di riferimenti da dare sia a Fabio Liverani che soprattutto a una squadra alla ricerca della propria identità dopo la retrocessione e un inizio di Serie B lontano dalle attese. Come sempre quando si placa una tempesta, ecco che la girandola di nomi prende il sopravvento, con alcune figure messe sul piatto mediatico e che, però, non appaiono vicine alle idee del presidente Giulini. Come quella di Walter Sabatini che, dopo il divorzio dalla Salernitana, è al momento senza contratto. Profilo importante, deus ex machina della salvezza dei campani proprio a svantaggio del Cagliari, ma che non sarebbe mai entrato nei pensieri della proprietà rossoblù. Il condizionale è d’obbligo, ma Sabatini resta un’utopia per diversi motivi. Presenza ingombrante, relazioni con gli agenti che hanno causato le frizioni con il patron della Salernitana Iervolino, l’abilità da uomo mercato quasi esclusiva senza una visione sportiva di ampio respiro come quella cercata in questo momento dal Cagliari. Come per l’esperto direttore sportivo ex Roma, anche l’opzione Mauro Meluso sarebbe da escludere. Protagonista assieme a Liverani della doppia promozione del Lecce dalla C alla A e successivamente della salvezza dello Spezia di Italiano, Meluso in Liguria era direttore generale dell’area tecnica, ruolo che si sposerebbe perfettamente con l’idea del nuovo direttore sportivo che vorrebbe portare avanti Tommaso Giulini. Ma, come detto, non sarebbe nella lista dei papabili per la posizione lasciata da Capozucca.

Nessuna fretta

Lista di papabili lunga, ma senza davvero nessun nome che stuzzica la fantasia del patron rossoblù. Da Marco Branca a Riccardo Bigon, passando per Leonardo, Gianluca Petrachi e altri dirigenti esperti al momento senza contratto, non sarebbe tra questi il nome nuovo per prendere possesso dell’area sportiva del club. L’idea di fondo è quella di un profilo giovane, non alle prime armi ma nemmeno con una lunga militanza dietro la scrivania e da prelevare in corsa da un altro club più che dalla lunga lista di dirigenti attualmente fuori dai giochi. Difficilmente il nodo verrà sciolto prima della gara di Bolzano contro il Sudtirol di sabato 5 novembre alle ore 14, rimandando il tutto almeno alla settimana successiva. Con la divisione dei compiti in tre tronconi – i primi due già occupati da Carlo Catte (parte corporate) e Stefano Melis (parte business e media) – la figura che si occuperà dell’area tecnica arriverà solo in seguito a una serie di colloqui interni e con i candidati al ruolo. Vietato sbagliare, vietato bruciare l’ennesimo nome per la fretta nata dai cattivi risultati. Giulini ha scelto la strada dell’analisi ragionata, senza colpi di coda improvvisi. Un profilo giovane, dal passato nel campo a buoni livelli e pronto a raccogliere la sfida. Se sarà la scelta giusta lo dirà il tempo.

Matteo Zizola

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